Primarie del centrosinistra, regole per votanti e candidati

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di Pietro Falco

Forse ci siamo, la data era certa già da un po’, il 25 Novembre si voterà per le primarie del centrosinistra, poi nel caso in cui nessuno dei candidati raggiunga la maggioranza, ballottaggio il 2 di Dicembre.

Fin qui tutto nella norma, le cose si complicano quando si cerca di capire come partecipare.

Le regole delle primarie Si parte dai requisiti per i candidati per poter competere: raccogliere 20 mila firme entro il 25 Ottobre di cui: non più di 2 mila firme per regione ed in almeno 10 regioni. Questa raccolta firme è sicuramente un mezzo per stabilire chi avrà la forza di giocare la partita, se non proprio ad armi pari, almeno in maniera equilibrata.

Il problema sorge quando si guarda alle candidature che non hanno mai lottato per le posizioni di testa chiamate ad uno sforzo straordinario per questa benedetta raccolta firme e che evidentemente patiscono la mancanza di un  supporto di strutture partitiche ben oleate. In Sardegna ad esempio Laura Puppato ha visto la mano tesa del partito di Vendola in strada a raccogliere sottoscrizioni anche per la sua candidatura con un messaggio chiaro e semplice: le primarie devono essere un momento di partecipazione democratica ed allargata.

Un capitolo interessante è quello del tetto massimo alle spese, non si potranno superare i 200 mila euro ed i contributi superiori ai 500 euro verranno di settimana in settimana dichiarati ad un colleggio di garanti. Anche per le pubblicità ci sono limitazioni in ottica risparmio, niente cartelloni per le strade, sui mezzi pubblici o sui giornali, le uniche stampe ammesse saranno di dimensioni contenute e da utilizzare solo per la promozione di eventi pubblici.

Regole per i votanti Il Pd ha il grande talento di sapersi complicare la vita in ogni occasione; partendo dal tira e molla durato forse un anno sulla questione programmi dei singoli candidati/programma di coalizione, risolto poi con la carta d’intenti, fino ad arrivare al metodo di registrazione per poter partecipare al voto delle primarie.

Andiamo con ordine: al voto si può partecipare dopo aver sottoscritto l’appello pubblico della coalizione del centrosinistra versando anche due euro di contributo, per sottoscrivere l’appello bisognerà però prima iscriversi all’albo degli elettori, lo si potrà fare fisicamente nei locali dei coordinamenti provinciali del partito oppure on line (preregistrazione) stampando la ricevuta del form e poi recandosi fisicamente nei suddetti uffici per ritirare il certificato d’elettore.Consiglio: rivolgetevi agli Yoda dello Spi.

Ma chi è l’elettore? Dopo una prima notizia che voleva anche i sedicenni tra le fila degli elettori s’è trovata la quadra su i classici aventi diritto più extracomunitari in possesso di permeso di soggiorno che alla fine della festa non potranno però votare alle politiche vere e proprie. Da una parte quindi si taglierà fuori un pezzo di partito probabilmente renziano: i Giovai Democratici, dall’altra si apre ad una sacca di voti che in passato ha insinuato nel sistema primarie il dubbio dei brogli.

La campagna elettorale A guardare il sito ufficiale del Pd i candidati alle primarie si chiamano Pierluigi e Bersani, degli altri competitor neanche l’ombra; non andremo certo a cercare Tabacci o Vendola, ma almeno un accenno a Laura Puppato e Matteo Renzi che del partito ne fanno parte, sarebbe corretto.

Accantoniamo però quest’altro tiro al bersaglio sul Pd anche perchè i candidati in campo non hanno certo bisogno di una piattaforma sponsorizzata dove andare ad inserire i propri contenuti e guardiamo come si stanno muovendo gli altri partecipanti.

La campagna è partita ufficialmente sotto le ruote del camper di Renzi già a Settembre e infatti il sidaco di Firenze è già alle battute finali del suo tour proprio mentre gli altri hanno cominciato a scaldare i motori.

Bersani partito dalla cittadina natale va avanti con uno schema classico senza guizzi, si appoggia come già detto al network istituzionale del partito ed il suo #pb2013 è così flemmatico e fiacco che non vale la pena neanche prenderlo in giro, cosa che invece sta accadendo a Vendola ormai trasformato in un meme virale; quel suo #oppureVendola è troppo ghiotto perchè non lo si sfrutti per farci due risate e, sinceramente, viene il dubbio che gli esperti di Proforma (la factory dei vittoriosi claim vendoliani dal 2005) abbiano puntato proprio a questo: diffusione a tappeto di tutte le declinazioni dello slogan, l’importante è che sia ovunque.

Le regole sulla pubblicità e sui costi di cui abbiamo parlato segnano un passaggio definitivo ad una comunicazione politica moderna e veloce, la tv resta sempre il mezzo principe delle campagne elettorali nostrane, ma sulla scena si affacciano ormai prepotentemente i trend sui socialnetwork e le conseguenti analisi delle performance dei candidati che vengono rilanciate quotidianamente da tutti i mezzi di comunicazione. Ecco quindi i dati di Twitter Counter dei principali sfidanti per quest’Ottobre.

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