Terra dei fuochi, il puzzo su Caivano. Padre Patriciello scrive a Renzi

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“Il fetore di questa sera non proveniva dai roghi. Non era puzzo di bruciato. Proveniva – e lo sanno tutti – dalla zona industriale. Chi ha il dovere di controllare questa zona?” E’ la denuncia – l’ennesima – di Padre Patriciello che si batte per dare ossigeno alla Terra dei Fuochi e dopo gli eventi del 9 settembre scrive a Renzi

Non riescono a respirare, si ammalano, muoiono…di cancro. Sono bambini, donne, uomini; gente a cui viene rubata l’aria e si ammala, muore di cancro per l’unica colpa di essere cittadini di Caivano e dintorni. Non se ne può più e chi dovrebbe fare qualcosa sta a guardare, anzi -peggio- fa finta di non vedere. Uno scempio ambientale, quello della Terra dei Fuochi, che sta costando la vita di comunità intere.

Padre Maurizio Patriciello
Padre Maurizio Patriciello

A pagare il prezzo dello smaltimento illecito dei rifiuti tossici e industriali (perché ormai lo sanno anche le pietre: non sono le immondizie urbane il vero problema, ma i rifiuti industriali)  è questa volta Andrea Pio, 6 anni, vive a Pascarola, frazione di Caivano e anche lui non riusciva a respirare nella notte dello scorso 9 settembre, quando un puzzo nauseabondo ha invaso Caivano e i paesi limitrofi.

La denuncia arriva da Padre Maurizio Patriciello che con centinaia di volontari combatte contro amministrazioni comunali e istituzioni ignave e pigre per denunciare che le campagne, le discariche per i rifiuti urbani, i corsi d’ acqua, il mare sono una comoda pattumiera per il malaffare, quella maledizione che in Campania si chiama Camorra, in Puglia Sacra Corona Unita, in Calabria ‘Ndrangheta, in Sicilia mafia. Quella stessa maledizione che ha smaltito in modo illecito quintali di carta, portando nelle campagne tra Afragola, Caivano, Acerra e Casalnuovo sacchi contenenti migliaia di ricette provenienti dalla Sicilia e dall’ Abruzzo e su cui adesso – dopo la denuncia di Padre Maurizio e i suoi volontari – la Procura indaga.

Intanto Andrea Pio fa su e giù per la Toscana con la sua famiglia per curarsi, senza guarire. La sua storia, una delle tante. Purtroppo. Così, dopo gli ultimi fatti, Padre Maurizio Patriciello scrive al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Il problema della Terra dei Fuochi è un problema di tutti. Non abbiamo ancora compreso che abbiamo bisogno della terra per vivere, dell’aria per respirare, dell’acqua per bere e che rovinando la natura roviniamo noi stessi. E se taceremo noi, urleranno le pietre e anche la storia ci condannerà. La battaglia di Padre Maurizio è la nostra.

Riportiamo di seguito la lettera che Padre Maurizio Patriciello ha scritto al Presidente Renzi.

Caivano 10 Settembre 2016
Al Presidente del Consiglio
Matteo Renzi

Caro Presidente, dopo una notte insonne, ti scrivo questa lettera, pur sapendo che mi costerà cara questa decisione. Fa niente. “ Non fare il bene se non hai la forza di sopportare l’ ingratitudine”. Sai bene che cosa ci siamo detti nelle due volte che ci siamo incontrati, ad Aversa e a Caserta. Il dramma ambientale non tenta a scemare. Ma se non si eliminano le cause pensarlo è pia illusione.

Ieri sera, venerdì 9 settembre, un fetore infernale si è riversato sulla città di Caivano e i paesi limitrofi. Un puzzo nauseabondo, stomachevole ha tenuto in ostaggio decine di migliaia di onesti cittadini. La gente è allo stremo. Non sa più che fare, a chi rivolgersi. Il fetore non proveniva, stavolta, dai roghi tossici, ma dalla zona industriale. Tante persone sono corse là. Erano esasperate. E l’ esasperazione può portare a fare gesti inconsulti. Non lo permettere.

Oggi, però, ti scrivo per chiederti una cortesia. Non lo avrei mai fatto per me stesso o per la mia famiglia. Mi devi aiutare, Presidente. Dobbiamo salvare Andrea Pio. Andrea Pio ha sei anni. Soffre di una rara patologia. Vive a Pascarola, frazione di Caivano, provincia di Napoli. Ieri sera, venerdì 9 settembre, Piuccio come tutti noi non poteva respirare. Un fetore orribile aveva invaso la sua casa e i suoi piccoli polmoni. Non era la prima volta e di certo non sarà l’ ultima. Nicola, il padre, questa mattina scrive:

«Non ho parole padre Maurizio, ho solo vergogna di me stesso. Mi reputo un vigliacco di genitore che non ha il coraggio di andare via da questo paese martoriato, l’unica volta fu quando siamo scappati da Napoli perché Andrea Pio era in uno stato di disperazione (quasi morto) e siamo andati a Firenze Mayer la dove hanno preso in carico la sua malattia,oggi Andrea Pio non è guarito ma è in uno stato assistenziale molto migliore. Ogni 15 giorni dobbiamo salire su a Firenze Mayer per le terapie e la sera ritornare a casa se Dio ci benedice.

Io non ce la faccio più, siamo da soli io e mia moglie. Abbiamo già fatto un grande incidente stradale, avvenuto al ritorno da Firenze. Spero solo che Dio mi dia la forza di essere sempre cosciente perché non so fino a che punto posso resistere prima di compiere qualche gesto di disperazione. Ho chiesto aiuto a tante persone per trovare lavoro in Toscana ma mi continuano a prendere per i fondelli. Qui si continua a respirare aria irrespirabile chiedo un aiuto a chi può darci una mano, magari andare in televisione. Siamo esasperati. Aiutateci vi prego».

Presidente, possiamo aiutare questo padre a mettere in salvo la vita del suo bambino? Salviamo Andrea Pio. Portiamolo lontano dai fetori di Caivano.

Grazie. Dio ti benedica.

Padre Maurizio Patriciello

(di Grazia Pia Attolini)

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