Fertility Day: le opposizioni attaccano il Ministro Lorenzin

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È bufera sul Fertility Day promosso dal Ministero della Salute e in agenda il 22 settembre prossimo. Dopo le feroci critiche e gli sfottò che hanno invaso i social media, le opposizioni attaccano il Ministro Lorenzin e il Governo

C’era da aspettarselo! A corollario della clamorosa pioggia di polemiche suscitata sui social media dalla campagna per promuovere il Fertility Day, le opposizioni politiche hanno rincarato la dose scaricando sul Governo e sul Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, una valanga di accuse che, a quanto pare, hanno messo tutti d’accordo. Il coro delle critiche indirizzate alla titolare del dicastero della Salute è stato pressoché unanime, rumoroso e molto molto piccato. E questo certo non può sorprendere, se consideriamo i toni con cui è stato trattato un argomento tanto delicato e importante. Un’occasione persa per sensibilizzare le donne, ma anche gli uomini, su un tema che coinvolge tutti e che dovrebbe essere “maneggiato” con cura e in modo intelligente.

Saviano: Fertility Day è un insulto

Il tweet di Roberto Saviano
Il tweet di Roberto Saviano

Dunque il 22 settembre, giorno del primo Fertility Day, si preannuncia come una specie di debacle colossale per il Ministero della salute che, a detta del Ministro Lorenzin, tanto aveva lavorato per promuovere l’evento. Impegno che però non sembra essere stato apprezzato né dai cittadini, né dagli esponenti del mondo culturale e politico italiano. Di questo parere è, ad esempio, Roberto Saviano che proprio il 22 settembre festeggerà il compleanno. Lo scrittore campano ha definito tutta la vicenda un vero e proprio insulto sia per coloro che non possono avere figli per motivi biologici, sia per coloro che pur avendone la possibilità scelgono di non mettere al mondo bambini in quanto vivono in condizioni lavorative precarie. Nel suo tweet di condanna dell’iniziativa, l’autore di Gomorra si è detto certo che il Fertility Day gli rovinerà il compleanno.

Le polemiche delle opposizioni

Alcune delle grafiche per il Fertility Day
Alcune delle grafiche per il Fertility Day

Durissime le accuse di Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle. La critica più facile, su cui di fatto tutti sono d’accordo, è quella basata sul totale distacco di questa campagna pubblicitaria dalle reali condizioni del Paese. La questione, come hanno affermato in molti, non è tanto la mancanza di volontà da parte delle donne e degli uomini di mettere al mondo un figlio, quanto piuttosto la totale mancanza di strutture, aiuti e facilitazioni volte a sostenere sia economicamente sia materialmente l’impegno derivante da questa scelta. Cavalcando l’onda delle polemica, i pentastellati e i parlamentari guidati da Arturo Scotto hanno approfittato di questo scivolone mediatico per riportare in primo piano alcune delle iniziative da loro promosse a favore della famiglia, ma respinte dal Governo in quanto definite assistenzialiste e impraticabili.

Dello stesso avviso è Barbara Saltamartini, Lega Nord, che non ha perso l’occasione per ricordare al Governo come sia necessario ripensare totalmente il nostro sistema di welfare per sostenere concretamente la crescita demografica nel nostro Paese. Anche Susanna Camusso si schierata in modo molto netto con coloro che hanno criticato l’iniziativa messa in piedi dal Ministero della Salute, in quanto non sarebbe altro che un modo per non affrontare il reale problema legato alla scarsa natalità italiana. Per il segretario nazionale della CGIL, il vero passo da compiere è quello di avviare politiche concrete a sostegno delle famiglie e della scelta di mettere al mondo dei figli, unico strumento utile per combattere la denatalità che da anni colpisce l’Italia.

Matteo Renzi: clamoroso autogol del Ministro

Matteo Renzi
Matteo Renzi

Tuttavia, la critica più aspra è venuta probabilmente dalla stessa maggioranza, niente meno che da Palazzo Chigi. Da grande utilizzatore dei social media qual è, Matteo Renzi ha mediatamente intuito il clamoroso autogol segnato dalla titolare del dicastero della Salute. Per questo, nel tentativo di smarcarsi da un’iniziativa tanto impopolare e profondamente sbagliata nei toni e nei mezzi, si è unito al coro di critiche sottolineando come, per sostenere la natalità, non siano utili cartelloni pubblicitari e spot di dubbio gusto, nonché comunicativamente disastrosi. A detta del premier, quello di cui realmente c’è bisogno per sostenere la natalità sono politiche a favore delle giovani famiglie, che garantiscano loro un lavoro stabile, l’accesso al credito e servizi imprescindibili, asili nido in testa. Verrebbe da chiedersi perché il Governo non si stia ancora impegnando in tal senso, piuttosto che sprecare energie e denaro in campagne come il Fertility Day.

Verso il Fertility Day

Comunque, ora non ci resta che attendere il 22 settembre prossimo, giorno in cui l’Italia festeggerà il suo primo e forse ultimo Fertility Day. Molte le iniziative previste in diverse città italiane, anche se alcuni centri, forse più attenti all’andamento della discussione, hanno già minacciato di boicottare l’evento se la campagna non dovesse essere modificata. Dunque si preannuncia un settembre più che mai intenso per il ministro Lorenzin che, dopo la tragica partenza della campagna di comunicazione per il Fertility Day, rischia di veder naufragare tutta l’iniziativa e di scivolare su un’insidiosa buccia di banana, proprio come quella inserita in uno dei cartelloni pubblicitari tanto contestati dedicato, nel caso specifico, alla fertilità maschile.

(di Christopher Rovetti)

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