La lotta al terrorismo costa la vita a due cooperanti

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loportoIl 23 aprile la Casa Bianca ha rilasciato una dichiarazione, nella quale ha reso nota la morte di due ostaggi, di cui uno italiano, nel corso di un’operazione della CIA, a gennaio. Giovanni Lo Porto e Warren Weinstein, erano prigionieri da Al Qaeda da anni, rispettivamente dal 2012 e dal 2011. Entrambi gli uomini erano coinvolti in attività umanitarie in Pakistan.

Lo Porto si era laureato alla Metropolitan University di Londra nel 2010. Nello stesso anno si era recato per la prima volta in Pakistan con una ONG tedesca, Universal Hunger Relief. Nel2013 era stata lanciata una petizione, con oltre 75000 firme, rivolta al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio per riportare Giovanni a casa.

Warren Weinstein, invece, collaborava con l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale. Dal 2004 era attivo in Pakistan. Dopo il rapimento, Warren era apparso in due video rilasciati dai terroristi. Nell’ultimo accusava il suo governo di averlo abbandonato.

A gennaio, nel corso di un’operazione antiterroristica, un drone della CIA ha bombardato il luogo dove erano tenuti prigionieri gli ostaggi: secondo quanto dichiarato dal presidente Obama, il bombardamento era stato programmato in seguito a informazioni che non avevano indicato una presenza civile nel complesso: “Non eravamo a conoscenza dela presenza di civili nel complesso. Siamo ancora convinto che l’operazione abbia eliminato dei pericolosi membri di Al Qaeda. Quello di cui non eravamo a conoscenza, tragicamente, era la presenza di Warren e Giovanni in quel luogo”.

“Errori, errori anche mortali possono essere commessi nella lotta al terrorismo”, ha dichiarato il presidente statunitense, “So che qualunque cosa che io possa dire  o fare non allevierà il dolore delle famiglie. Sono profondamente dispiaciuto, prendo il pieno delle responsabilità”.

La famiglia di Weinstein stava militando attivamente per il rilascio di Warren. In seguito alla notizia rilasciata dalla Casa Bianca, la moglie Elaine ha rilasciato una dichiarazione nella quale ringraziava i pochi senatori che si erano prodigati nel fornire un aiuto concreto, anche se “l’assistenza ricevuta da parte di altri elementi del Governo degli Stati Uniti è stata deludente e discontinua nel corso di tre anni e mezzo”.

Numerosi sono stati i commenti dei senatori americani: sia i membri del partito democratico che di quello repubblicano hanno offerto il loro dolore alle famiglie delle vittime, ma hanno difeso allo stesso tempo le azioni della CIA, necessarie nella lotta al terrorismo.

(di Francesca Parlati)

 

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