“La Musica Unisce i Popoli” Bregovic incontra Tor Vergata

IMG-20150316-WA0001Nell’ambito degli incontri previsti per il Master Universitario in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media, si è tenuto il 16 marzo 2015 un incontro nella Sala Tesi della Facoltà di Economia di Roma Tor Vergata.
Un incontro che non ha visto coinvolti solamente gli studenti del Master, ma che anzi ha dato la possibilità a chiunque volesse (previo accredito) di partecipare all’incontro, a cui hanno presenziato oltre al Maestro Goran Bregovic, Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio di Roma (nel quale la sera precedente si era svolto un concerto dello stesso Bregovic), Mauro Diazzi in qualità di agente dell’artista, la Professoressa Simona Pattuglia, direttore del master ed organizzatrice dell’evento e il Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata Giuseppe Novelli.

Dopo una breve fase introduttiva tenuta dalla Prof. Pattuglia che ha poi ceduto la parola al Rettore, è stata fatta una panoramica sui progetti dell’Università, del tentativo costante dell’Ateneo di riqualificare zone in difficoltà come ad esempio Tor Bella Monaca, che si trova a poca distanza dalla sede della seconda Università di Roma ma non solo, si è parlato appunto della Comunicazione della sua evoluzione sia a livello istituzionale che a livello di “connessione al territorio” come dalle parole del Rettore Novelli.

Il Maestro Bregovic è stato poi presentato da Longobardi (qualora ce ne fosse stato bisogno!) sottolineando la capacità della musica di unire i popoli, intendendo anche e soprattutto una connessione di tipo culturale che benché può risultare, e risulta, molto differente anche tra aree geografiche limitrofe, riesce a superare le barriere comunicative che solitamente si frappongono tra i popoli.

Bregovic è apparso in questo incontro esattamente come appare sul palco, spigliato e incredibilmente simpatico.
Dopo aver raccontato qualche aneddoto sulla vita a Sarajevo: ad esempio la distinzione dei frigoriferi nella famiglia di sua moglie, che in quanto musulmana e parte di una famiglia numerosa aveva visto adottare la soluzione di utilizzare due frigoriferi distinti per musulmani e per non musulmani, questo esempio è parte di un discorso sulla necessità a volte forzata di condivisione degli spazi, ma una condivisione vista assolutamente di buon occhio, apprezzata.

Bregovic ha poi raccontato della sua carriera, dall’ascesa come Rockstar durante gli anni del comunismo, al lassismo durante questo periodo a causa delle enormi tasse richieste dall’URSS (90% dei profitti), il Maestro si è detto più propenso a girare il mondo piuttosto che a lavorare così per altri e poi ci ha parlato del suo legame con l’Italia.

Bregovic era giunto in Italia, a Napoli, a soli 18 anni dopo aver passato l’ultimo anno a suonare negli strip-club di Sarajevo definiti “un luogo meraviglioso dove suonare a 17 anni”; a Napoli i primi problemi con la droga e il ritorno a casa con la madre, anni di studi all’Università in filosofia con il sogno e la paura di diventare professore, tuttavia la vittoria del disco d’oro nell’ultimo anno di studi ha portato Bregovic, dov’è ora.

L’Italia quindi ha avuto un ruolo importante nell’evoluzione del Bregovic artista, qui per la prima volta arriva alle sue orecchie la musica di Clapton una musica definita da lui stesso “libera”, e il meraviglioso folclore di una città come Napoli è rimasto un po’ nello stile così fusion di Bregovic, nonché una delle canzoni più utilizzate nei concerti; “Bella Ciao” rivisitata in mille maniere e da lui definita come una delle canzoni più felici e tristi della musica (in riferimento ad una domanda sulla tristezza della musica balcanica, Bregovic ha risposto “ad un matrimonio, più la musica è triste, più la festa è riuscita!”).

In conclusione il Maestro si è descritto come un compositore “fuori dal tempo”, legato alle tradizioni musicali e comunicative di buona parte del mondo (con gli oltre 200 concerti annuali che tiene in ogni luogo del pianeta), e si è detto poco avvezzo all’utilizzo di internet per la diffusione ulteriore della sua musica, la supposizione (in questo caso direi esatta) è che il comunicare spostandosi di luogo in luogo, senza confondersi nel gran bazar del web.
Bregovic è un artista un po’ fuori dagli schemi, che ormai non ha bisogno di pubblicità o di promozioni, anche perché è facile percepire che quello che fa gli piace davvero, in conclusione – sempre in merito al discorso della diffusione su internet delle sue opere e del suo indiretto coinvolgimento – ci ha anche regalato questa chicca: “Youtube è un po’ come quelli che provano il sesso di gruppo per la prima volta, e poi capiscono che in due viene meglio”.

(di Francesco Galati)

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