Amarcord: Ternana 92-93, la squadra fantasma

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Nello sport esistono annate che nascono male e finiscono peggio, nonostante ambizioni, sogni, progetti e speranze. A volte squadre strutturate per vincere incappano in stagioni disastrose, a volte il fallimento è annunciato già dal principio. Quanto accadde alla Ternana nell’estate del 1992, però, è qualcosa di diverso, un cambio di orizzonti così repentino che val la pena ricordarlo ancora oggi.

Gli anni ottanta sono stati un calvario per la Ternana, passata rapidamente dai fasti della serie A al rischio del fallimento, con tanta C1 e la caduta in C2. Nell’estate del 1991 la società umbra finisce nelle mani di Rinaldo Gelfusa che ha progetti ed ambizioni importanti per i rossoverdi che partecipano al campionato di serie C1, girone B, per la stagione 91-92. Il primo tassello è quello di affidare la panchina all’esperto Roberto Clagluna che la serie C l’ha già vinta alla guida del Taranto; Clagluna è personaggio mite, educato, come allenatore è un pragmatico, poco fumo ma arrosto ben cotto. Il nuovo tecnico si fa costruire una squadra a sua immagine e somiglianza, la Ternana non è per niente spettacolare, anzi, si limita ad avere una difesa di ferro ed un attacco che specula sull’unico gol che riesce a segnare durante le partite. Al di là di un paio di vittorie con due gol di scarto, infatti, gli umbri concluderanno la maggior parte degli incontri vincendo per 1-0, ma tanto basta per tenersi stretto il primo posto che vale la promozione ed il ritorno in B dopo 12 anni, festeggiato il 17 maggio 1992 dopo il successo contro il Catania e al termine di una stagione che vede la Ternana vincere entrambi i derby contro il Perugia.

Alla festa per la promozione, nell’estate del 1992 si uniscono i proclami del presidente Gelfusa che annuncia una campagna acquisti sfavillante e l’ambizione di riportare i rossoverdi in serie A al più presto, magari già al primo tentativo. Clagluna viene confermato come allenatore, ma Gelfusa fa seguire i fatti alle parole e la Ternana finisce sui principali articoli dei giornali dedicati alla serie B: a Terni, infatti, sbarcano il portiere Taglialatela, proveniente dal Napoli, il talentuosissimo fantasista Pietro Maiellaro dalla Fiorentina ed il centravanti romano Sandro Tovalieri che ha appena contribuito a suon di gol alla prima storica promozione in serie A dell’Ancona. Inoltre, non è da disdegnare neanche l’arrivo del centrocampista Luca Evangelisti dal Bologna che si unisce al promettente Valerio Gazzani che l’anno successivo giocherà in serie A con la maglia del Lecce. La Ternana è una delle grandi favorite per la promozione, nonostante sia una neopromossa e nonostante l’agguerrita concorrenza formata da Ascoli, Cesena, Cremonese, Padova, Reggiana e Verona, tanto per citare le più attrezzate.

Ma proprio alla vigilia del primo incontro ufficiale della stagione 92-93, ovvero la sfida contro il Piacenza in Coppa Italia, sulla Ternana cala un gelo terrificante, pur essendo intorno a Ferragosto. La Lega Calcio, infatti, chiede a Gelfusa il pagamento della fidejussione da 6 miliardi di lire a garanzia che il club umbro possa acquistare i nuovi calciatori; tale garanzia, il patron rossoverde non la fornirà mai e nello spogliatoio inizia ad avvertirsi un malessere che ben presto sfocia in subbuglio. Taglialatela, Maiellaro e Tovalieri, infatti, appaiono insofferenti, chiedono sicurezza dal punto di vista economico ma anche regolamentare, hanno paura di rimanere intrappolati in un contratto che li potrebbe tenere fermi per tutta la stagione. Gelfusa, nel frattempo, al posto delle garanzie offre insulti a tutti, alle amministrazioni pubbliche della città, alla Lega Calcio, perfino ai tifosi, rei di aver sottoscritto pochi abbonamenti nonostante il faraonico calciomercato. I nuovi acquisti, stufi e spaventati, tornano alle squadre di precedente appartenenza e le ambizioni della Ternana si trasformano in una poco piacevole puzza di bruciato.

Al posto della parola promozione, infatti, se ne fa largo una molto più raccapricciante: fallimento. Clagluna non abbandona la nave alla deriva, anzi, motiva ancor di più i superstiti di una Ternana che la serie A se la dimentica ancor prima di cominciare il campionato. Nelle prime giornate, comunque, i rossoverdi conquistano qualche punto anche se non riescono a vincere. Dopo l’ottava giornata (ko per 2-0 a Lucca, il terzo di fila per gli umbri ancora a secco di successi) Clagluna viene esonerato e al suo posto arriva Liguori che esordisce con un 2-2 casalingo contro il Taranto, poi incappa in 4 sconfitte consecutive fra cui il pesantissimo 5-0 in casa del Padova il 22 novembre. Il 13 dicembre arriva la tanto sospirata prima vittoria in campionato, 2-0 al Modena allo stadio Liberati, ma la situazione resta gravissima, in campo e in tribunale. Dopo l’ultima giornata del girone d’andata, Liguori lascia nuovamente il posto a Clagluna ma è ormai evidente che le sorti della Ternana siano segnate e la retrocessione inevitabile, anche se sembra il minore dei mali perché le vicende societarie sono ancor peggiori della sconfitte in serie della squadra rossoverde.

Anche perché, nel frattempo, per i medesimi guai l’Arezzo è stato escluso dalla serie C1 a campionato in corso e a Terni temono che possa verificarsi altrettanto. Il pericolo è scongiurato dal comune che grazie ad un contributo versato in extremis garantisce l’esercizio provvisorio permettendo alla Ternana quantomeno di portare a termine il campionato, anche se il calvario proseguirà in campo e pure fuori, perché allo stadio verrà staccato il gas per bollette non pagate, perché molti calciatori chiederanno lo svincolo a stagione ancora in atto e perché la Guardia di Finanza sequestrerà l’incasso di Ternana-Piacenza 0-2 del 10 aprile 1993. La squadra terminerà il campionato all’ultimo posto con appena 18 punti e sole 4 vittorie contro Modena, Bari, Lucchese e Pisa. Ma il peggio dovrà ancora venire perché nel mese di luglio, un anno dopo gli sfarzosi proclami di Gelfusa, la Ternana verrà esclusa dal professionismo e costretta a ripartire dalla serie D, allora denominata Campionato Nazionale Dilettanti da cui riuscirà a riemergere solo due anni dopo e grazie ad una riammissione a completamento organici della C2.

Quell’estate del 1992 resta ancora epocale a Terni: l’eccitazione per una campagna acquisti roboante che ha lasciato il posto all’angoscia per un fallimento arrivato puntualmente 365 giorni più tardi. E quei calciatori tanto attesi ed invocati che mai riuscirono ad indossare la maglia rossoverde in gare ufficiali. E’ la storia di una squadra mai nata, di una squadra fantasma che torna qualche volta a palesarsi negli incubi dei tifosi ternani più incalliti.

di Marco Milan

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