Amarcord: il 2002 delle milanesi, forze diverse identico risultato

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Come è possibile per due squadre dello stesso campionato raggiungere il medesimo traguardo in una stagione con risultati pressoché opposti? Sembra difficile da immaginare, è accaduto invece nello strano 2002 di Inter e Milan, partite con ambizioni identiche, autrici di percorsi opposti che, però, le hanno portate allo stesso epilogo con rammarico dell’una e maligna soddisfazione dell’altra.

L’estate del 2001 in Italia è quella delle rivoluzioni sul calciomercato: la Juventus vende Zidane e Filippo Inzaghi ingaggiando Buffon, Thuram e Nedved, oltre a riportare in panchina Marcello Lippi al posto di Carlo Ancelotti, mai realmente amato dal popolo bianconero; la Roma campione d’Italia in carica lascia Cristiano Zanetti all’Inter ma sembra fare il colpo del secolo acquistando il promettente Antonio Cassano, stellina del Bari e dell’Italia, oltre al portiere Pelizzoli che per molti sarà l’erede di Buffon; la Lazio si porta a casa Gaizka Mendieta, centrocampista spagnolo del Valencia, miglior giocatore delle ultime due edizioni della Coppa dei Campioni, mentre sempre dalla città iberica l’Inter si porta a casa l’allenatore argentino Hector Cuper, oltre al portiere della Fiorentina Toldo, al difensore goleador Materazzi e all’ala portoghese Sergio Conceicao, sempre in attesa del ritorno, ormai prossimo, di Ronaldo e alla conferma di Christian Vieri. Il Milan, infine, affida la guida tecnica al turco Fatih Terim che ha vinto la Coppa Uefa col Galatasaray e ha allenato la Fiorentina nell’ultima annata; proprio da Firenze, i rossoneri prelevano Manuel Rui Costa, il colpo dell’anno in Italia, oltre al già citato Inzaghi e all’ex interista Andrea Pirlo che sarà assai più utile di quanto potesse inizialmente sembrare.

Milano si attende la riscossa dalle due squadre cittadine dopo un paio d’anni in sordina, anche perché l’Inter non vince lo scudetto dal 1989 e l’attesa incomincia a farsi ormai lunghissima. Le milanesi, inoltre, giocherano entrambe la Coppa Uefa dove appaiono tra le grandi favorite per la vittoria, motivo che induce molti a pronosticare un derby da brivido in finale. La prima giornata di campionato sorride all’Inter che travolge a San Siro il Perugia per 4-1, molto meno al Milan che impatta 2-2 a Brescia rimontando dallo 0-2 iniziale ma, soprattutto, perde subito Rui Costa che cadendo male si procura la frattura del gomito e starà fuori per oltre un mese. Appare evidente che i rossoneri siano sbilanciati in avanti con punte di enorme valore (Inzaghi e Shevchenko), ma difesa con molte falle che il solo Paolo Maldini non può tappare. L’Inter, viceversa, sembra più quadrata e Cuper è un tecnico solido e pragmatico, bada poco allo spettacolo (al contrario di Terim) e molto alla sostanza; inoltre, in attesa di Ronaldo, i nerazzurri scoprono i bomber di scorta Kallon e Ventola che nelle prime settimane segnano sia in campionato che in coppa.

Alla terza giornata la serie A riabbraccia le tre grandi del nord, Inter, Juventus e Milan, che dopo tanti anni si ritrovano in testa da sole con 7 punti, mentre le romane sono in ritardo, tanto che la Lazio a breve cambierà tecnico con Zaccheroni a rimpiazzare Zoff. Le tre grandi vincono anche la settimana successiva, poi al quinto turno Juve e Milan cadono rispettivamente in casa con la Roma e a Perugia, mentre l’Inter supera per 2-0 il Bologna grazie ad una rete del terzino greco Georgatos e si ritrova da sola in vetta al campionato. All’ottava giornata, il 21 ottobre 2001, va in scena il derby di Milano in cui accade di tutto: l’Inter segna dopo un quarto d’ora con un rocambolesco gol di Ventola, il Milan sembra faticare ma nella ripresa la squadra di Terim cambia marcia e ritmo e in appena 5 minuti segna 3 reti con Shevchenko, Contra e Inzaghi, poi dopo altri 10 arriva anche il 4-1 ancora dell’attaccante ucraino, infine a tempo scaduto va in rete Kallon per il 4-2 finale in favore di un Milan ritrovato che torna prepotentemente in lotta per il vertice dove ora, incredibilmente, c’è la matricola Chievo, neopromossa da sballo.

Nel frattempo sta tornando in alto la Roma e intanto al Milan Terim non va più d’accordo con Silvio Berlusconi poiché non tollera le ingerenze del presidente su questioni tecnico tattiche che, in teoria, spetterebbero all’allenatore e, dopo il ko dei rossoneri col Torino il 14 novembre, l’allenatore turco viene esonerato e al suo posto arriva Ancelotti che Galliani dirotta verso Milanello mentre il tecnico emiliano è già per strada diretto a Parma per firmare coi gialloblu. Il Milan sembra riprendere vita, elimina il Perugia in Coppa Italia, vince proprio a Parma e batte a San Siro per 3-2 la sorpresa Chievo, ma proprio sul più bello arriva l’infortunio di Filippo Inzaghi che mette ko il centravanti per diversi mesi, un evento che, unito alla poca solidità difensiva della squadra, estromette i rossoneri dalla lotta scudetto che da lì in avanti sarà affare di Inter, Juventus e Roma. I nerazzurri, intanto, alla pari dei dirimpettai cittadini fanno strada in Coppa Uefa, entrambe le compagini meneghine appaiono realmente in grado di raggiungere la finale di Rotterdam in un acceso derby in salsa milanese. L’Inter, intanto, ritrova pure Ronaldo che segna nella vittoriosa trasferta di Brescia del 9 dicembre che lascia la squadra di Cuper al comando della classifica.

Il turno pre natalizio vede le milanesi vincere in extremis, l’Inter 3-2 a Piacenza dopo due rimonte degli emiliani, il Milan 2-1 a San Siro sul Verona con gol partita del rumeno Contra al 94′. Alla fine del girone d’andata, i nerazzurri sono secondi con 35 punti, uno in meno della Roma campione d’inverno, mentre i rossoneri sono quinti a quota 30 e già discretamente staccati dal vertice. I mesi di gennaio e febbraio saranno terribili per il Milan che non vincerà neanche una partita (esclusa la Coppa Italia in cui eliminerà la Lazio), perdendo contatto anche con il quarto posto e denotando una crisi tecnica e di identità abbastanza importante. I rossoneri nella gara casalinga contro l’Udinese, addirittura, andranno sul 2-0 e si faranno rimontare e battere per 3-2 dai friulani, oltre a non andare oltre scialbi pareggi casalinghi contro Brescia, Atalanta e Perugia, e lasciarsi riprendere a Firenze al 90′ dai viola quasi condannati alla retrocessione. L’Inter, intanto, se la ride guardando la situazione dei rivali e ritrovandosi alla fine di febbraio e alla vigilia del derby di ritorno al comando della classifica a pari merito con la Roma a 49 punti, ben 11 lunghezze in più del Milan, sesto ed in difficoltà anche ad agganciare il Bologna quarto ed il Chievo quinto.

La sera di domenica 3 marzo 2002 c’è Milan-Inter e i pronostici danno per favoriti i nerazzurri, al punto che appare probabile la vittoria del Milan per la legge non scritta che spesso il derby lo vince chi è sfavorito. Ma l’Inter non può permettersi passi falsi, nel pomeriggio la Juve ha vinto in zona Cesarini contro il Bologna ed è salita in vetta alla classifica, mentre la Roma ha pareggiato a Lecce, motivi per i quali ai nerazzurri non è concessa altra deroga se non la vittoria. La stracittadina milanese è poco spettacolare, di emozioni ce ne sono poche, di tiri ancor meno, l’impressione è che lo 0-0 può essere sbloccato solo da un guizzo o da una casualità; al minuto 77 accade proprio questo: un doppio rimpallo in area mette Vieri nelle condizioni di battere a due passi dalla porta milanista, nonostante una precaria condizione di equilibrio, e il centravanti non si fa pregare, si ingobbisce, calcia sporco, Abbiati quasi ricaccia la palla indietro ma non evita il gol e l’Inter va in vantaggio. Finsice 1-0, nerazzurri a +14 sui rossoneri e nuovamente capolista della serie A. Sembra veramente l’anno della riscossa interista, una settimana più tardi la squdra di Cuper acciuffa con il futuro milanista Seedorf il 2-2 contro la Juve al 92′, mentre il Milan esce sconfitto pure dalla trasferta di Bologna, i tifosi lasciano il settore ospiti a metà partita e sulla stagione dei rossoneri sembra calare mestamente il sipario, con l’Inter lanciata verso il titolo.

In Coppa Uefa, intanto, l’avventura delle milanesi prosegue a braccetto con qualificazioni raggiunte anche in condizioni complicate: il Milan agli ottavi elimina gli olandesi del Roda Kekrade solo ai rigori e ai quarti gli israeliani dell’Hapoel Tel Aviv rimontando a San Siro lo 0-1 dell’andata, mentre l’Inter ribalta gli inglesi dell’Ipswich dopo il ko dell’andata e raggiunge la semifinale eliminando con indicibili sofferenze il Valencia, la vecchia squadra di Cuper. Entrambe le milanesi, dunque, sono in semifinale, i nerazzurri contro il Feyenoord, i rossoneri contro il Borussia Dortmund, la finale tutta italiana e tutta milanese è possibile, gli avversari non sembrano insuperabili. Intanto in campionato ci sono i rispettivi traguardi da raggiungere: per l’Inter lo scudetto, per il Milan la qualificazione alla prossima Coppa Campioni tramite il quarto posto. La primavera sembra ringalluzzire i rossoneri che prima di Pasqua vincono tre partite di fila contro Torino, Piacenza e Parma rilanciandosi nella corsa al quarto posto, grazie anche al calo del Bologna che riporta la squadra di Ancelotti a -1 dai felsinei. L’Inter il 24 marzo batte 3-1 a San Siro la Roma in uno scontro diretto che sembra cucire il tricolore sulle maglie nerazzurre: +3 sui giallorossi, +4 sulla Juventus a 6 giornate dalla fine significa molto per Vieri e compagni.

Ad inizio aprile, si ferma la corsa delle milanesi in Europa: l’Inter contro il Feyenoord perde 1-0 in casa per via di un’autorete di Cordoba e sfiora l’impresa a Rotterdam andando sotto per 2-0, raggiungendo il 2-2 e arrivando ad una rete dalla finale; il Milan, invece, cade rovinosamente 4-0 a Dortmund, poi a San Siro va vicino alla rimonta, vince 3-1 contro il Borussia ma esce eliminato dalla Coppa Uefa, unico trofeo a mancare nella ricchissima bacheca milanista. Cammino identico in Europa, dunque, mentre in campionato la solfa è ben diversa, con i nerazzurri lanciati verso lo scudetto ed i rossoneri ad arrancare con Bologna, Chievo e Lazio per agguantare il quarto posto. Il 7 aprile l’Inter perde in casa con l’Atalanta, ma rimane in testa perché la Roma pareggia clamorosamente a Venezia contro l’ultima della classe, una settimana più tardi i nerazzurri sembrano piazzare il colpo decisivo superando in rimonta per 2-1 il Brescia grazie ad una doppietta di Ronaldo: è il classico successo che a posteriori può diventare la copertina del libro scudetto, l’emblema di un’annata bella, trionfale e, giustamente, condita pure da quel pizzico di fortuna necessario.

Mancano 3 giornate alla fine del campionato e forse è proprio la terz’ultima quella decisiva: Milan-Roma termina 0-0 e il risultato accontenta due volte l’Inter che vede i rivali cittadini ormai quasi fuori dalla corsa per il quarto posto e la Roma a -2 in classifica dopo che la squadra di Cuper viene rimontata al 90′ in casa del Chievo, un pareggio che lascia tanto amaro in bocca in casa nerazzurra perché un successo avrebbe quasi decretato lo scudetto, invece ancora in bilico anche perché un gol di Nedved all’87’ a Piacenza lascia la Juve pienamente in corsa al secondo posto. 33° turno: l’Inter vince 3-1 col Piacenza ed è a 3 punti dallo scudetto, il Milan vince 2-1 a Verona ed è quarto a pari merito col Bologna. Tutto rimandato ad un’ultima giornata che sarà l’incubo interista per antonomasia: i nerazzurri, nonostante uno stadio Olimpico completamente interista per via del gemellaggio con la Lazio, e nonostante un doppio vantaggio firmato da Vieri e da Di Biagio, perdono 4-2 contro i biancocelesti consegnando il titolo alla Juve, mentre il Milan batte agevolmente a San Siro il Lecce 3-0 e poi ascolta la radio e si esalta dal ko interista e da quello del Bologna a Brescia, risultati che consegnano il quarto posto alla squadra di Ancelotti e, ciliegina sulla torta, il terzo all’Inter, passata in 90 minuti da prima a terza.

A Milano, domenica 5 maggio 2002, c’è qualche bandiera rossonera che sventola in un pomeriggio piovoso, mentre gli interisti si chiudono in casa, spengono i telefonini ed abbassano le serrande. Dopo un campionato interamente al vertice, i nerazzurri hanno chiuso al terzo posto, il Milan al quarto, risultato identico che vale per entrambe il preliminare di Coppa Campioni che, però, per i rossoneri è un successo, per i nerazzurri un fallimento. I milanisti riempiono i cugini di sfottò, nessuno invidia gli interisti che si presentano a scuola o in ufficio lunedì 6 maggio, subissati da risatine e battute. Provate a spiegare loro che non è vero che il Diavolo spesso ci mette lo zampino…

di Marco Milan

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