Amarcord: Javi Moreno-Milan, i gol che non arrivarono mai

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Si è sempre detto che i calciatori spagnoli non siano quasi mai riusciti a rendere nel campionato italiano, con le dovute eccezioni del caso. Una verità confermata in parte da Javier Moreno Valera, più comunemente chiamato Javi Moreno, che nella sua unica stagione in serie A ha combinato poco o nulla, deludendo e non poco il Milan e i suoi tifosi.

Nato a Silla nella comunità valenciana il 10 settembre 1974, Javi Moreno è un attaccante centrale, ma bravo anche a svariare lungo l’intero fronte offensivo. Mancino, alto 1 metro e 78 ma non esattamente esempio di longilineità, con una tendenza non indifferente a mettere su kg di massa grassa e per questo quasi sempre costretto a controllato e rigido regime alimentare. Moreno si mette in luce nella stagione 1998-99 quando nella serie B spagnola sigla 18 reti con la maglia del Numancia, trascinato così alla promozione nella Liga, più o meno negli stessi giorni in cui il Milan di Zaccheroni vince il suo 16.mo scudetto superando in volata la Lazio. Né l’attaccante iberico e né i rossoneri immagino che tempo qualche anno e i loro destini si sarebbero nuovamente incrociati. La svolta per Javi Moreno arriva nella stagione 2000-2001 quando è l’emblema del Deportivo Alavés dei miracoli, squadra spagnola di medio livello che arriva sino alla finale di Coppa Uefa, persa 5-4 a Dortmund contro il Liverpool solamente al Golden Gol nei tempi supplementari. Moreno sigla 6 gol in 8 partite, compresa la doppietta in soli tre minuti nella sfortunata finale con gli inglesi, oltre ai 22 in campionato. Su di lui si fiondano diversi club europei, il più convinto e svelto dei quali è il Milan che se lo assicura per 32 miliardi di lire assieme al terzino rumeno Cosmin Contra, altro attore protagonista di quell’Alavés.

L’arrivo di Moreno sembra un bel colpo per i rossoneri, chiamati a risollevarsi dopo un paio di annate in chiaroscuro. In panchina è arrivato il turco Fatih Terim che ha vinto la Coppa Uefa alla guida del Galatasaray nel 2000 ed ha stregato l’Italia l’anno successivo portando la Fiorentina a giocare il miglior calcio del campionato. Insieme al nuovo tecnico e all’attaccante spagnolo, ecco anche i due colpi da novanta dell’estate 2001, Manuel Rui Costa e Filippo Inzaghi, chiamati a comporre con Andrij Shevchenko uno dei trii più spettacolari della serie A. Il Milan è una delle grandi favorite per la vittoria dello scudetto e Javi Moreno sembra andare ad aggiungere qualità e numeri ad un attacco favoloso; la punta iberica sa benissimo che a Milano occuperà un ruolo di rincalzo, ma è consapevole di potersi ritagliare il suo spazio, anzi, sembra molto sicuro di sé e alla stampa dichiara: “Io e Shevchenko possiamo fare 40 gol insieme“. In quel momento, lo spagnolo non sa che presto li raggiungerà anche Inzaghi, ma resta comunque convinto di non essere arrivato in Italia per fare la comparsa. Del resto, le sue qualità realizzative le ha notate tutta Europa nella splendida cavalcata dell’anno precedente e sono in molti a giudicare ottimo il suo acquisto, col Milan capace di sottrarlo alla concorrenza, sborsando una discreta cifra che dimostra come quell’anno Silvio Berlusconi abbia deciso di mettere di nuovo mani al portafogli e restituire alla sua squadra quella competitività persa nelle ultime due stagioni.

L’esordio di Javi Moreno nel campionato italiano arriva alla seconda giornata, il 9 settembre 2001, nel roboante 5-2 dei rossoneri a San Siro contro la Fiorentina. Lo spagnolo entra nel finale a risultato già acquisito e va pure vicino al sesto gol, ricevendo anche qualche applauso dall’entusiasta pubblico milanista che quella sera, a dire il vero, avrebbe applaudito e festeggiato chiunque. Il 20 settembre il Milan debutta anche in Coppa Uefa giocando in Bielorussia contro il Bate Borisov, in una partita che sembra facile per la formazione italiana e che diventerà invece abbastanza complicata con i padroni di casa più in forma atleticamente e nei quali figura un giovane attaccante di nome Vitali Kutuzov che affascinerà talmente tanto i rossoneri da strappare un contratto col club milanese quella sera stessa. Milan che, alla fine, vincerà per 2-0 con reti nel secondo tempo di Shevchenko e di Javi Moreno che, dopo aver fallito 2-3 occasioni clamorose, riesce finalmente ad andare in gol mettendo all’88’ il sigillo sulla partita e, probabilmente, sulla qualificazione. Lo spagnolo sembra averci preso gusto e si ripete pure una settimana dopo nella sfida di ritorno realizzando uno dei 4 gol con cui i rossoneri travolgono i bielorussi. E proprio l’Europa diventa il palcoscenico di Moreno, chiuso in campionato dai titolari Inzaghi e Shevchenko, e che in Coppa Uefa fa rifiatare a turno uno dei due.

Il 2 dicembre, durante Milan-Chievo, Filippo Inzaghi si infortuna gravemente al ginocchio e dirà addio ai campi di gioco per circa 4 mesi. La stagione di Javi Moreno prende così una piega inaspettata e lo spagnolo inizia a giocare con maggior continuità, trovando però il gol solamente in Europa: suo l’1-1 strappato in extremis dal Milan in casa dello Sporting Lisbona il 6 dicembre, terza rete dell’ex attaccante dell’Alavés in coppa. In campionato, però, la via della rete latita, anzi, Moreno fatica terribilmente a districarsi nelle rocciose ed esperte difese italiane che sembrano bloccarlo con relativa facilità. A gennaio finisce il girone d’andata e lo spagnolo è ancora a quota zero reti; nel frattempo Berlusconi ha silurato Terim ed ha chiamato in panchina Carlo Ancelotti che ha iniziato a schierare accanto a Shevchenko un altro spagnolo, José Mari, che è un attaccante più mobile ed imprevedibile di Javi Moreno e, soprattutto, uno che segna leggermente più di lui. Sempre a gennaio, poi, il Milan riporta a casa dopo 4 anni e mezzo anche Marco Simone, notizia che non fa particolarmente piacere a Moreno che comincia pure a bisticciare a distanza col pubblico, stufo di vedere in campo quell’attaccante impacciato che non la butta mai dentro. La tifoseria fischia lo spagnolo, ma in generale se la prende con tutta la squadra che, complice una serie di risultati negativi, si è ormai allontanata dalla zona scudetto e rischia pure di finire fuori dalle prime 4 del campionato.

Fra il 10 e il 16 gennaio 2002, però, la stagione di Javi Moreno sembra arrivare finalmente ad una svolta nella doppia sfida con la Lazio, valida per i quarti di finale di Coppa Italia. Nella gara di andata a San Siro, col risultato sull’1-1, lo spagnolo segna su punizione al 90′ il gol vittoria, poi esulta con stizza mandando a quel paese un po’ tutti. Nel ritorno all’Olimpico mette a segno addirittura una doppietta nel 3-2 dei rossoneri che vale la semifinale. Ma non basta, perché il 23 gennaio l’attaccante iberico si ripete anche nella semifinale d’andata contro la Juventus, siglando il provvisorio 1-0 che, purtroppo per lui e per il Milan, verrà poi ribaltato dai bianconeri che si imporranno a Milano per 2-1. Sono però gol importanti per la punta iberica, spronata anche da Ancelotti che risponde piccato a qualche tifoso che aveva fischiato Moreno, affermando che certi attaccanti andrebbero solo aspettati. Il 24 febbraio, poi, ecco anche i primi centri di Javi Moreno in campionato, una doppietta nel 4-1 dei rossoneri in casa del Venezia. Dopo la prima rete, lo spagnolo bisticcia ancora coi sostenitori milanisti, collocati nella curva sotto la quale arrivano i gol dell’attaccante, mentre dopo il secondo gol il calciatore si scusa ricevendo gli applausi del suo pubblico. Potrebbe essere davvero la svolta per lui e per il suo proseguimento di carriera in Italia, ma è probabilmente destino che fra lui e la serie A non debba proprio funzionare.

Il recupero di Inzaghi ed una formazione titolare ormai collaudata per Ancelotti, confinano Javi Moreno in panchina per quasi tutto il finale di stagione, con lo spagnolo che assiste alla furiosa rimonta dei rossoneri che proprio sul filo di lana soffiano il quarto posto al Bologna, andandosi a qualificare per i preliminari di Coppa dei Campioni che saranno poi il preludio al trionfo di Manchester del 28 maggio 2003 che aprirà il ciclo di vittorie del Milan di Ancelotti. La stagione dei rossoneri si chiude bene, nonostante l’eliminazione in semifinale sia in Coppa Uefa (contro il Borussia Dortmund) e sia in Coppa Italia, mentre quella di Moreno fa registrare 9 gol totali, 2 in campionato, 3 in Uefa e 4 in Coppa Italia di cui è terzo nella classifica marcatori 2001-2002. In estate, il Milan lo mette sul mercato, anche perché i rossoneri hanno già prelevato dal Feyenoord il danese Tomasson e faranno sbarcare a Milanello anche il fuoriclasse brasiliano Rivaldo. Javi Moreno tornerà in Spagna, all’Atletico Madrid dove però avrà poca fortuna, quindi tenterà l’avventura inglese al Bolton ma senza grandi risultati, infine chiuderà la carriera ancora in patria nel Real Saragozza, nel Cordoba (dove ritroverà una buona vena realizzativa) e nell’Elvissa-Ibiza, prima dell’ultima esperienza in Svizzera nel Lucerna con un gol in 8 presenze nella stagione 2009-2010.

Javi Moreno ha vissuto un anno da capogiro all’Alavés, come del resto tutta la squadra spagnola, illudendo il Milan di aver trovato un potenziale goleador, senza però che i fatti si siano poi tramutati in realtà. Moreno in Italia ha avuto poca fortuna e, probabilmente, poco carattere, litigando forse più coi suoi stessi tifosi che con gli avversari ed ottenendo risultati discreti solamente nelle coppe, bottino però insufficiente a farlo entrare nel cuore della gente e nelle gerarchie di Ancelotti. Proprio nell’estate del 2002, il Milan porta in tournée (senza tesserarlo) Dario Hubner, fresco vincitore della classifica marcatori a 34 anni con la maglia del Piacenza, autore di 24 gol, ben 22 in più di Moreno; più di un tifoso sospirerà: “Avessimo avuto Hubner e non Javi Moreno…“. Severi ma giusti? Probabilmente si.

di Marco Milan

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