Amarcord: l’avventura del Parma in Coppa dei Campioni

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Parlare del Parma anni novanta significa analizzare e ricordare una delle squadre più forti di quel decennio, a cui è mancato soltanto (si fa per dire) lo scudetto per essere ricordata come leggendaria, anche se, a conti fatti, i successi sono stati comunque tanti con una Coppa delle Coppe, 2 Coppe Uefa, 3 Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. E’ mancata, inoltre, anche la costante partecipazione alla Coppa dei Campioni che, nonostante organici da altissima classifica, per i gialloblu è stata vissuta una sola volta.

Al termine del campionato 1996-97, il Parma di Carlo Ancelotti può dirsi parzialmente deluso per non aver raggiunto la Juventus campione d’Italia, ma comunque soddisfatto per un secondo posto a cui in pochi credevano ad inizio stagione e che vuol dire qualificazione per la prima volta alla Coppa dei Campioni (seppur passando per un turno preliminare), poiché proprio da quell’anno a raggiungere la principale competizione europea saranno le prime due dei maggiori campionati continentali. Il Parma, dunque, sarà per la prima volta in lizza con le formazioni migliori d’Europa e con ambizioni tutt’altro che rinunciatarie perché la famiglia Tanzi è al massimo del suo tentativo di rendere gli emiliani una delle compagini più forti d’Italia e che possa competere anche fuori dai confini nazionali dove ha già vinto la Coppa delle Coppe nel 1993 e la Coppa Uefa due anni dopo. In panchina resta Carlo Ancelotti, in campo la squadra poggia sul portiere prodigio Gianluigi Buffon, su una difesa quasi impenetrabile col francese Thuram e Fabio Cannavaro, un attacco esplosivo con Chiesa e Crespo a comporre una coppia gol invidiata da parecchi.

Il 13 agosto 1997 il Parma gioca la gara di andata del turno preliminare di Coppa Campioni in casa dei polacchi del Widzew Lodz e la pratica viene archiviata dalla tripletta di Chiesa che rende quasi una formalità la sfida di ritorno che comunque i ducali stravincono per 4-0 grazie ai gol del francese Pedros, del brasiliano Adailton e alla doppietta di Sensini; è il 27 agosto ed il Parma è ufficialmente iscritto alla Coppa dei Campioni per la prima volta nella sua storia. Inserirsi nella lotta scudetto, vincere la Coppa Italia e far più strada possibile in Coppa dei Campioni: questa la missione che la società chiede ad Ancelotti, perché la squadra è forte e competitiva in Italia, ma poco esperta a certi livelli in Europa e sarà necessario imparare. I gialloblu vengono sorteggiati in un girone tutto sommato abbordabile, perché se è vero che dovranno confrontarsi coi campioni d’Europa in carica del Borussia Dortmund, è altrettanto evidente che le altre due avversarie, Galatasaray e Sparta Praga, appaiano ad ampia portata dei parmensi, anche se raggiungere i quarti di finale non sarà comunque semplice poiché si qualificano le prime di ogni girone e le due migliori seconde.

Il Parma vuole provarci ed esordisce in Coppa dei Campioni il 17 settembre a Praga da dove esce con uno 0-0 poco incoraggiante in casa del modesto Sparta, mentre nell’altra gara il Borussia Dortmund espugna il campo del Galatasaray per 1-0, per una classifica che vede i tedeschi in testa con 3 punti, Parma e Sparta Praga con 1, Galatasaray 0. Due settimane più tardi, il 1 ottobre, i gialloblu sono chiamati contro il Galatasaray a conquistare la prima vittoria per non perdere contatto col Borussia: in un Tardini pienissimo, la squadra di Ancelotti chiude i conti in 5 minuti, al 24′ segna Sensini, al 29′ raddoppia Crespo, una prova di forza, solidità e maturità che lascia gli emiliani in scia ai gialloneri di Dortmund che intanto hanno battuto 4-1 lo Sparta Praga. Classifica dopo due turni: Borussia 6, Parma 4, Sparta Praga 1, Galatasaray 0. Il 22 ottobre si gioca Parma-Borussia Dortmund e la sensazione è che tante delle speranze di qualificazione dei ducali siano riposte in questa sfida. La gara è tirata, i tedeschi sono più forti e più esperti, ma il Parma ha tantissima qualità ed un cobra in attacco che mette fuori la testa al 62′, il minuto nel quale forse può cambiare la storia del girone: è l’attimo in cui Hernan Crespo colpisce mortalmente il Borussia e sigla il gol che permette al Parma di vincere la partita e scavalcare i rivali in testa alla classifica, mentre lo Sparta Praga batte ed elimina di fatto dai giochi il Galatasaray. A metà del percorso, il Parma guida il raggruppamento con 7 punti, il Borussia Dortmund segue a 6, lo Sparta a 4 e il Galatasaray chiude a 0.

E’ ancora presto per parlare di qualificazione, ma a Parma iniziano davvero a credere nella grande impresa, provare a vincere il girone e comunque a fare più punti possibili per essere, nella peggiore delle ipotesi, almeno ripescata fra le due migliori seconde ed approdare in ogni caso ai quarti di finale. Il 5 novembre si gioca la gara più attesa, quella al Westfalenstadion di Dortmund fra il Borussia ed il Parma, l’incontro che può valere una qualificazione, che può essere lo spartiacque della stagione e può lanciare definitivamente i gialloblu nell’elite del calcio europeo. A Dortmund storicamente non vince quasi nessuno, la curva del Borussia è un muro giallo che si staglia enorme davanti alle squadre ospiti e tanti calciatori, anche fra i più esperti e navigati, assicurano che trovarselo davanti sia spaventoso. Il Parma non si spaventa, ma il Borussia Dortmund è uno schiacciasassi, attacca, i giocatori incitano il pubblico che con un frastuono assordante mette i brividi ai gialloblu che chiudono comunque il primo tempo sullo 0-0, risultato che metterebbe un altro mattone sul primo posto e sul passaggio del turno per la formazione italiana. Nella ripresa il Borussia spinge ancora più forte e dopo 5 minuti trova il vantaggio grazie all’ex juventino Andreas Moller, un colpo durissimo per il Parma che fatica a reagire e subisce al 75′ anche il 2-0 firmato ancora da Moller. Il Galatasaray intanto batte lo Sparta Praga e la classifica, a due giornate dalla fine, si configura col controsorpasso del Borussia Dortmund che si riprende la vetta con 9 punti, lascia il Parma a 7, lo Sparta a 4 e il Galatasaray a 3.

Negli ultimi due turni, i gialloblu dovranno tentare il tutto per tutto per guadagnare due vittorie e sperare ancora nella qualificazione. Il 27 novembre al Tardini va in scena la partita più rocambolesca del girone, forse dell’intera Coppa dei Campioni 97-98, quando gli emiliani ospitano lo Sparta Praga; la situazione è complicata per il Parma, disperata per i cechi, entrambe devono vincere, il pareggio non serve a nessuno. Tensione alta, gli uomini di Ancelotti provano a far prevalere le doti tecniche, lo Sparta la butta sull’agonismo; al 22′ il Parma viene premiato dal gol di Chiesa e la partita sembra spegnersi. Anche nel secondo tempo il copione non cambia: parmensi all’attacco ma incapaci di chiudere l’incontro, cechi ad agire di rimessa quando e come possono. Il cronometro scorre, al Parma va bene così, ma la disperazione dello Sparta Praga gioca un brutto scherzo alla squadra di Ancelotti, trafitta all’89’ da un gol del centrocampista Novotny. Lo Sparta capisce il momento di disorientamento degli italiani e dopo neanche un minuto azzecca il contropiede per l’incredibile 1-2 che elimina un Parma quasi distrutto dall’epilogo di una partita maledetta e dal 4-1 con cui il Borussia Dortmund ha regolato il Galatasaray. Più per inerzia che per intenzione, i gialloblu scaraventano una palla in avanti al 94′ sulla quale si getta Filippo Maniero, entrato al posto di Crespo, che viene spinto ingenuamente da un difensore: rigore inevitabile che Chiesa trasforma con destrezza per un 2-2 che comunque non fa felice nessuno, il Parma è escluso dalla lotta per il primo posto con i suoi 8 punti, 4 in meno del Borussia ad una giornata dalla fine, lo Sparta Praga è fuori da tutto.

L’ultimo turno si gioca il 10 dicembre 1997 e la squadra di Ancelotti prova a vincere ad Istanbul col Galatasaray, ma incappa in un’altra serata storta: Chiesa porta avanti i gialloblu al 47′, ma pochi minuti più tardi i turchi pareggiano con il rumeno Ilie ed il risultato non cambierà più. La classifica finale del girone vede il Borussia Dortmund primo e qualificato con 15 punti, il Parma secondo a 9, Sparta Praga 5, Galatasaray 4. A beffare gli emiliani anche dal ripescaggio, oltre al Bayer Leverkusen che nel suo girone si piazza secondo con 13 punti, è un’altra squadra italiana, la Juventus che proprio nell’ultimo turno batte il Manchester United e raggiunge la quota di 12 punti che le permette di approdare ai quarti di finale, una beffa doppia per un Parma che ha buttato via un’occasione ghiotta per entrare nelle prime 8 di una Coppa dei Campioni che non vedrà mai più i ducali ai nastri di partenza. Nell’estate del 1999, infatti, il Parma giocherà e perderà il turno preliminare contro gli scozzesi dei Rangers, perdendo 2-0 a Glasgow e non andando oltre l’1-0 al Tardini. Nell’estate del 2001, invece, sempre nell’anticamera estiva della coppa, i gialloblu avranno la peggio contro i francesi del Lille, vittoriosi 2-0 in Italia e bravi a resistere in casa qualificandosi nonostante il successo del Parma per 1-0.

Da allora il Parma, complice anche il crollo dei Tanzi e della Parmalat ed il conseguente ridimensionamento sportivo, ha perso contatto con l’Europa in generale e con la Coppa Campioni in particolare, assaggiata una sola volta e sfiorata altre due. L’edizione 1997-98 resta così l’unica del Parma nella principale competizione continentale, un’avventura breve e sfortunata ma ancora oggi storica e , forse, irripetibile.

di Marco Milan

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