Coronavirus, l’emergenza in città. Il ruolo fondamentale di Sindaco e Comitato Operativo Comunale di protezione civile

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DI VINCENZO ARENA

Lettera aperta al Sindaco di Bisceglie, alla sua Amministrazione comunale, ai consiglieri di maggioranza e di opposizione. Scrivo a loro, ma è come se scrivessi a centinaia di sindaci e di amministratori locali che si stanno trovando a gestire la crisi Coronavirus.

Per quasi dieci anni ho lavorato come consulente di comunicazione per il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Ho vissuto dall’interno numerose emergenze: il terremoto dell’Emilia del 2012, il naufragio della Concordia al Giglio, i terremoti nel centro Italia del 2016, passando per le tante alluvioni che hanno martoriato il nostro Paese negli ultimi anni. Mai avrei immaginato di assistere, questa volta da spettatore consapevole e cittadino responsabile, ad un’emergenza sanitaria come quella in corso, che sta toccando le nostre vite così drammaticamente, così da vicino.

Da addetto ai lavori, tornato a calcare le piazze e le strade della mia città da due anni, in punta di piedi e senza alcuna vena polemica, scrivo questa lettera aperta al Sindaco di Bisceglie, alla sua Amministrazione comunale, ai consiglieri di maggioranza e di opposizione. Scrivo a loro, ma è come se scrivessi a centinaia di sindaci e di amministratori locali che si stanno trovando a gestire la crisi Coronavirus. Ho l’unico obiettivo di mettere sul tavolo alcuni suggerimenti e riflessioni che fungano da spunto per una più efficace gestione dell’emergenza a livello locale.

Ricordo a me stesso e a voi tutti quanto sia fondamentale il ruolo dei Sindaci, delle Amministrazioni comunali, del sistema locale di protezione civile nella gestione di emergenze così gravi e pervasive. La Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre 2008 “Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze” lo sancisce senza mezzi termini:

“(…) la prima risposta all’emergenza, qualunque sia la natura dell’evento che la genera e l’estensione dei suoi effetti, deve essere garantita dalla struttura locale, a partire da quella comunale, preferibilmente attraverso l’attivazione di un Centro Operativo Comunale (COC) dove siano rappresentate le diverse componenti che operano nel contesto locale”.

E ancora, la stessa Direttiva ribadisce come: “A livello comunale (…) il Sindaco assume la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita e provvede ai primi interventi necessari a fronteggiare l’emergenza (…)”. Ad integrazione di queste disposizioni, le “Indicazioni operative per l’individuazione dei Centri operativi di coordinamento e delle Aree di emergenza” del Capo Dipartimento della Protezione Civile del 31 marzo 2015 definiscono, senza mezzi termini, il ruolo Centrale nella gestione dell’emergenza a livello locale del Centro Operativo Comunale (COC):

“Al verificarsi dell’emergenza sul proprio Comune, il Sindaco – autorità di protezione civile – assume la direzione dei servizi di emergenza che insistono sul territorio comunale, nonché il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita (…) Il Sindaco, nello svolgimento delle attività, si avvale del Centro Operativo Comunale (COC), attivato con le Funzioni di supporto necessarie alla gestione dell’emergenza, nelle quali sono rappresentate le diverse componenti e strutture operative che operano nel contesto locale”.

A Bisceglie, dove ultimamente si è arrivati a mappare (stando ai dati del 27 marzo 2020) 9 casi ufficiali di contagio Covid-19 (di cui alcuni anche all’interno dell’Opera Don Uva) – e in tanti comuni pugliesi – i Centri Operativi Comunali sono stati attivati, ma ho la sensazione (spero di sbagliarmi e di errare nella mia percezione) che stiano svolgendo un ruolo marginale e sottotono rispetto a quello che gli competerebbe secondo i modelli operativi standard.

Il Dipartimento della Protezione Civile il 4 marzo scorso ha emanato le “Misure operative di protezione civile per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” con l’obiettivo di definire, senz’ambiguità, i profili della catena di comando e controllo, del flusso delle comunicazioni e delle procedure da attivare in relazione all’emergenza Coronavirus. Le Misure affermano come a livello locale:

“Nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio del menzionato virus (…), il Sindaco o suo delegato provvede all’attivazione del Centro Operativo Comunale – COC del comune coinvolto (…) al fine di porre in essere le possibili azioni preventive”.

E ancora, le stesse Misure dispongono che l’attivazione dei COC avvenga nella configurazione delle seguenti funzioni di supporto: Unità di coordinamento, Sanità, Volontariato, Assistenza alla popolazione, Comunicazione, Servizi Essenziali e mobilità.

Per i non addetti ai lavori: le funzioni sono composte da dirigenti e funzionari comunali, rappresentanti di enti pubblici o privati, esperti d’ambito, rappresentanti delle componenti e delle strutture operative. Le funzioni supportano il Sindaco, per ambito di competenza, nella gestione dell’emergenza. La composizione del COC di Bisceglie e la rispettiva organizzazione, oltre che i ruoli di coordinamento, sono stati ridefiniti e rinnovati con Atto Monocratico 00032 del 09/10/2018, scaricabile a questo link.

Il Sindaco, inoltre, si avvale – oltre che del COC – per il coordinamento e la gestione dell’emergenza del personale della sua struttura comunale, non presente nel COC, e può richiedere aiuto e supporto Ad altre componenti e strutture di protezione civile presenti e operanti sul territorio (vigili del fuoco, forze di polizia, strutture sanitarie, enti gestori della rete idrica, elettrica, del gas, dei rifiuti e della telefonia, volontariato locale), oltre che ad aziende e ditte private.

Come ben si evince da questo lungo elenco di funzioni, il Sistema locale di protezione civile rappresenta un sistema complesso, ma il cui funzionamento è essenziale nella gestione dell’emergenza. Ecco che il coordinamento del Sindaco e il ruolo del Centro Operativo Comunale rivestono un ruolo centrale in situazioni come quelle che stiamo vivendo.

Ad integrazione delle attività già esposte, sempre le “Misure operative di protezione civile per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” elencano con precisione le azioni che il livello locale di gestione dell’emergenza deve sovrintendere:

Informazione alla popolazione;

Attivazione del volontariato locale, in raccordo con i livelli di coordinamento sovraordinati;

Organizzazione delle azioni di livello comunale, in raccordo con quanto predisposto a livello regionale e provinciale, delle azioni volte ad assicurare la continuità dei servizi essenziali, nonché la raccolta dei rifiuti nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento;

Organizzazione delle azioni di livello comunale, in raccordo con quanto predisposto a livello regionale, delle azioni volte ad assicurare la continuità della fornitura dei beni di prima necessità (inclusi i rifornimenti di carburante) nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento;

Pianificazione, o eventuale attivazione, delle azioni di assistenza alla popolazione dei Comuni interessati, o che potrebbero essere interessati, da misure urgenti di contenimento.

Pianificazione e organizzazione dei servizi di assistenza a domicilio per le persone in quarantena domiciliare (per es. generi di prima necessità, farmaci, pasti preconfezionati), eventualmente svolti da personale delle organizzazioni di volontariato, opportunamente formato e dotato di DPI.

Premesse composite e necessariamente articolate le mie, ma fondamentali per definire il quadro di regole, ruoli e organizzazione del Sistema locale di protezione civile necessario all’efficace presidio dell’emergenza e al suo superamento. Tutto ciò premesso, vengo alle riflessioni e alle proposte. Ritengo sia fondamentale che, in questo contesto, a Bisceglie e in tutti i Comuni della nostra Puglia:

  • il Centro Operativo Comunale sia riunito in seduta permanente, in configurazione di piena attività per tutte le funzioni attivate come da disposizioni nazionali (le Misure su citate);
  • il Sindaco presieda una riunione quotidiana del Centro Operativo Comunale con tutte le funzioni al tavolo, in cui riepilogare le azioni di monitoraggio, presidio, prevenzione, gestione dell’emergenza messe in campo il giorno precedente e coordinare e indirizzare le azioni del giorno in corso e dei giorni successivi;
  • tutte le funzioni, come da mandato istituzionale in Capo al Centro Operativo Comunale, supportino il sindaco nel raccordo informativo – ciascuna per l’ambito di propria competenza – con il livello provinciale e regionale;
  • la funzione Sanità (nella configurazione dell’attuale COC di Bisceglie, tale funzione dovrebbe corrispondere alla funzione “Assistenza sociale”), composta da rappresentanti della ASL, esperti e operatori sanitari, fornisca un costante supporto al Sindaco nel raccordo con le strutture sanitarie locali pubbliche e private. In particolare, è centrale il ruolo di raccordo della stessa funzione, per tramite del suo referente, con l’Azienda Sanitaria del territorio e con il Dipartimento sanitario regionale al fine di far pervenire fabbisogni e ottenere in tempo reale, o almeno con cadenza giornaliera, gli aggiornamenti sul numero dei contagi. A Bisceglie, ad esempio, il referente della funzione sanitaria è un Dirigente ASL/BT che, suppongo, possa relazionarsi efficacemente con la sua struttura di riferimento;
  • tutte le funzioni supportino il sindaco, ciascuna per il proprio ambito di competenza, nella proposta, definizione e messa in atto delle azioni di prevenzione, monitoraggio, gestione dell’emergenza e di controllo del territorio; sul fronte del controllo serve “tolleranza zero” per chi viola le misure di isolamento sociale e un presidio a tappeto del territorio che coinvolga tutto il sistema locale;
  • le riunioni del COC siano estese (nelle forme e modalità possibili e tali da non creare entropia e caos organizzativo) anche al contributo di tutti i consiglieri comunali, alle rappresentanze sindacali e alle associazioni di categoria del territorio;
  • le riunioni del COC, anche alla luce degli “Indirizzi operativi nazionali per la gestione delle emergenze”, siano estese a ditte e aziende private (l’Opera Don Uva Universo Salute, ad esempio, nel caso di Bisceglie) per un presidio e una definizione più consapevole ed efficace delle attività di gestione dell’emergenza;
  • il Sindaco, supportato dall’Unità di coordinamento del COC, dia pubblicità con cadenza quotidiana sulle attività messe in campo dalle funzioni del Centro di Operativo Comunale e aggiorni (come a Bisceglie, pur con qualche difficoltà sul reperimento dei dati, sta già avvenendo) sull’evoluzione del contagio;
  • il Sindaco, il COC e l’Amministrazione tutta garantiscano un sempre più efficace rafforzamento delle attività di comunicazione e informazione alla popolazione tramite tutti i canali possibili e possibilmente con cadenza quotidiana.

Ho elencato alcune proposte derivanti da un modello operativo stringente. Nulla di rivoluzionario: azioni che discendono da modelli di gestione standard, che molti Comuni stanno mettendo in pratica, ma che altrettanto spesso a livello locale non vengono messe in atto. Spesso si preferisce inseguire gli eventi, aspettare che siano i livelli sovraordinati ad intervenire, dimenticando che il Sindaco dispone delle ordinanze contingibili e urgenti per prendere provvedimenti puntuali e stringenti sul territorio e che il Centro Operativo Comunale è l’unità di crisi, coordinata dal primo cittadino, deputata alla gestione dell’emergenza in città. A Bisceglie alcune componenti del COC hanno messo in campo azioni apprezzabili: l’infopoint Coronavirus, il contatto di supporto psicologico e i servizi volontari di domiciliazione per le persone più vulnerabili. Tuttavia, queste azioni di volontariato non sono sufficienti a esaurire il mandato del COC.

Per superare questa crisi gravissima servono organizzazione, pianificazione, coordinamento, coraggio e decisione. Nessun tentennamento. E la consapevolezza dei ruoli di ciascuno e dei luoghi istituzionali deputati a fornire risposte all’emergenza e a costruire il suo superamento.

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