43^Forum Ambrosetti, tra economia e grandi temi internazionali

A Cernobbio il confronto sui temi internazionali, dall’economia alla Brexit passando per la necessità di supportare l’economia puntando sull’innovazione

Dal primo al 3 settembre si è tenuto il 43° Forum Ambrosetti. Nella splendida cornice di Villa d’Este a Cernobbio (Como) si sono avvicendati oratori d’eccezione, manager, ministri, premier ed esperti in quello che è considerato come uno dei punti di riferimento per l’imprenditoria non solo italiana, ma anche europea.  Con misure di sicurezza eccezionali, nel week end si sono svolti i vari interventi. Tra i relatori  Tharman Shanmugaratnam (vice premier di Singapore), Alec Ross (esperto di innovazione), Renato Mazzoncini (amministratore delegato e direttore generale di Ferrovie dello Stato Italiane), il ministro degli Esteri Angelino Alfano, l’ex premier  Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Padoan.

Proprio l’intervento del già direttore dell’Ocse segna una nota di passaggio rispetto agli anni precedenti. la prima domanda e preoccupazione di tutta la platea riguardava l’effettiva fiducia nella crescita del PIL italiano. Per Padoan il vero nocciolo della questione è la visione del futuro che ha il Paese: secondo l’andamento dell’economia negli ultimi anni, quando questo momentum positivo si fermerà, l’economia del Paese non si limiterà a subire una battuta d’arresto, ma potrebbe regredire. Per questo che bisogna cercare di supportare il più possibile l’attuale ripresa economica, con l’aiuto di “una visione basata sull’innovazione” e di “un’unione digitale”.

Non solo economia al centro delle discussioni del forum. Tra gli altri argomenti di attualità affrontati, c’è stata la Brexit, grazie all’intervento di Niall Ferguson, docente ad Harvard e Oxford. La sua tesi sostiene che il rischio di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea continuerà a persistere, poiché collegato alla paura dell’immigrazione e del terrorismo islamico. Lo storico, del resto, è noto per le sue forti opinioni a riguardo.

Molto mitigati invece, i toni di Matteo Salvini, leader della Lega e di Luigi Di Maio, dei 5 stelle. Forse perché in presenza di una platea internazionale, i due politici hanno usato toni molto più moderati di quelli che solitamente il pubblico italiano è abituato a sentire. Nodo di interesse degli investitori stranieri è stato l’euro e la tanto decantata uscita dalla moneta unica, di cui sia il Movimento 5 stelle che la Lega Nord risultano essere sostenitori. Le posizioni, in questa occasione, sono state entrambe concilianti.

(di Francesca Parlati)

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