Amministrative 2017, oltre 1000 Comuni al voto l’11 giugno

Domenica 11 giugno si terrà il primo turno delle Elezioni Amministrative 2017. Alle urne oltre 1000 comuni e 9 milioni di cittadini.

Amministrative 2017. Da Nord a Sud, Regioni a statuto ordinario e speciale (Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia) saranno chiamate a rinnovare la Giunta e i Consigli comunali. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci è stato fissato per il 25 giugno.

L’appuntamento elettorale delle Amministrative è alle porte. Domenica 11 giugno, dalle 7 alle 23, gli italiani torneranno alle urne per un test importante che coinvolgerà 1.005 Comuni e 9.208.639 cittadini. La date per il primo turno delle comunali e per l’eventuale ballottaggio del 25 giugno, fissate con decreto dal Ministro dell’Interno, Marco Minniti, riguardanti le consultazioni per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali, nonché dei consigli circoscrizionali, seguono le elezioni comunali del 7 maggio, che sono già svolte in 3 Comuni della Regione Autonoma della Valle d’Aosta e 2 Comuni della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol.

Secondo quanto riporta il Ministero dell’Interno, l’11 giugno si voterà in 161 comuni superiori ai 15000 abitanti, di cui 25 comuni capoluogo di provincia (tra questi 4 comuni capoluogo di regione: Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila) e 844 comuni pari o inferiori ai 15000 abitanti. Il prossimo appuntamento elettorale è molto atteso in vista delle elezioni Politiche, che potrebbero avvicinarsi dopo l’approvazione della legge elettorale con il sistema “tedesco”, l’ultima di una serie di proposte, che inizierà il suo iter in Parlamento e che sta raccogliendo in queste ore consensi crescenti da parte delle forze politiche.

Nelle elezioni comunali, il sistema elettorale cambia in base alla popolazione residente avente diritto al voto, come spiega nel dettaglio la pubblicazione n.14, a cura del Dipartimento Affari interni e territoriali, disponibile sul portale “Eligendo”. Nei comuni con più di 5 mila abitanti, si possono esprimere due preferenze per i candidati al Consiglio comunale, a patto che si tratti di candidati di sesso diverso e appartenenti alla stessa lista. Nei comuni fino a 15.000 abitanti, è eletto sindaco chi ottiene il maggior numero di voti: il voto per il Sindaco e quello per il Consiglio sono uniti: votare per un candidato sindaco significa dare automaticamente la preferenza alla lista che lo appoggia, si legge nella sezione dell’Ancitel dedicata alle Amministrative 2017. Nei Comuni con più di 15.000 abitanti, a prescindere dalla possibilità di accordare la preferenza al candidato sindaco o alle liste collegate, è eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene almeno il 50% +1 dei voti validi. Nel caso in cui nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta dei voti al primo turno, domenica 25 giugno è previsto il ballottaggio tra i due candidati più votati.

Il rinnovo delle amministrazioni locali vede coinvolti decine di aspiranti amministratori locali, in rappresentanza delle forze politiche tradizionali – Centrodestra e Centrosinistra, esponenti dell’area Centrista – portavoce del Movimento 5 Stelle, rappresentanti della Lega Nord, ma anche componenti dei movimenti nati sul territorio e delle liste civiche, trasversali ai partiti, spesso l’ago della bilancia delle elezioni comunali.

Le Regioni con il maggior numero di comuni al voto (con più di 15.000 abitanti) sono la Lombardia (139), la Sicilia (129) e il Piemonte (96). Tra le città capoluogo di Regione, occhi puntati su Genova, la città di Beppe Grillo, che dopo gli attriti tra i pentastellati e la vincitrice delle primarie, Marika Cassimatis, ha deciso di candidare Luca Pirondini per il M5S. A Catanzaro ci saranno 4 candidati sindaco e 21 liste, mentre L’Aquila si prepara a scegliere l’erede di Massimo Cialente, il primo cittadino che ha amministrato per 10 anni il comune abruzzese colpito dal sisma del 2009. A Palermo i candidati sono 8, tra cui il Sindaco uscente Leoluca Orlando che, se eletto, potrebbe arrivare al suo quinto mandato.

Nei 21 Comuni capoluogo di Provincia (Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto, Trapani), a destare interesse sono sia i candidati che le “nuove proposte” messe in campo, in particolare nelle città di Parma e Verona. Dopo 10 anni di governo di Flavio Tosi, che uscito dalla Lega Nord ha fondato il movimento politico “Fare!”, a candidarsi alla guida della città scaligera, tra i 10 aspiranti sindaco, c’è anche Patrizia Bisinella, compagna di vita del sindaco uscente, Tosi. Nel capoluogo emiliano, tra i 10 candidati alla carica di primo cittadino ci sarà Federico Pizzarotti, eletto sindaco con i 5 Stelle e uscito successivamente dal Movimento, che ha deciso di ripresentarsi con la lista civica “Effetto Parma”.

Le Amministrative 2017 rappresentano, dunque, un banco di prova per i partiti per testare il successo o il fallimento di alleanze locali rispetto agli schieramenti politici attuali, in vista dei futuri accordi per le elezioni Politiche, che potrebbero tenersi già in autunno. Se è indubbio il rilievo politico delle elezioni anche a livello comunale, dove la “personalizzazione” dei candidati si rivela di gran lunga la strategia vincente, i verdetti delle Amministrative faranno, con tutta probabilità, da bussola per gli accordi sulla legge elettorale, assumendo, di conseguenza, una valenza ben più ampia del governo degli enti locali interessati dalla consultazione, con ripercussioni anche a livello nazionale.

(Elena Angiargiu)

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