Emergenza inquinamento ILVA: 50 milioni per la sanità in fumo?

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Emergenza inquinamento ILVA. Lo stanziamento a favore dei servizi sanitari di Taranto previsto da un emendamento alla finanziaria bocciato dal Gioverno.

Infuoca gli animi la decisione dei giorni pre-referendum di non prendere in considerazione l’emendamento che avrebbe inserito 50 milioni di euro per la sanità tarantina in finanziaria.

Chi non viene dal capoluogo ionico non può immaginare quanto quei soldi siano necessari per affrontare, almeno in parte, le criticità dovuto al forte inquinamento derivato dalla mala gestione dell’Ilva e alle sue conseguenze sulla salute dei cittadini.

Durissime le reazioni. Non si placano le polemiche interne al PD pugliese sulla questione, mentre il governatore Emiliano ha esortato la Puglia a mobilitarsi. “Da anni la città subisce un inquinamento di Stato che ha spaventosamente aumentato ogni sorta di malattia – ha dichiarato Emiliano –occorre curare i malati e disinnescare la fonte d’inquinamento. Due cose che passano entrambe, purtroppo, da decisioni del Governo centrale e non dell’autogoverno dei pugliesi”.

A Taranto, secondo quanto fa sapere l’associazione Peacelink, mancano i servizi sanitari necessari, vi è un drammatico gap di posti letto rispetto al resto della regione e gli epidemiologi prevedono un picco di tumori persino superiore per gli anni avvenire. Inoltre, la città ha un +54% di bambini malati di cancro rispetto alla media regionale.

“L’emendamento bocciato  – spiega Emiliano – aveva lo scopo di riequilibrare l’offerta di servizi ospedalieri. Era in fondo un semplice atto di giustizia verso un territorio così martoriato”. Sì, un atto di giustizia minimo che però non ha avuto risvolti concreti e che anzi, ha ricevuto un sonoro no dalla commissione Bilancio che ha ritenuto la misura troppo specifica e locale.

“I pareri contrari venivano dal governo – spiega Mauro Guerra, relatore della legge di Bilancio senza giri di parole – i50 milioni di euro che Palazzo Chigi si era impegnato a destinare a Taranto per fronteggiare l’emergenza sanitaria sono ‘saltati’ per questo motivo. C’è stata una discussione all’interno del governo e quello è stato l’orientamento. Credo per una questione di tipo di copertura, non sul punto in sé”.

“L’impegno politico dovrà essere onorato – ha fatto sapere il ministro dello Sviluppo economico Calenda – è stata fatta confusione. Si tratta di capire quali potranno essere le modalità di copertura per quella spesa in deroga”

Sicuramente gli stessi decreti Ilva identificano quella di Taranto come una questione di rilevanza nazionale ma i soldi, per ora, non ci sono. E allora come affrontare l’emergenza? Trovare una concordanza sulle modalità, questo è il punto. Ma, a volte la si trova rapidamente, in altri casi è più complicato. E per Taranto? Quanto tempo ancora dovremmo aspettare?

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