Forum MED: Roma hub della cooperazione mediterranea

Si è tenuta a Roma – dall’ 1 al 3 dicembre – la seconda edizione del Forum MED – Mediterranean Dialogues, promosso dal MAE e dall’ISPI.

Forum MED. Tre giornate di incontri su Shared Prosperity, Shared Security, Migration, Media, Culture & Society.

Oltre 40 tra Capi di Stato, Ministri e High Representatives di Organizzazioni internazionali e 500 leader del mondo della politica, dell’economia e della finanza hanno partecipato alla seconda edizione di MED2016, evento promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e dall’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).

Rome MED 2016 è durata 3 giorni (1-3 dicembre) durante i quali si sono affrontati i temi relativi ai quattro “pilastri” principali della cooperazione mediterranea: Shared Prosperity, Shared Security, Migration, Civil Society & Culture.

Il nostro Ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, ha accolto ospiti da tutto il mondo. Tra questi: il Segretario di Stato USA John Kerry, il suo omologo russo Sergey Lavrov, Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Frans Timmermans vice–presidente della Commissione europea, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, Boris Johnson, Segretario di Stato per gli Affari Esteri e del Commonwealth, Filippo Grandi, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. E ancora, i Ministri degli Affari Esteri dell’Iraq e del Sudan. Infine, il presidente della Bezos Foundation e promoter della Stevens Initiative Mike Bezos e i Ceo Claudio Descalzi (Eni) e Mauro Moretti (Leonardo Finmeccanica Spa).

L’evento ha affrontato temi della sicurezza comune, della lotta al terrorismo, del futuro del Medio Oriente (con attenzione particolare su Siria e Libia). Si è discusso di immigrazione ed energia, di prospettive di crescita economica e del ruolo delle donne e dei giovani.

Tre giorni di dibattito volti a trasformare Roma in un vero e proprio “hub “di riflessione sul Mediterraneo, area” – si legge sul sito del Maeci – “non solo di conflitti e crisi, ma spazio ricco di potenzialità sulle quali lavorare nella costruzione di un’agenda positiva che si lasci dietro alle spalle un diffuso pessimismo e torni a ridare centralità alla regione in uno scenario internazionale in continuo mutamento”.

A rafforzare l’idea dell’importanza di un hub delle idee, ci sono stati gli incontri cosiddetti Pre-Med, che si sono tenuti il 30 novembre e l’1 dicembre mattina e le tavole rotonde con imprenditori delle due sponde del Mediterraneo, gli incontri tra Mediterranean Energy Regulators e tra esperti di sicurezza col NATO Defence College, la ministeriale sull’energia organizzata con la Commissione Europea e una riunione tra i policy planner dei Ministeri degli esteri dell’area, infine un confronto tra i media internazionali e uno tra i rappresentanti dei Think Tank dell’area.

Molto importanti anche gli incontri a margine della Conferenza.

Di rilievo, quello che Paolo Gentiloni ha avuto con il Foreign Secretary britannico Boris Johnson con il quale ha parlato delle prospettive legate al negoziato per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, della crisi libica e di quella siriana, nonché dei rapporti con la Russia (proprio per il ruolo di Mosca nella crisi siriana) e del Processo di integrazione europea dei Balcani Occidentali.

Con l’omologo sudanese Ibrahim A. Ghandour, Gentiloni ha parlato del ruolo del Sudan nell’Africa sub-sahariana e in Nord Africa: “Il Sudan è un attore strategico per gli equilibri regionali: un Sudan più stabile significa più pace e stabilità in Africa sub-sahariana e in Nord Africa. […] Vogliamo cooperare ancora più attivamente per sostenere il Sudan che ospita più di due milioni di rifugiati e contrastare insieme le migrazioni irregolari”.

Con il nuovo Segretario Generale della Lega Araba, Ahmed Aboul-Gheit, Gentiloni ha avuto una bilaterale nella quale si è parlato delle crisi in Libia e Siria, della stabilita’ nella regione mediterranea e del processo di pace nel Medio Oriente.

Infine, anche Lavrov e Kerry – ministri degli esteri dei due Paesi militarmente e politicamente più rilevanti – hanno condiviso idee e politiche sulle principali sfide dell’area del Mediterraneo, dalla crisi siriana al ruolo della Nato e alla lotta contro il Daesh.

(di Alessandra Esposito)

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