Texas e fisici italiani insieme contro i tumori

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Dopo mesi di collaborazione, è stato siglato nei giorni scorsi a Milano l’accordo tra l’ University of Texas Southwestern medical centre (Dallas) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare italiano (Infn) per la costruzione di un grande centro di adroterapia negli Usa.

Al cospetto di un centinaio di ricercatori scientifici, i portavoci dell’Infn, attraverso il Centro nazionale di adroterapia oncologica di Pavia (Cnao), hanno spiegato come aiuteranno i colleghi americani a sconfiggere le cellule cancerogene colpendole con particelle e nuclei atomici.

L’adroterapia è un particolare tipo di radioterapia che utilizza “adroni”, ovvero particelle subatomiche come i protoni) e ioni pesanti (in questo caso quelli di carbonio), contro cellule cancerogene sulle quali non si può intervenire chirurgicamente. Si tratta di una terapia che ha rappresentato una rivoluzione nel trattamento dei tumori solidi, soprattutto quelli più resistenti agli altri trattamenti, come ad esempio quelli al pancreas o i sarcomi.

Il nostro Paese si conferma all’avanguardia nello studio e nell’applicazione di queste terapie possedendo le competenze ed una tecnologia che alimenta grandi speranze per la guarigione dai tumori più resistenti alle terapie chemio o radio a raggi X.

Nata dalla fisica di base, l’adroterapia è “risultato” degli acceleratori di particelle come il gigantesco Large hadron collider del Cern, in Svizzera, il cui sviluppo ha dato vita ad applicazioni cruciali in medicina. Ad oggi, nel mondo, ci sono dieci acceleratori impiegati nel trattamento dei tumori con adroterapia a ioni pesanti: cinque in Giappone, due in Cina e tre in Europa, di cui uno è proprio il Cnao di Pavia.

Il Texas ha chiesto aiuto all’Italia per lottare ancor più efficacemente contro i tumori. L’accordo prevede studi, analisi e attività di training nell’ambito della terapia con ioni pesanti in cui gli italiani “alleneranno” gli americani nell’utilizzo di queste tecnologie. L’università di Dallas, poi, svolgerà al Cnao attività di ricerca in radiobiologia e verranno svolti test con fasci di ioni carbonio nell’attesa che il centro statunitense sia operativo. “Quello texano sarà il centro più avanzato del mondo e per questo vogliono essere all’avanguardia: in questo senso la collaborazione con l’Infn è strategica – ha sottolineato Marco Durante, ricercatore Infn e direttore del Tifpa, il centro di adroterapia di Trento”.  “L’università texana – ha continuato Durante – si è rivolta all’Infn perché con il centro di Pavia siamo un passo avanti. Non trattiamo solo pazienti, ma facciamo ricerca e sviluppo. Quella che vogliono costruire è una macchina per trovare soluzioni innovative nell’applicazione di questa tecnologia. A differenza della radioterapia a raggi X, infatti, è possibile aggredire e distruggere solo i tessuti malati, conservando quelli sani.” “Uno dei problemi con la radioterapia a raggi X – ha concluso Durante – è che utilizza fotoni quindi la luce che è difficile da focalizzare perciò quando entra nel corpo perde energia e si attenua e questo crea problemi innanzitutto perché attacca anche i tessuti sani tra la pelle e il tumore e poi perché ha minore efficacia sui tumori profondi. Gli ioni di carbonio invece perdono energia solo alla fine, rilasciandola quando aggrediscono la cellula tumorale”. Così, diminuiscono gli effetti collaterali ma contemporaneamente aumentano le possibilità di eliminare il cancro. La speranza, secondo Durante, è che questa terapia possa fare passi avanti anche grazie alla combinazione con l’immunoterapia, settore che vede gli americani all’avanguardia. Sempre secondo Durante infine, l’ingresso degli Usa in questo settore, con il fondamentale contributo italiano, cambierà il panorama mondiale spingendo ad investire, sviluppare e diffondere l’applicazione di questa tecnologia. Lo stesso Infn sta facendo molta ricerca con nuovi acceleratori più piccoli ed economici con lo scopo di arrivare a energie alte con macchinari di dimensioni ridotte e abbattere così i costi.

(di Annalisa Spinelli)

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