Olimpiadi, Roma 2024: vince il NO

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isLa scorsa settimana, l’argomento sportivo che ha fatto più parlare è stato la candidatura, o meglio la non candidatura, di Roma per le Olimpiadi del 2024. Dopo un braccio di ferro a distanza tra il presidente del CONI Giovanni Malagò e la sindaca di Roma, fazione Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi. Il 21 Settembre le due cariche si sarebbero dovute incontrare per discutere della possibilità o meno per la capitale d’Italia di provare a diventare per la seconda volta, dopo Roma ’60 il centro del mondo sportivo e non per un mese di eventi sportivi.

Ma questo incontro in realtà non c’è mai stato, puntuale il presidente del CONI si è seduto al tavolo delle discussioni, ma mentre lui attendeva la massima carica istituzionale di Roma accumulava ritardo dovuto ai precedenti impegni istituzionali, portando Malagò dopo 40 minuti di attesa ad alzarsi dalla sua poltrona e ad andarsene. La sindaca comunque una volta arrivata, pur non avendo alcuna persona con cui confrontarsi ha emesso la parola fine ai sogni di chi voleva vedere in Italia le Olimpiadi decretando che la capitale non si sarebbe candidata come host city della rassegna iridata.

Il popolo italiano e romano soprattutto si è diviso su quest’argomento e come spesso capita le due fazioni si sono date duello principalmente sui social, basando le proprie opinioni spesso più sulla simpatia (o antipatia) verso maggioranza ed opposizione che su dati provati, anche perché risulta veramente difficile poter prevedere con certezza cosa sarebbe potuto accadere da oggi a otto anni in materia politica, economica e di lotta agli sprechi. Un dato però deve far riflettere, se sui social network, o in generale sulla rete, le decisioni di Virginia Raggi ad oggi hanno mantenuto un grandissimo consenso, sembra che la realtà virtuale non vada di pari passo con quella reale, un sondaggio dell’IXE’ pubblicato durante il programma televisivo politico Agorà su RAI TRE ha infatti evidenziato che il 58% degli italiani è a favore della candidatura di Roma per le Olimpiadi. Dati che comunque non basteranno, anche se forse sarebbe stato più corretto proporre un referendum per far scegliere su un tema così delicato, idea che la stessa sindaca aveva ribadito durante un confronto con i suoi avversari per la corsa al ruolo di primo cittadino romano, durante un confronto politico su SKY TG 24.

Ovviamente il mondo dello sport in questo frangente di tempo è deluso e dopo il secondo ritiro di seguito (in precedenza anche la candidatura per le Olimpiadi del 2020 fu ritirata in corsa dall’allora governo Monti) la decisione è quella di attendere almeno vent’anni per tentare una nuova candidatura poiché il CIO non ha visto di buon occhio il secondo dietro front in 4 anni. Proviamo ad argomentare le valutazioni fatte da entrambe le parti.

Per il NO – Il Movimento 5 Stelle da sempre ha cercato di segnare discontinuità in confronto al passato politico italiano. Spesso le più alte cariche del partito ed i suoi portavoce hanno sbandierato che non si sarebbero piegati ai giochi di potere ed avrebbero rinnovato le brutte usanze stratificate in ambito amministrativo del recente passato. Così i Giochi Olimpici sono sempre stati visti con sospetto dall’entourage di Virginia Raggi, che vede nei ricchi appalti per costruire nuove infrastrutture un modo per far arricchire personaggi noti negli ambienti dell’edilizia romana a discapito dell’erario del comune e quindi dei cittadini romani. La decisione inoltre è stata condivisa con i membri più rappresentativi del Movimento 5 Stelle che anzi forse più di Virginia Raggi hanno premuto per un secco no alla candidatura.

E’ oggettivo che sprechi in passato intorno ad avvenimenti sportivi ci sono stati, basti pensare ad Italia 90′, ma soprattutto ai mondiali di nuoto del 2009, esempio più recente di mala organizzazione, furono costruite infatti cattedrali nel deserto con costi che di anno in anno si moltiplicarono in modo inspiegabile. All’estero alcuni economisti hanno apprezzato la scelta di Virginia Raggi, ribadendo quanto le Olimpiadi abbiano pesato sull’economia di alcuni stati ed in particolare della Grecia che fu poi investita dalla crisi economica ed ancora oggi è in una situazione di rischio default, anche per i soldi spesi male per quell’evento.

Per il SI – Non ci sono dubbi riguardo i forti sprechi intorno ai grandi eventi sportivi. L’Italia stessa ne è un esempio. Tuttavia proprio da un partito che vuole segnare la rottura con il passato e che più volte ha ribadito di essere in grado di risolvere i problemi legati ai reati finanziari ai danni dei cittadini, sarebbe stato lecito aspettarsi più coraggio (come da slogan politico durante le elezioni del sindaco di Roma). Inoltre lo stesso CIO sta promuovendo la possibilità che le Olimpiadi siano organizzate senza grandi sprechi, «The Oxford Olimpics study 2016» citato dalla sindaca in conferenza stampa è uno studio svolto nell’università di Oxford che effettivamente rivela che per i giochi olimpici precedenti al 1999, si sia registrato un incremento medio dei costi del 230%. Proprio per questo il CIO è corso ai ripari con nuove norme che hanno permesso che dopo il 1999 l’incremento del costo fosse in media del 75%. Ma anche questi numeri sono destinati a diminuire, infatti le regole per le candidature sono di nuovo cambiate con la cosiddetta «Agenda 2020». Le nuove direttive prevedono la possibilità di spalmare i giochi su più città per contenere i costi (il progetto Roma 2024 ne coinvolgeva 11), in modo anche da usare impianti già esistenti. Ciò dimostra che qualsiasi calcolo fatto da economisti è irreale o meglio non contestualizzato alla situazione legislativa odierna, poiché solo nel 2020 potremmo avere dei primi dati successivi a questi cambiamenti, con le Olimpiadi di Tokyo, ma sarebbero comunque calcoli legati alla sola spesa e non al guadagno, che per questi eventi va misurato sempre nel medio lungo periodo e mai nel breve. Inoltre riguardo a Roma 2024 la spesa complessiva per l’organizzazione dei giochi è stata quantificata in 5,3 miliardi di euro. Due miliardi e cento milioni di euro li avrebbe messi a disposizione il governo centrale, con una serie di stanziamenti nelle leggi di bilancio dei prossimi sette anni. I primi 140 milioni sarebbero arrivati già nel 2017. Un altro miliardo e mezzo lo avrebbe stanziato il Comitato internazionale e gli altri 910 milioni sarebbero arrivati da sponsor privati, e il resto dai biglietti dell’evento e dal merchandising, insomma numeri alla mano sembrerebbe proprio un’occasione persa per (l’incompleta a oggi giunta romana).

Dopo questa carrellata di parole, è veramente difficile capire chi abbia ragione e chi torto o se, come spesso capita, la verità sia nel mezzo. Spiace che le Olimpiadi, il massimo evento sportivo, possano essere usato a scopo propagandistico dalla maggioranza o dall’opposizione per mostrare le falle di una o dell’altra parte, mentre l’unica cosa che dovrebbero essere è una celebrazione della fraternità tra popoli e l’esaltazione dello sport come collante universale. Chiuduamo allora chiudere questo articolo con una citazione per chi governa, per chi governerà e per chi abita la città in cui io stesso vivo e di cui sono figlio: “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni“. Cit. Paulo Coelho

di Flavio Sarrocco

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