Roma e Torino, il totonomi delle giunte a 5 Stelle

A Torino e Roma, nuovi feudi del Movimento 5 Stelle, i neo sindaci iniziano a scegliere la squadra che li accompagnerà per i prossimi cinque anni. Tante le sorprese e le indiscrezioni per quelle che si presentano come i banchi di prova del Movimento post Casaleggio

Chiara appendino dopo la vittoria
Chiara appendino dopo la vittoria

Archiviate le elezioni e i ballottaggi, superato (nemmeno tanto) lo shock da Brexit e in attesa della sfida Italia-Spagna agli Europei, la politica italiana torna in primo piano con uno speciale sul “totogiunte” comunali. Riflettori puntati, ovviamente, sulle giunte pentastellate di Roma e Torino, dove le due sindache (parola tanto cara ai fan del politically correct) stanno lavorando per chiudere in tempi brevi la questione.

Per quanto concerne il capoluogo piemontese, il nuovo inquilino di Palazzo Civico, Chiara Appendino, ha già svelato gran parte della sua squadra, dimostrando di non essersi fatta minimamente sorprendere dalla vittoria al ballottaggio contro il sindaco uscente, Piero Fassino. Nei giorni scorsi, il nuovo sindaco torinese ha annunciato ben nove nomi dei dodici che andranno a comporre la sua giunta, fra i quali spicca l’assoluta mancanza di personaggi famosi e cognomi altisonanti. Dopo aver visionato oltre quattrocento candidature, rimangono ancora vacanti gli assessorati alla Viabilità, alla Cultura e alla Sicurezza.

Parte della Giunta di Chiara Appendino
Parte della Giunta di Chiara Appendino

Fra i nomi già confermati vi sono esperti del settore no profit come Sonia Schellino, nuovo assessore al Welfare, docenti di scuola secondaria, come Federica Patti, e altri di provenienza universitaria, come Guido Montanari, nominati rispettivamente all’Istruzione e all’Urbanistica. Alle Pari Opportunità, con delega all’università e ai giovani, è stato chiamato Marco Giusta, membro dell’Arcigay di Torino, che pur dichiarandosi felice della nomina, non ha mancato di sottolineare il proprio disaccordo sulle scelte fatte dal Movimento Cinque Stelle in merito alla Legge Cirinnà. Altro dato da evidenziare è che, numeri alla mano, la giunta Appendino è al momento perfettamente equilibrata, con un numero paritario di uomini e di donne. Oltre al sindaco e alle già citate Patti e Schellino, l’esecutivo torinese annovera fra le sue file Paola Pisano all’Innovazione e Stefania Giannuzzi all’Ambiente. Completano la giunta di Palazzo Civico, il neo assessore al Commercio, Alberto Sacco, l’ex sportivo Roberto Finardi allo Sport e Sergio Rolando per l’assessorato al Bilancio.

Il neo sindaco di Roma Virginia Raggi
Il neo sindaco di Roma Virginia Raggi

Se nella città della Mole il neo sindaco Appendino è in dirittura di arrivo per la definizione della sua squadra di governo, più complessa e tortuosa sembra essere la strada di Virginia Raggi, la nuova inquilina del Campidoglio, che al ballottaggio è uscita trionfatrice dallo scontro diretto con Roberto Giachetti. Nonostante l’altissima percentuale di astenuti (sono andati a votare solo il 50% degli aventi diritto), con il 67,2%, circa 770.000 voti, Virginia Raggi ha praticamente doppiato il candidato del PD, che ha ottenuto poco più di 375.000 preferenze. Passata l’ubriacatura iniziale, adesso per il nuovo sindaco della capitale arriva la parte più difficile, ovvero quella di formare la propria giunta per iniziare a lavorare al più presto per risolvere gli immani problemi che affliggono la città eterna.

L'ex rugbista Andrea Lo Cicero, prossimo assessore allo Sport di Roma
L’ex rugbista Andrea Lo Cicero, prossimo assessore allo Sport di Roma

Fra i nomi fin qui confermati spiccano quelli della docente di agraria, Paola Muraro, all’assessorato per la Sostenibilità, e Luca Bergamo, segretario generale di Culture Action Europe, alla Crescita Culturale. Altri due assessorati assegnati sono quelli dell’Urbanistica e dello Sport, rispettivamente a Paolo Berdini e a Andrea Lo Cicero. Entrambi però sono già stati oggetti di polemiche che probabilmente ancora non hanno esaurito del tutto i loro effetti. Da un lato Berdini, in un’intervista rilasciata a Radio Radicale, si è detto contrario alla costruzione del nuovo stadio della Roma, suscitando più di un malcontento nella capitale e nello stesso entourage del neo sindaco. Dall’altro Lo Cicero vanta al suo attivo una lunga serie di gaffe e passi falsi. Dalla multa di 150.000 euro comminatagli dalla sua ex squadra, il Tolosa, per aver giocato una partita con la Nazionale Italiana mentre figurava come infortunato, all’aver definito “roba da frocetti” le protezioni utilizzate da alcuni colleghi rugbisti. È di pochi giorni fa l’accusa della trasmissione “L’aria che tira” di aggressione da parte di Lo Cicero ai danni di una giornalista che era andata a intervistarlo. Ultimo tassello confermato nella squadra di Virginia Raggi è Flavia Marzano, che andrà a ricoprire il ruolo di assessore all’Innovazione.

A parte il “totonomi”, molto affascinante, ma poco significativo, quello che tutti aspettano di vedere è come si comporteranno le due prime cittadine di fronte alle importantissime sfide che le attendono nei prossimi cinque anni. Finora i comuni guidati dal Movimento non hanno certo brillato per i risultati raggiunti. Da Livorno a Quarto, passando per Parma, almeno per il momento, i sindaci pentastellati non sembrano essere stati in grado di trovare la quadra per guidare un’amministrazione comunale. Sapranno Virginia Raggi e Chiara Appendino far meglio dei loro colleghi maschi? Sapranno evitare che le loro giunte a cinque stelle siano declassate al rango di pensioncine di paese? Qualsiasi sia lo schieramento di appartenenza, credo che questo sia il desiderio di tutti, in quanto soprattutto per Roma, Virginia Raggi sembra essere l’ultimissima spiaggia.

(di Christopher Rovetti)

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *