Roma a 5 Stelle con Virginia Raggi

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Con il 67,5% delle preferenze, la Raggi è pronta a intraprendere un nuovo percorso nella capitale. Da Roma a Torino, il trionfo del Movimento 5 Stelle

67,2 % delle preferenze e oltre 770 mila voti. Con questi numeri Virginia Raggi conquista il Campidoglio, lasciandosi alle spalle il candidato dem Roberto Giachetti, fermo a 32,83% e 376 mila voti.

Il risultato ottenuto non accetta repliche: l’avvocatessa pentastellata ha doppiato l’avversario del Pd e si appresta a intraprendere il percorso da primo sindaco donna di Roma. «Oggi hanno vinto i cittadini romani. Voglio ringraziare tutti i romani che mi hanno affidato questo compito importante che porterò avanti per i prossimi cinque anni»- queste le prime parole di Virginia Raggi, pronunciate durante il suo emozionato intervento da sindaco della Capitale.
Quella della Raggi è stata una vittoria su tutta la linea. La candidata grillina ha vinto praticamente in tutti municipi, a partire dalla periferica Tor Bella Monaca, da sempre un quartiere di destra, dove ha conquistato il 79% delle preferenze. Inaspettato, il risultato nei municipi del centro di Roma e dei Parioli dove, al primo turno, la vittoria era andata a Giachetti. I ballottaggi hanno invece decretato il trionfo della Raggi nel I municipio, con il 52,82 % dei voti e nel II, con il 51,8%.

Virginia RaggiUn successo replicato anche nei consigli municipali: I grillini, infatti, hanno conquistato 12 dei 14 municipi capitolini (il X Municipio non ha votato per eleggere il presidente e il consiglio municipale, a causa del commissariamento). Ai candidati PD sono andate le zone della Roma borghese, ovvero il centro storico e il quartiere Parioli. Per il resto, è stata un’unica grande cavalcata del M5s. Dall’Eur al Tuscolano, passando, anche in questo caso, per l’exploit del VI municipio: nella zona di Tor Bella Monaca (dove si è disputato l’unico ballottaggio tra Movimento 5 Stelle e Fratelli di Italia) il pentastellato Roberto Romanella ha battuto Nicola Franco (Fdi-Lega) con il 73% dei voti contro il 27%. Un trionfo al femminile se si considera che, a lavorare accanto al sindaco di Roma, ci sono cinque donne tra i dodici minisindaci grillini. Si tratta, anche da questo punto di vista, di un cambiamento di rotta come ha affermato la stessa Raggi: «E’ un momento storico fondamentale che segna una svolta: per la prima volta Roma ha un sindaco donna. In un momento nel quale le pari opportunità sono solo una chimera, questo cambiamento è fondamentale e noi lo dobbiamo al Movimento 5 Stelle, a Beppe Grillo e a Gianroberto Casaleggio».

Un trionfo emerso già a pochi minuti dalla chiusura delle urne. In una giornata elettorale caratterizzata da una minore affluenza rispetto al primo turno (ai ballottaggi si sono recati al voto il 50,19% degli elettori, contro il 57,21% della prima tornata), già i primi sondaggi ed exit poll hanno suggerito la vittoria pentastellata, scatenando il giubilo dell’intero Movimento. A partire dalla gioia di Beppe Grillo, che si è affacciato dalla finestra dell’hotel romano a braccia aperte in segno di esultanza, mostrando una stampella per abiti, per richiamare chiaramente il cognome di Chiara Appendino, la candidata 5 Stelle neo eletta a Torino.

«Ora siamo pronti a governare. Voglio dire ai cittadini romani, e agli altri delle città in cui abbiamo vinto, che da domani avranno un sindaco presidio di legalità per il bene comune. Ora non ci buttiamo nel politichese», così Luigi di Maio ha commentato la vittoria della Raggi; Alessandro Di Battista ha affidato, invece, ad un tweet significativo la sua emozione: «E ora iniziamo».

La Raggi e la Appendino si lasciano dietro un PD che ammette la sconfitta ed è pronto a rivalutare la sua posizione all’interno del panorama politico italiano: «Dopo un risultato come quello di Roma credo che solo una cosa non si possa fare: discutere per finta. Abbiamo il dovere della sincerità. Che significa riconoscere gli errori, ma anche ricostruire i fatti con precisione per evitare di sbagliare ancora.» scrive Matteo Orfini sulla sua pagina facebook, contrariando l’assoluta assunzione di responsabilità da parte di Giachetti: «Roberto Giachetti ha detto che la sconfitta è solo sua. Non è vero. Insieme abbiamo combattuto, abbiamo raggiunto un ballottaggio non scontato. E abbiamo perso, di tanto. Ma l’abbiamo giocata fino all’ultimo minuto».

Nulla da nascondere, dunque, all’interno del Pd: il premier Renzi stesso ha affermato la vittoria netta del Movimento 5 Stelle e la necessità da parte del Partito Democratico di riflettere su quanto accaduto, senza provare a celare una verità che emerge chiaramente in tutta la sua urgenza.

(di Giulia Cara)

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