Il laburista Sadiq Khan è il nuovo sindaco di Londra

Londra sarà governata dal laburista Sadiq Khan. Nella stessa tornata elettorale, il voto per il rinnovo delle Assemblee nazionali segna la sconfitta del Partito Laburista di Jeremy Corbyn in Scozia, superato dagli indipendentisti di Sturgeon e scavalcato anche dai conservatori. Bene gli euroscettici di Farage che conquistano seggi in Galles

Sadiq KhanEra il favorito per la vittoria, stando ai sondaggi e agli exit poll, anche se fino all’ultimo nessuno ci credeva. Ma ci sperava, insieme ai tanti sostenitori laburisti, Sadiq Khan che dopo aver votato nella circoscrizione di Tooting, giovedì 5 maggio, come già dichiarato in campagna elettorale, twittava: “Sarò il sindaco di tutti i londinesi”. E così è stato. Non solo stupore, ma anche fierezza e gratitudine hanno accompagnato le sue prime parole da sindaco. Quando è arrivata l’ufficialità del risultato, poco dopo la mezzanotte di venerdì, ha ammesso: “Non avrei mai creduto di diventare sindaco di Londra”, ringraziando “ogni singolo londinese per aver reso possibile l’impossibile” e aggiungendo di essere “orgoglioso che Londra abbia scelto la speranza invece della paura, l’unità invece delle divisioni”.

Dopo un dibattito elettorale acceso, ristrettosi a una corsa a due con il rivale dei Tories, dove non sono mancate le accuse di presunti legami con gli “estremisti” da un lato e di “islamofobia” dall’altro, il candidato laburista ha staccato l’avversario di circa 250.000 preferenze ottenendo il più vasto mandato elettorale riconosciuto a qualsiasi altro politico nella storia britannica. Khan ha infatti ottenuto il 56,8% dei voti (1.310.143) contro il 43,2% (994.614) di Goldsmith, se si contano anche le “seconde preferenze”, espresse da coloro che hanno optato per altri candidati e che vanno a sommarsi ai voti già ottenuti dai primi due più votati, se nessuno di essi raggiunge più del 50% dei consensi. Sorprendenti i dati sulla partecipazione popolare: l’affluenza si è attestata al 45,6% con un aumento del 7% del numero dei votanti rispetto alle precedenti elezioni del 2012.

Nettamente distanziati gli altri candidati. Se si osservano i dati sulle “prime preferenze”, a Khan e Goldsmith seguono Sian Rebecca Berry dei “Green” (152.027), Caroline Pidgeon dei “Lib Dems” (121.051) e Peter Whittle per il partito indipendentista dell’UKIP (94.425). I laburisti hanno ottenuto 12 seggi nell’Assemblea di Londra contro gli 8 dei conservatori, i 2 del “Green Party” (il primo partito con 468.318 voti, se si contano soltanto le “seconde preferenze”) e dell’UKIP. Ai “Liberal Democrats” l’altro seggio in palio. Successo dei Labour nelle altre elezioni comunali del fine settimana: eletto a Bristol Marvin Rees, riconfermato a Liverpool Joe Anderson, mentre a Salford, nella contea della Greater Manchester è stato scelto come primo cittadino Paul Dennett.

Il partito dei laburisti tiene a Londra e la spunta in Inghilterra nelle elezioni amministrative, ma il suo successo appare ridimensionato nelle elezioni regionali. I progressisti perdono consensi soprattutto in Scozia: 13 seggi in meno per il partito guidato da Jeremy Corbyn, che se ne assicura in totale 24. Vince ma non stravince lo SNP di Nicola Sturgeon, accaparrandosi 63 dei 129 seggi in palio, risultato che non basta per ottenere la maggioranza assoluta nel Parlamento di Edimburgo. Bene i conservatori, secondi con 31 seggi e 16 guadagnati. I laburisti si confermano il primo partito in Galles, seguiti dal il partito autonomista del Plaid Cymru. L’Ukip di Farage riesce nell’impresa di conquistare i suoi primi seggi. In Irlanda del Nord la maggioranza va al Partito Unionista Democratico, seguito dai repubblicani del Sinn Fein, che ottengono rispettivamente 38 e 28 seggi.

Contro gli scetticismi che hanno accompagnato la candidatura di Sadiq Khan, in patria e oltre Manica, il neo sindaco sabato mattina ha ribadito la volontà di rappresentare ogni comunità durante il giuramento nella cattedrale anglicana di Southwark. Al primo cittadino uscente, il conservatore Boris Johnson, in carica dal 2008 al 2016, succede quindi il deputato laburista, il primo sindaco musulmano di Londra e di un importante città occidentale. Per i media di tutto il mondo si tratta di una vittoria “storica” e “simbolica”. Il suo successo sembra rievocare la favola del Leicester, l’outsider neo vincitore della Premier League. È la vittoria del self-made man, figlio di immigrati pachistani, cresciuto in una casa popolare, diventato avvocato esperto di diritti umani e poi eletto deputato in Parlamento nel 2005 per il distretto di Tooting, zona a sud di Londra dove abita con la moglie e le due figlie. Fin dal suo manifesto elettorale, Khan ha espresso la volontà di rendere Londra una città più accessibile per tutti, facendo leva soprattutto sulle “opportunità” che gli sono state concesse, le stesse che vorrebbe per i suoi concittadini, “non soltanto di sopravvivere, ma di provare a costruire un futuro migliore per sé e la propria famiglia”.

Diversa la storia di Goldsmith, erede di una ricca famiglia aristocratica angloirlandese, già deputato per la zona di Richmond. Al centro del suo programma l’emergenza abitativa, il miglioramento del sistema dei trasporti, l’ambiente e la sicurezza urbana. Non molto diversi dai punti programmatici di Khan, ma differenti le soluzioni proposte. Per rendersene conto basta leggere l’opuscolo  contenente i mini-programmi dei candidati, inviato agli aventi diritto al voto per il Sindaco e l’Assemblea di Londra. “Come ha vinto Sadiq Khan”, si chiede il giornalista politico della Bbc, Tim Donovan, all’indomani della sua proclamazione. Nella sua analisi riporta il caso di uno dei punti più dibattuti della campagna elettorale, le tariffe del trasporto urbano, il fiore all’occhiello della City, tanto efficiente quanto costoso. Khan assicurava di “congelare” i prezzi fino al 2020, ma secondo i funzionari della rete del Trasporto Pubblico di Londra tale misura non sarebbe stata sostenibile e avrebbe comportato un aumento intorno ai 2 miliardi di sterline. Una sorta di smentita delle promesse elettorali, che avrebbe potuto rappresentare una battuta d’arresto nella corsa per la vittoria. Tuttavia il candidato laburista ha dichiarato che i fondi per contenere i costi si sarebbero trovati in modo alternativo e gli elettori gli hanno creduto. Nei quattro mesi di dibattiti precedenti il voto, il candidato laburista ha sfidato l’“eloquenza” di Goldsmith con la sua “pacatezza” e ha avuto la meglio grazie alla “fiducia in se stesso, alla semplicità dei suoi messaggi e al suo livello di preparazione”, ha evidenziato il giornalista inglese. Potrebbe essere stata questa la formula vincente che gli ha consentito di conquistare Londra dopo otto anni di dominio conservatore.

Alle reazioni entusiaste per la sua elezione, con commenti e tweet arrivati a partire da venerdì notte, dalla sorella del candidato sconfitto al sindaco di New York De Blasio fino al plauso di autorevoli media internazionali, si sono alternate le critiche e i messaggi meno lusinghieri di casa nostra. Sempre su Twitter, Giorgia Meloni ha valutato l’elezione del sindaco di Londra non come una buona notizia per “l’islamizzazione dell’Europa”, come Matteo Salvini – per citare un’altra voce dissonante – pur non dichiarandosi stupito dall’esito del voto londinese, ha colto l’occasione per rimarcare il suo disappunto contro i “quartieri ‘extra’ a maggioranza islamica”.

Il trionfo di Sadiq Khan è una vittoria della Londra cosmopolita e multiculturale. A riprova di questo, oltre al risultato delle urne, l’omaggio alla comunità ebraica nel quartiere di Barnet appare come un invito concreto al dialogo interreligioso nella prima cerimonia da sindaco in cui Khan ha commemorato le vittime dell’Olocausto. Sembrano lontane le polemiche sull’antisemitismo di una parte del Labour britannico. Mentre i londinesi aspettano il nuovo sindaco alla prova dei fatti, tutti gli occhi sono puntati sul prossimo appuntamento elettorale, il referendum del 23 giugno sulla permanenza o meno del Regno Unito nell’Unione europea.

(di Elena Angiargiu)

Fonte immagine: https://twitter.com/sadiqkhan

 

 

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