Eurobasket 2015. Lituania la seconda finalista, ko la Serbia

eurobasket2015No, non era scarsa. Magari meno talentuosa individualmente rispetto ai tempi con Kleiza, Motiejunas e Pocius, ma come squadra ha dimostrato di non essere inferiore a nessuno. La Lituania, castigatrice dell’Italia ai quarti, l’ha combinata davvero grossa stavolta, battendo meritatamente la Serbia favorita e raggiungendo, per la seconda edizione consecutiva, la finale dell’Europeo. In più, si è assicurata un posto per le Olimpiadi dell’anno prossimo: da quando è diventata nazione indipendente dall’URSS (1991), la Lituania, da Barcellona fino a Rio, ha sempre partecipato ai giochi olimpici. Decisamente non male.

Prime prove di strappo I ragazzi di Kazlauskas partono forte sfruttando le loro doti migliori, il movimento di palla e la maggiore fisicità in area. Valanciunas fa valere subito centimetri e chili a suo favore, propiziando il primo mini-allungo lituano (16-10). La Serbia fatica a prendere ritmo in attacco, la pressione su Teodosic è inverosimile e in difesa non sempre gli accoppiamenti sono favorevoli. Nel secondo quarto la squadra di Djordjevic va sotto di undici punti per ben tre volte ma, grazie alle palle perse baltiche, rientra in partita con un parziale di 9-0, chiudendo un difficile e dispendioso primo tempo sotto di un punto (35-34).

Sempre a rincorrere Nonostante un mini-sorpasso a metà terzo quarto (43-40), la Serbia è costretta sempre a rincorrere nel punteggio e nell’ultimo periodo pagherà gli sforzi per le numerose rimonte all’interno della gara. Kuzminskas è il grande protagonista del terzo quarto, con sette punti di puro talento che riportano i lituani sul +5 a dieci minuti dalla fine. Gli slavi continuano a giocare a sprazzi, dovendo continuamente costruire azioni contro la difesa schierata di Kazlauskas, bravissima a non concedere praticamente mai canestri facili in contropiede. Nell’intero torneo la Serbia aveva collezionato 13 punti in contropiede di media a partita, ieri ne ha realizzati solamente due.

Ancora la Spagna Jankunas firma il 52-43 e la Serbia deve ricominciare l’ennesima rimonta. Sotto di quattro punti a venti secondi dalla fine, Teodosic si inventa letteralmente la tripla del -1 con un canestro da campione. Seibutis fa 1/2 dalla lunetta, lasciando a Bogdanovic la palla del pareggio, che spreca malamente non toccando neanche il ferro. Titoli di coda per una Serbia che ha sparacchiato dalla lunga distanza (“abbiamo abusato troppo del tiro da tre punti, un tiro da fuori mica vale nove punti, è un’insistenza che abbiamo pagato” ha detto Djordjevic a fine gara) e con un Bjelica che stavolta non ha assunto il ruolo del salvatore della patria. Per la Lituania, invece, è un risultato storico ed inaspettato e coach Kazlauskas si toglie giustamente qualche sassolino dalla scarpa: “Quando siamo arrivati in finale due anni fa ci hanno detto che eravamo stati fortunati, l’anno scorso ai Mondiali il quarto posto era merito del calendario favorevole: voglio proprio vedere quale scusa ci si inventerà stavolta…”. Un successo incredibile, considerando la percentuale da tre (14%, 2/14), il numero di turnovers (20) e la partita non sensazionale del suo leader Maciulis (9 punti tirando solo sei volte). Ora la Spagna in finale, nella riedizione della finale di Stoccolma del 2003 vinta dai baltici, nonostante i 36 punti e 12 rimbalzi di un giovane Pau Gasol. A dodici anni di distanza sarà ancora lui il pericolo numero uno per la Lituania.

di Emanuele Granelli

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