Tour de France all’ultima settimana tra duelli su strada e sospetti di doping

froomeTutto pronto e apparecchiato per l’ultima settimana di Tour de France, quella che vedrà andare in scena le sei tappe che decideranno la Grande Boucle. Dopo la giornata di oggi ce ne sarà infatti una di pausa, preludio alle fatiche alpine che saranno come sempre decisive per la conquista del titolo. I momenti cruciali si vivranno probabilmente tra venerdì e sabato, quando i partecipanti dovranno affrontare le salite più impegnative, tra cui la durissima Alpe d’Huez. Chris Froome rimane il grandissimo favorito. Proprio lui ha dimostrato di essere il più in forma, ha dominato e controllato senza patemi gli attacchi avversari anche grazie all’affiatamento, l’organizzazione e lo strapotere fisico del team Sky. Tutti fattori che gli hanno permesso di accumulare un grande vantaggio sugli avversari più temibili.

 Tra essi il migliore è certamente Nairo Quintana, uno dei pochi che fino a questo momento ha provato e in parte è riuscito a rimanere nella scia della maglia gialla con un distacco di tre minuti e dieci secondi. Sorprendente invece il Tour dello statunitense Van Garderen che, pur non partendo con i favori del pronostico, sta mantenendo la terza piazza della classifica generale ed un distacco di tre minuti e trentadue secondi dal britannico in giallo. Più attardato Alberto Contador, lo spagnolo che sogna di poter portare a casa la storica doppietta Giro-Tour sta dimostrando di non essere quello di un paio di mesi fa e sta faticando dannatamente nel conservare un distacco apparentemente colmabile nei confronti del battistrada Froome (4’23”). Tante le sofferenze anche di Vincenzo Nibali che ha visto la sua corsa complicarsi irrimediabilmente già durante la seconda tappa, quando ha dovuto fronteggiare sia una caduta che una foratura. Lo squalo comunque non sembra essere nel suo momento di forma migliore. Risulta meno incisivo fisicamente e lucido mentalmente ma può vantare sempre un carisma invidiabile. Lo ha dimostrato nel corso della giornata di giovedì, quando ha tentato la fuga senza successo. Un attacco che non é andato a buon fine, ma che verrà certamente replicato da lui e da tutti gli altri pretendenti alla vittoria finale nel corso della settimana che sta per cominciare. Adesso non si può più aspettare e i calcoli, per gli inseguitori, non hanno più nessun valore. Bisogna provare ad insidiare Chris Froome in qualsiasi modo, provando a sorprenderlo e a sfiancarlo con le migliori armi a disposizione.

 Chi invece ha già provato ad insidiare la corsa della maglia gialla è stato un tifoso, che forse non merita neppure di esser chiamato così, che durante la tappa di sabato ha lanciato dell’urina in sua direzione apostrofandolo come dopato. Un brutto gesto che non è altro che il risultato del clima di sospetto, alimentato anche da alcuni media francesi, che si sta vivendo nei confronti del britannico di origine keniana. Così mentre la televisione Stade 2 sostiene che le sue prestazioni sono migliori di quelle di alcuni ciclisti che in passato sono stati trovati positivi, lui risponde così: “Non c’è alcuna ragione di dubitare di noi. I tempi di Armstrong erano diversi, sono passati 10/15 anni da quel caso e il ciclismo non è più il far west di allora”. Probabilmente il dominio di Froome infastidisce profondamente alcuni media che vorrebbero maggiore spettacolo e incertezza nel corso della Grande Boucle: per il momento è giusto pensarla così, sperando di non dover mai cambiare idea ed assistere all’ennesimo caso di doping di cui il ciclismo non ha assolutamente bisogno.

di Giovanni Fabbri 

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