Bergoglio in America Latina: perdono per i crimini contro gli Indigeni

Durante il suo tour di otto giorni in America Latina, Papa Francesco si è scusato pubblicamente per tutto quello che le popolazioni indigene hanno sofferto per mano della Chiesa e degli europei durante la “conquista dell’America”. Giovedì in Bolivia, il primo papa latino Americano ha chiesto umilmente perdono per tutti i “peccati e le offese”, durante un incontro con il presidente Evo Morales e una rappresentanza dei gruppi indigeni.

 

Non sono le prime scuse presentate da un papa per il passato della Chiesa: in passato “peccati gravi furono commessi contro i nativi americani in nome di Dio. Io chiedo umilmente perdono non solo per le offese della chiesa stessa, ma anche per i crimini commessi contro i nativi americani durante la cosiddetta conquista dell’America”. Già nel 1992, papa Giovanni Paolo II aveva chiesto pubblicamente scusa nella Repubblica Domenicana, mentre nel 2001 la Chiesa aveva chiesto perdono per gli abusi commessi contro gli abitanti delle isole del Pacifico.

 

Nonostante le scuse di Papa Bergolio, argentino, nel corso della visita in Bolivia non sono mancate le polemiche. Prima dell’incontro, Ceso Padilla, il leader dei Guarani, popolazione indigena, si era pubblicamente lamentato del mancato invito a partecipare agli eventi. I Guarani sono al momento in contrasto con il governo del presidente Morales circa la decisione di aprire 22 aree protette per lo sfruttamento di gas naturali e petrolio. Secondo quanto Padilla ha dichiarato all’Associated Press: “Il summit è severamente controllato da persone del governo, hanno permesso di partecipare solo a persone vicine ad esso. Siamo stati tagliati fuori”. Anche dall’interno della Chiesa Cattolica boliviana erano arrivate delle critiche. Il prete gesuita Xavier Albo, autorità nel campo delle tribù indigene boliviane, ha fatto notare la stranezza del fatto che sarebbero mancate del tutto visite del Papa solo con popolazioni indigene, in tutti gli 8 giorni del suo viaggio. Ha dichiarato: “Non c’è un singolo momento che sia solo per gli indigeni, ma sono piuttosto inclusi in altri eventi con altri movimenti sociali e settori della popolazione”.

 

Nel pomeriggio il Papa si è espresso anche contro a un’economia volta esclusivamente al profitto economico, che ignora l’ambiente e le persone: “C’è bisogno di un cambiamento reale, un cambiamento di strutture. Il sistema non può reggere, non può essere retto dagli abitanti, dai lavorati, dalle comunità, dalle persone, non può essere retto dall’ambiente.”.

 

Quella in Bolivia era la seconda tappa del tour del Papa, dopo essere stato in Ecuador. La meta finale del viaggio sarà il Paraguay.

(di Francesca Parlati)

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