Tennis, Montecarlo: Djokovic non si ferma più, battuto in finale anche Berdych

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Djokovic-Montecarlo
Djokovic- Secondo titolo a Montecarlo

Ecco il primo sigillo di Djokovic in terra europea della nuova stagione. Il serbo quest’anno sembra aver vestito i panni del cannibale: quattro vittorie nei quattro tornei più importanti fin qui disputati (Australian Open, Indian Wells, Miami e Montecarlo). Un filotto che gli permette addirittura di migliorare l’inizio del magico 2011, sua miglior stagione fino a questo momento, in quell’occasione Nole aveva trionfato in Australia e nei due tornei americani, ma aveva rinunciato alla partecipazione al torneo del Principato. Nella finale di ieri il suo avversario Tomas Berdych non ha avuto scampo, nonostante l’ottima prestazione e nonostante qualche tentennamento di troppo del suo grande rivale. Djokovic ha dovuto infatti faticare più del previsto per portare a casa il trofeo, rimanendo in campo per 2 ore e 42 minuti in una partita interrotta anche per il maltempo. Ma la sua straripante forma fisica alla fine gli ha permesso di avere la meglio sull’avversario di turno, risultato 7-5, 4-6, 6-3.

Tutto quello che tocca il numero uno del mondo in questo momento diventa oro, ma in questo caso non si tratta di una storia mitologica. A differenza di Re Mida, Djokovic non ha bisogno di nessun potere magico, ma di avere in mano una racchetta, strumento che riesce ad utilizzare sia con la delicatezza degna di una bacchetta magica (strepitosa la sua smorzata, efficace soprattutto sulla terra rossa), sia con la potenza di un’arma da fuoco (fenomenale in questo senso il suo rovescio giocato in anticipo). Nel primo torneo sulla terra rossa della stagione Djokovic è riuscito subito a mettere in mostra tutto il suo talento e la sua grande condizione fisica, oltre che mentale. E la vittoria che ha permesso di rafforzare ancor di più la sua convinzione non è stata certamente quella su Berdych in finale, ma quella su Rafael Nadal nel match di semifinale. Un segnale a tutti gli appassionati di tennis. Un doppio 6-4 al giocatore più titolato di sempre sulla terra rossa che appare come un chiaro messaggio di onnipotenza lanciato ai componenti del circuito Atp.

Non si vede chi possa riuscire a battere il serbo in questo momento. È chiaro che l’exploit di uno dei primi giocatori della classifica può arrivare in qualsiasi momento, magari approfittando di un momento di appannamento del serbo, ma se parliamo dei tornei più prestigiosi, quelli per cui Djokovic arriva tirato a lucido, è difficile immaginare un epilogo differente da un suo trionfo. Adesso la stagione sul rosso entra nel vivo, si succederanno tornei prestigiosi come Barcellona, Madrid, Roma e poi Parigi, a chiudere in bellezza una delle porzioni di stagione più spettacolari ed impegnative. L’unico in grado di fermare Djokovic sembra proprio Rafael Nadal, che però deve riuscire a ritrovare quella pesantezza di palla e quella profondità del dritto che lo aveva reso praticamente ingiocabile sulla sua superficie preferita. Una menzione però, tornando al torneo monegasco, deve andare anche a Gael Monfils, tennista francese che ha vissuto tutta la sua carriera tra gli alti del suo grande talento ed i bassi dovuti ad una solidità mentale non proprio degna dei più grandi di sempre. Nonostante questo Monfils è stato capace di arrivare fino alla semifinale, battendo nel match di ottavi di finale anche il grande Roger Federer e arrendendosi solo a Tomas Berdych.

Per chiudere, una parentesi per il torneo di doppio, in cui i due azzurri Fognini e Bolelli si sono fatti strada fino alla finale, gara in cui sono stati sconfitti dai soliti fratelli Bryan.

di Giovanni Fabbri

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