Test medicina 2015: i Rettori chiedono risposte

test medicinaOgni anno in Italia ci sono almeno 80 mila aspiranti medici. Un numero difficile da gestire per gli Atenei in sede di prova di accesso. Comprensibile, quindi, il voto all’unanimità della Conferenza dei Rettori sull’invio di una lettera alla titolare del Miur  Stefania Giannini. Missiva datata 4 dicembre, in cui i rettori di tutta Italia avanzano tre richieste specifiche a proposito del test di ammissione di Medicina e Chirurgia del 2015-2016.

Sulle nuove modalità di ammissione, fino ad oggi non è stato mai annunciato nulla di ufficiale: l’inserimento di uno sbarramento alla fine del primo anno, modello applicato in Francia, non è mai stato confermato. Da ottobre il dossier è oggetto di studio di una commissione straordinaria formata ad hoc, ma da allora sulla questione è calato il silenzio, nonostante i Rettori “esprimono forti e motivate perplessitàsulla possibilità di conseguire il libero accesso a un percorso formativo al cui esito finale subordinare le ammissioni ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia».

“Siamo a dicembre, ha dichiarato Giuseppe Novelli, rettore di Tor Vergata, la bozza di riforma del sistema che la ministra Stefania Giannini ci aveva promesso non si è vista e noi siamo ancora in attesa”.  Un’attesa che non coinvolge solo le università che devono organizzarsi, ma anche gli studenti e le loro famiglie, che ancora non sanno se per essere ammessi dovranno sostenere un test e quando questo avrebbe luogo. “Dobbiamo dare risposte certe a questi ragazzi”, aggiunge il rettore.

La prima richiesta avanzata nella lettera è la conferma del test di medicina per l’anno 2015-2016, adeguandoli ai programmi didattici delle scuole superiori. L’abolizione del test e una proposta di massima dovrebbe essere inserita nel decreto scuola di Gennaio, ma a quel punto i tempi non consentirebbero un’organizzazione ben pianificata.

Le altre due richieste  sono volte a tutelare gli studenti e le loro famiglie: per i rettori è importante ridurre “l’impatto economico incongruo” che le famiglie hanno subito in seguito alle modalità di accesso applicate negli ultimi due anni; è importante anche facilitare la preparazione degli studenti ai test, come per esempio evitare i test ad aprile, durante l’anno scolastico. Importante comunque è stabilire le modalità e un calendario delle prove da comunicare tempestivamente alle famiglie.

Nella lettera i Rettori confermano la disponibilità e l’impegno a contribuire alla risoluzione del problema con la “ricerca di condivise procedure che assicurino rigore, sostenibilità e tutela del merito del’accesso agli studi di medicina e Chirurgia”. La ricerca di queste procedure è complicata anche dalle vittorie legali degli studenti non ammessi: in seguito alle decisioni del TAR, le aule universitarie dei primi anni si sono riempite ben oltre il limite previsto dai numeri chiusi. I rettori si dichiarano favorevoli selezioni “che rispettino la programmazione nazionale e la sostenibilità accademica dei corsi, valorizzando il merito dei candidati”.

 (di Francesca Parlati)

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