Crescita digitale e Banda ultralarga, i due piani nazionali al vaglio dei cittadini

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stabilità digitale È partita da alcuni giorni la procedura di consultazione on line (dal 20 novembre al 20  dicembre) che consentirà ai cittadini di commentare i due piani nazionali: “Crescita digitale  2014-2020” e “Piano nazionale banda ultralarga”, i quali sono stati predisposti dalla  Presidenza del Consiglio insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Agenzia per  l’Italia Digitale e all’Agenzia per la Coesione nell’ambito dell’Accordo di Partenariato con la  Commissione Europea per la programmazione delle risorse 2014-2020.

I risultati, si apprende dal sito del ministero dello Sviluppo Economico, saranno considerati insieme ai contributi che emergeranno negli incontri previsti con i vari stakeholders, per eventuali integrazioni e evoluzioni dei piani.

Strategia per la crescita digitale 2014–2020 –  “Creato il contesto adeguato allo sviluppo della trasformazione digitale, mediante l’implementazione di infrastrutture e architetture trasversali e piattaforme digitali, i programmi di accelerazione saranno il fattore chiave per il maggiore impatto, in termini di ricadute socio-economico e diffusione della cultura digitale”. In particolare i programmi di accelerazione su cui l’Italia punta, riguardano: Italia login, competenze digitali e smart city.

Tuttavia i dati non sono incoraggianti. Dal documento si evince come i cittadini e le imprese siano ancora in ritardo nell’utilizzo dei servizi in rete. Osservando i dati presenti nel documento, apprendiamo come gli utenti regolari (persone che hanno utilizzato Internet almeno una volta a settimana nel corso degli ultimi tre mesi) sono solamente il 56% della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni, contro una media europea pari al 72%. Inoltre il 34% degli italiani non ha mai utilizzato Internet in confronto alla media europea che si ferma al 21%.

In Italia l’acquisto di beni e servizi in rete è di poco inferiore al 20%, a fronte del 47% medio dell’Unione Europea. Per quanto riguarda i servizi di e-government sono il 21% i cittadini che hanno utilizzato tali servizi a differenza di una media europea che si attesta al 42%. Un ritardo che si conferma anche per le piccole e medie imprese che vendono on line: sono meno del 5% le imprese italiane che vendono in rete, a fronte del 14% della media europea.

Strategia italiana per la banda ultralarga – Il piano si pone come obiettivo quello di arrivare per il 2020 a coprire almeno l’85% della popolazione con una connettività a banda ultralarga (100 Mbps), per il restante 15% l’obiettivo è di garantire almeno una copertura a 30 Mbps. Il documento riporta come l’Italia dovrà recuperare un gap di certo non indifferente, infatti lo scarto con la media europea è di oltre il 40% per quel che riguarda l’accesso a più di 30 Mbps.

Per raggiungere gli obiettivi il piano prevede misure declinate su tre versanti principali, i quali agiscono sia sulla domanda che sull’offerta: agevolazioni per abbassare le barriere di costo dell’infrastrutturazione (misure che si riferiscono all’offerta, come ad esempio le misure di semplificazione sia del quadro normativo sia della regolamentazione di settore) agevolazioni per l’accesso alle risorse economiche (defiscalizzazione, istituzione di un polo di attrazione dei fondi per agevolare l’accesso al credito) e stimoli per l’innesco della domanda.

(di Tiziano Aceti)

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