Martina Del Giacco, nuova vittima di bullismo?

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Martina-Del-GiaccoAlla fine si conclude nel modo peggiore la vicenda di Martina Del Giacco, la 16enne scomparsa da Pisa e ritrovata morta nell’Arno a distanza di una settimana. Martina era una ragazza come tante che forse sognava soltanto di vivere serenamente la sua età. Eppure, come si legge da alcune sue parole pubblicate su Facebook, Martina non sembrava felice, anzi tutto sembrerebbe far pensare ad un forte stato di malessere interiore. «Ancora non ho capito che ci sto a fare io qua», «c’è tempo fino a stasera, fino a stasera e basta, domani si vedranno le differenze.» Questi gli ultimi post pubblicati dalla ragazza. Ma cosa ne è stato di Martina, ripresa dalle telecamere mentre fuggiva di casa? Ha forse deciso di compiere un gesto estremo per porre fine alla sua vita?  Ciò che è certo è che Martina non stava bene.

Intanto emergono alcuni dettagli inquietanti. Si ipotizza che Martina fosse stata vittima di bullismo. Martina veniva derisa perché diversa, forse per via del suo aspetto fisico. Basta leggere quanto pubblicato sul suo profilo Facebook per capire che Martina ce l’aveva con qualcuno, che qualcuno probabilmente si divertiva a prenderla in giro. E allora si spera che quella ragazza così bella non abbia deciso di suicidarsi per colpa di altri ragazzi. Si spera che Martina non sia una nuova vittima di questo fenomeno in forte espansione.

Come si può morire di bullismo? Eppure, molti altri casi, analoghi a quelli di Martina, dimostrano quanto il bullismo possa incidere sulla vita degli adolescenti. Il più delle volte ad essere presi di mira sono ragazzi fragili, apparentemente diversi dalla massa. Sono loro ad essere derisi, trattati male, spesso persino picchiati. I bulli sono ragazzini che trovano divertente sminuire un loro coetaneo fino a farlo sentire inferiore e sottomesso. Sono quelli che, senza nemmeno pensarci, distruggono l’autostima altrui. E le vittime di bullismo, sentendosi incapaci di reagire, non possono fare altro che far finta di nulla, mandando giù il magone. Ma poi, si finisce inevitabilmente per scoppiare. Purtroppo molti adolescenti, vittime di bullismo, credono che l’unico modo per star meglio sia porre fine alla propria esistenza. Così, i media ci restituiscono le storie di ragazzi e ragazze che, in un giorno qualunque, hanno scelto di dire addio alla vita.

Il bullismo uccide, il bullismo annienta. Forse bisognerebbe insegnare ai ragazzi il rispetto prima di tutto. Bisognerebbe far capire loro che una frase o un gesto possono fare davvero male. Perché ognuno ha la sua storia e la sua sensibilità, perché siamo tutti liberi di essere come siamo, unici e speciali nella nostra diversità.

di Sabrina Ferri

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