Croazia: un viaggio tra Spalato e Zagabria

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di Arianna Catti De Gasperi

Il “tour” di quest’oggi ci porterà a visitare non solo una città, ma bensì due, con tutte le loro bellezze tipiche e complicazioni. Andiamo infatti a scoprire Spalato e Zagabria, due delle principali città Croate, non dimenticandoci però anche del quadro generale del Paese.

Per chi non lo sapesse, la Croazia è, da pochissimi mesi, una new entry dell’Unione Europea. Questo dovrebbe – in teoria – aiutare molto l’economia dello Stato a crescere rapidamente, ma il desiderio dei giovani, ora che finalmente possono viaggiare per l’Europa senza visto, è solo quello di uscire dalla Croazia e andare a studiare e lavorare in altri Paesi. Non c’è da stupirsi molto visto che lo stipendio base è di 300€ al mese ed uno medio-alto di soli 500€.

A favorire questo desiderio, c’è anche un accordo stipulato con il Canada, che permette alla popolazione croata di andare a lavorare lì senza bisogno del visto o del permesso di soggiorno per almeno un anno.

Molti, come è naturale che sia, sono quelli che approfittano di queste occasioni. A Spalato, infatti, non esistono grandi possibilità lavorative – per non dire che sono praticamente pari a zero – eccezion fatta per il periodo estivo, quando la ressa di turisti si accalca sulle coste Croate. A quanto pare, però, la popolazione non è estremamente contenta di ciò (nonostante il turismo sia la forza trainante dell’economia). Andando in Croazia durante il periodo estivo, non stupitevi dunque se gli autoctoni non saranno estremamente gentili con voi!

Come in tutti i Paesi, la pessima situazione economica è derivata anche da fattori politici: il governo, infatti, non sviluppa metodi (oltre al turismo) per migliorare la situazione e la metà di coloro che erano al potere prima dell’odierna sinistra, adesso sono in galera.

 “L’Unione non crede più alla Croazia”, è il titolo del quotidiano di Zagabria Jutarnji List, secondo cui “stando alle previsioni della Commissione europea la Croazia uscirà l’anno prossimo dai paesi in recessione”, ma avrà il tasso di crescita più basso dell’Ue, ovvero “un simbolico 0,5 per cento”. Fino al 2015, comunque, sarà difficile intravedere un barlume di speranza per la crescita del Paese.

Tra le debolezze della Croazia evidenziate dalla Commissione ci sono la mancanza di investimenti, la scarsa competitività delle esportazioni, il calo dei consumi delle famiglie e l’indebitamento delle banche.

Fra i pochi disposti ad investire nella Croazia – non che ci sia da stupirsi visto che sono ovunque – sono i Cinesi, che hanno dichiarato di essere disposti a collaborare nella costruzione delle zone industriali in Croazia e ad incitare l’arrivo dei turisti cinesi in questo paese.

Stato molto giovane (l’accordo di Dayton che sanciva il termine della guerra civile jugoslava fu firmato il 21 novembre 1995), oggi la Croazia è membro non solo dell’UE, ma anche dell’ONU e del Consiglio d’Europa.

Sebbene l’economia non sia delle migliori, si rimane affascinati dall’architettura di questo posto. Frutto di tradizioni composite e retaggi di epoche precedenti, vi sono numerose testimonianze di epoca romana, come testimonia il Palazzo Diocleziano, la porta Aurea e la cattedrale con il suo celebre campanile a Spalato.

Spostandosi più a nord del paese però, come ad esempio a Zagabria, si notano molti edifici fastosi ed austeri, in vero e proprio stile austro-ungarico.

Zagabria, in quanto capitale, è ovviamente sede degli organi centrali dello stato (Parlamento, Governo, Corte Suprema) e praticamente di tutti i ministeri. L’economia di Zagabria è decisamente migliore rispetto a quella di Spalato anche se redditi e prezzi sono però ancora bassi se paragonati ai minimi livelli occidentali.

Il centro si divide in Città Alta (Gornji Grad) sulle colline Kaptol e Gradec e Città Bassa (Donji Grad). Affascinante è il passaggio da l’una all’altra zona, collegate da una funicolare.

Tra i musei e i posti più rinomati da visitare nella capitale Croata ci sono il Museo dell’Arte Contemporanea, il Museo Storico Croato, e certamente la Cattedrale di Zagabria. Quest’ultimo edificio è considerato uno dei simboli della città, con i suoi 105 metri d’altezza è il più alto di tutta la Croazia. I lavori di costruzione della cattedrale iniziarono nel 1093 ed i tatari la distrussero nel 1242. Alla fine del XV secolo i turchi ottomani invasero la Bosnia e la Croazia e costruirono delle fortificazioni intorno alla cattedrale alcune delle quali rimangono tuttora. Nel 1880 un terremoto provocò seri danni all’edificio: il restauro venne guidato dall’architetto Hermann Bollé che le diede la forma che anche adesso presenta.

Infine, va detto che meritano una visita anche i dintorni della città: al di fuori del centro cittadino è possibile vedere la montagna di Medvenica con l’antica fortezza detta Medvedgrad, il fiume Sava, il lago di Jarun, ed il lago di Bundek.

Attenzione però: quasi tutte le zone sono state bonificate dalle mine anti-uomo risalenti alla guerra civile, seppur ancora in alcune posti di montagna l’opera di bonifica non è stata effettuata e non ci sono cartelli ad avvisare gli sfortunati che si avvicinano!

La Croazia può essere definita in molti modi: sicuramente un Paese di estrema bellezza, che purtroppo però non riesce ancora ad intravedere una chiara crescita economica.

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