Wimbledon storia e tradizione: i best moment del torneo

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wimbledon-20101di Lorenzo Centioni 

Il 9 giugno 1877 al All England Lawn Tennis Club and Croquet Club di Wimbledon tra Worple Road e Church Road nasce il più antico torneo di tennis al mondo. La prima edizione conta poco più di venti iscritti. In quella prima edizione Spencer Gore stravince in finale contro William Marshall. Gore sfoggia tutto il suo acume tattico piazzandosi a ridosso della rete e costringendo l’avversario a subire per tutto il match, suscitando le proteste dei mille spettatori. E’ uno sport agli albori ed è proprio in questi campi che edizione dopo edizione il tennis vive la sua evoluzione e i suoi pionieri lo aiutano a crescere.

Nel 1878 Frank Hadow inventa il lob per aggirare Spencer Gore che aveva trovato la sua fortuna tennistica proprio nei pressi della rete. Gli anni passano e i lob la fanno da padrone, gli altissimi pallonetti del reverendo Hartley innervosiscono chiunque, ma nell’edizione del 1881 William Renshaw ha un’intuizione, colpire la palla al volo dall’alto verso il basso, il coraggioso William inventa lo smash e vince il match contro il reverendo Hartley per 6-0, 6-1, 6-1. Per tutto il Novecento le più grandi figure del tennis si sono sfidate sull’erba di Wimbledon segnando la storia di questo sport: da Rod Laver a Bjorn Borg da John McEnroe a Boris Becker; solo lo scempio delle guerre mondiali fermò il torneo per 2 volte, nel 1945 Londra fu colpita dai bombardamenti e la nobile erba di Wimbledon fu destinata all’allevamento di galline e maiali. Ma lo sport risorse e i coraggiosi reduci di guerra onorarono l’erba di Wimbledon, che riprese a crescere lasciandosi solcare da tennisti di bianco vestiti come vuole l’antica tradizione britannica. La fine degli anni novanta vive la grande rivalità tra Agassi e Sampras descritta in maniera perfetta da un articolo di Peter de Jonge del New York Times del 27 Agosto 1995; de Jonge descrive questa rivalità sportiva come una perfetta simmetria; le piccole differenze tennistiche che resero i due dei rivali complementari.

Agassi e Sampras sono uno lo specchio dell’altro. Il loro gioco, le loro menti, si completano, forza per forza, debolezza per debolezza, con perfetta simmetria: Sampras ha il miglior servizio, Agassi la migliore risposta. Agassi il più devastante rovescio lungolinea, Sampras il miglior dritto in corsa. Agassi il più efficace lob in topspin, Sampras lo smash esplosivo.

La rivalità tra i due fu antesignana del tennis moderno e precedette l’epica rivalità dei giorni nostri; quella tra Roger Federer e Rafael Nadal. Anche Robert Foster Wallace scriverà di questa rivalità nel volumetto Roger Federer come esperienza religiosa, descrivendo Federer come il messia del tennis e vedendo in Nadal la sua perfetta nemesi. Nel 2008 proprio il campo centrale di Wimbledon ospita l’ennesima finale tra Nadal e Federer. Il match venne definito come il più grande della storia di questo sport. La partita durò 4 ore e 48 minuti; lo spagnolo andò avanti di due set, poi la pioggia interruppe il gioco, questo favorì lo svizzero che vinse il terzo set al tie break. Federer recuperò lo svantaggio al quarto set aggiudicandoselo nuovamente al tie-break annullando 2 match point. Quando lo spagnolo nell’ultimo set si trovò in assoluta difficoltà stavolta la pioggia venne in suo soccorso, alla ripresa del gioco Nadal tornò in se portando la sfida al 6 pari. Si giocò il long tie break e lo spagnolo si aggiudicò il trofeo in argento dorato; la partita iniziò alle 3 del pomeriggio e per le interruzioni dovute alla pioggia si protrasse fino alle 10 e 30 di sera. Nell’edizione del 2009 venne installato un tetto ritraibile proprio per evitare tali ritardi, sottraendo però al torneo una caratteristica romantica, ovvero quella legata all’instabilità meteorologica, tipicamente britannica, che ha sempre reso Wimbledon teatro di imprevedibili ed epiche sfide.

Quest’anno si ricomincia, con Andy Murray pronto a difendere un titolo conquistato dopo 77 anni passati ad aspettare un britannico profeta in casa. Ci saranno tutti, Federer alla caccia dell’ottava gemma, Nadal per confermare il suo primo posto mondiale, Djokovic per strappargli la testa della classifica. Con ovviamente i vari Wawrinka, Ferrer, Dimitrov, Raonic e Gulbis pronti a tirare qualche tiro mancino ai “soliti” big.

 

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