Nba, Eastern Conference. Miami e Washington in semifinale. Indiana rischia, per Atlanta c’è il match-ball in casa

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di Emanuele Granelli 

Eastern Conference: Miami e Washington le prime a qualificarsi per le semifinali. Indiana sul filo di una crisi di nervi, Atlanta ha il match-ball in casa. Toronto e Brooklyn sul 2-2.

INDIANA PACERS (#1) – ATLANTA HAWKS (#8) (2-3)

Ad un passo dal tracollo. I Pacers, dopo la vittoria in gara 4 in Georgia, sembravano aver rimesso tutte le cose al loro posto: 2-2 e fattore campo riconquistato. Ma Indiana è la solo la lontana parente della squadra affidabile di qualche mese fa e in gara 5 fornisce una prova per certi versi inspiegabile, al limite dell’imbarazzante. La squadra di Vogel dura un quarto, poi concede la bellezza di 41 punti agli Hawks nel solo secondo quarto: è Mike Scott a scavare il solco decisivo con un terrificante 5-5 da tre punti. Indiana prova ad affidarsi a Paul George e nell’ultimo periodo tenta la disperata rimonta (lo svantaggio ha toccato anche il -30 tra i fischi del pubblico), ma un paio di invenzioni di Millsap, l’uomo che più ha fatto male nella serie ai Pacers, regalano il meritato successo agli uomini di Budenholzer. Notizie di Hibbert? Nessuna nuova. Il centro, che l’anno scorso ha fatto passare le pene dell’inferno ai lunghi degli Heat nelle finali di Conference, è letteralmente scomparso dalle rotazioni di Vogel in questi playoff: in gara 5 solo 12 minuti, con nessun punto a referto. La post-season di Hibbert, dal punto di vista statistico, è la peggiore di sempre per quanto riguarda un All-Star (0.8 punti di media). Atlanta ha la grande occasione di chiudere i giochi in gara 6 alla Philips Arena: aria di fallimento e rivoluzione in casa Pacers. La Statistica: Indiana non ha mai vinto una serie di playoff una volta andata sotto 3-2 (record di 0-10).

CHARLOTTE BOBCATS (#7) – MIAMI HEAT (#2) (0-4)

I campioni in carica si sbarazzano facilmente degli Charlotte Bobcats (dal prossimo anno Hornets) in quattro gare e per il quarto anno di fila raggiungono le semifinali della Eastern Conference. Uno “sweep” (“cappotto”) prevedibile alla vigilia, troppo evidente il gap di esperienza e talento fra le due squadre. L’impressione è che gli Heat non abbiano avuto bisogno neanche di ingranare le marce alte per vincere la serie (anche dodici mesi fa, contro Milwaukee, dette la stessa sensazione). “La cosa migliore riguardo questa serie è che siamo migliorati gara dopo gara” ha dichiarato un dominante Lebron James, che ha chiuso questo primo turno con 30 punti di media, solo dietro ad Aldridge in questa post-season. Per Miami, la strada verso le Finals sembra farsi più scorrevole del previsto: in attesa di sapere quale sarà l’avversaria in semifinale (una tra Toronto e Brooklyn), il crollo dei Pacers non può che far piacere alla squadra di Spoelstra. Nonostante abbia sempre eliminato Indiana negli ultimi anni, Miami ha spesso sofferto, per motivi strutturali di squadra, la difesa e il reparto lunghi dei Pacers. Insomma, ad oggi saremmo molto sorpresi se non dovessimo vedere gli Heat nelle Finals per il quarto anno di seguito. La Statistica: LeBron James ha un record di 9-0 nei primi turni dei playoff.

TORONTO RAPTORS (#3) – BROOKLYN NETS (#6) (2-2)

Esperienza contro incoscienza. Si potrebbe riassumere così la serie tra Nets e Raptors, ora sul 2-2. I canadesi hanno riportato in parità la serie grazie ad una prova difensiva straordinaria (solo 79 punti concessi ai Nets alla Barclays Arena), facendo anche a meno di Landry Fields (ottimo difensore) per problemi alla schiena. Lo sfondamento preso da Patterson per una penetrazione un po’ troppo irruenta di Pierce nel finale è la fotografia della partita. In attacco, per Toronto, ci hanno pensato i soliti Lowry e DeRozan, realizzando 46 punti, più della metà dei punti totali della squadra. I Raptors, con il successo in gara 4, hanno riconquistato il vantaggio del fattore campo, sono riusciti nell’impresa di vincere una gara di playoff in trasferta che mancava dal lontano 2001 e, per il momento, hanno i favori del pronostico per il passaggio del turno. Ai Nets è mancato l’apporto realizzativo di Joe Johnson, disastroso in gara 4 con solamente 7 tiri presi dal campo e 7 punti totali. Servirà una nuova impresa a Brooklyn per espugnare nuovamente l’Air Canada Centre come in gara 1 e l’abitudine a giocare certi finali di partita (tutte le prime quattro gare si sono decise nei minuti conclusivi) può aiutare gli uomini di Kidd a ricapovolgere le sorti della serie. La Statistica: in gara 4 Brooklyn ha tirato col 20% (4-20) da tre; in stagione ha tirato dall’arco col 36,9%.

CHICAGO BULLS – WASHINGTON WIZARDS (1-4)

Con un punteggio all’europea (75-69), Washington viola per la terza volta lo United Center di Chicago, elimina i Bulls e si qualifica per la semifinale della Eastren Conference (mancava dal 2005). È stata la serata della consacrazione definitiva di John Wall, decisivo in gara 5 anche dal punto di vista realizzativo e non più solo in regia come nelle prime quattro sfide. La prima scelta del draft 2010 cercava l’affermazione nei playoff alla sua prima apparizione e, come debuttante sulla grande scena, ha stupito tutti per lucidità e capacità di guidare la squadra nei momenti cruciali: un leader. Wall, con l’altra grande sorpresa Beal e il rientrante Nenè (aveva saltato gara 4 per aver fatto scoppiare una minirissa con Butler), hanno messo insieme 61 punti dei 75 totali di squadra in gara 5, trascinando i Wizards ad un successo per nulla scontato all’inizio della serie. Chicago, dal canto suo, è mancata  negli aspetti dove avrebbe dovuto spiccare: difesa, energia e rimbalzi. In gara 5 ci si è messa anche la sfortuna, con la storta alla caviglia di Taj Gibson, uno dei migliori nella serie. L’assenza di un grande leader offensivo in grado di assumersi le responsabilità neii possessi-chiave della partite è un altro elemento su cui la dirigenza dei Bulls dovrà riflettere a lungo quest’estate. Si ripunterà su Rose? Tornerà quello di un tempo? O sarà meglio puntare su un free-agent di grande livello (Anthony, Love)? La Statistica: le ultime tre volte che i Bulls hanno avuto il vantaggio del fattore campo, poi hanno perso la serie, sempre sotto la gestione Thibodeau.

Foto: LicenzaAttribuzioneCondividi allo stesso modo Alcuni diritti riservati a Keith Allison

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