Nba, Western Conference. San Antonio pareggia la serie. Portland, Memphis e Los Angeles possono chiudere alla prossima

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di Emanuele Granelli 

Nella Western Conference regna sovrano l’equilibrio: San Antonio pareggia i conti con Dallas, Memphis, ancora in overtime, mette nei guai i Thunder. I Clippers, scossi dal caso Sterling, si portano sul 3-2. Portland avanti 3-1 sui Rockets.

SAN ANTONIO SPURS (#1) – DALLAS MAVERICKS (#8) (2-2)

La tripla alla sirena di Vince Carter in gara 3 avrebbe demoralizzato e distrutto psicologicamente qualsiasi squadra Nba. Non i San Antonio Spurs: coach Gregg Popovich ne ha viste talmente tante nella sua carriera che un buzzer-beater non lo scalfisce minimamente. E così gli Spurs hanno vinto in gara 4 a Dallas, trascinati da uno strepitoso Manu Ginobili (23 punti e 5 assist) e riportato la serie in parità. Le giocate decisive, però, sono state confezionate da Tony Parker, prima con un jumper dalla media, poi con l’assist per Boris Diaw per la tripla della staffa. Ai Mavericks non è riuscito il miracolo di gara 3, stavolta il lay-up di Monta Ellis, ben contestato dalla coppia Duncan-Diaw, non ha trovato la via del canestro.  Dallas, per vincere la serie, non solo deve violare nuovamente San Antonio, ma avrà bisogno del migliore Nowitzki. Il tedesco, nelle prime quattro gare della serie, ha realizzato 64 punti su 65 tiri (25-65). Da sottolineare, infine, le difficoltà che sta trovando il nostro Marco Belinelli: solamente 12 punti in campo in gara 4, nessun punto. I problemi nascono dagli accoppiamenti difensivi molto sfavorevoli per l’azzurro: Marion o Carter sono due avversari che, per stazza fisica e per centimetri, lo sovrastano. Ora gara 5 cruciale a San Antonio. La Statistica: in gara 4 San Antonio ha ritrovato i punti dalla panchina, ben 50 contro i 30 di Dallas.

OKLAHOMA CITY THUNDER (#2) – MEMPHIS GRIZZLIES (#7) (2-3)

Una serie più equilibrata di così forse non si è mai vista. Quattro delle cinque sfide per ora disputate tra Thunder e Grizzlies si sono decise all’overtime. Una serie incredibile, che si deciderà forse per un paio di possessi. E, a proposito di possessi cruciali, anche gara 5 non fa eccezione. A 10’’ dalla fine, Conley, con Memphis sopra di due, si fa scippare ingenuamente il pallone da un grande “stealer” come Westbrook (tripla doppia per lui), e il play dei Thunder, a campo aperto, infila il canestro del 90 pari. Nell’ultimo possesso Randolph realizza il lay-up a tempo già scaduto e, per la quarta volta di fila, si va al supplementare. Conley si fa perdonare con l’appoggio al vetro con la mano destra del 100-98, con un minuto da giocare. Durant subisce fallo da Tony Allen, ma sbaglia incredibilmente il secondo libero, causa della tensione e anche di un’interruzione, tra un libero e l’altro, dell’arbitro Crawford per sistemare il cronometro. I Thunder hanno un’ultima chance a 3’’ dalla fine: Durant, da tre punti, prende il ferro ed Ibaka segna il tap-in vincente. Solo che la sirena era già suonata e gli arbitri, con l’instant-replay, annullano il canestro, ammutolendo la Chesapeake Arena di Oklahoma City. Memphis avanti 3-2 col match-point in casa. Ma in questa serie può  succedere ancora tutto e il contrario di tutto. La Statistica: non era mai successo nella storia dei playoff Nba che quattro partite consecutive della stessa serie si decidessero al supplementare.

LOS ANGELES CLIPPERS (#3) – GOLDEN STATE WARRIORS (#6) (3-2)

Negli ultimi giorni, si è parlato molto poco della serie tra Clippers e Warriors e si è discusso molto invece di Donald Sterling, un ricco imprenditore americano proprietario dei Los Angeles Clippers, a causa di alcune frasi razziste pronunciate da lui durante una telefonata con la sua ex compagna, alla quale aveva chiesto di non portare delle persone di colore alle partite dei losangelini. Non è la prima volta che succede un fatto del genere, nel corso degli anni erano già circolate diverse sue dichiarazioni razziste: una in particolare, nel 2006, gli costò un patteggiamento da 2,73 milioni di dollari per aver detto di non voler affittare alcuni appartamenti di sua proprietà ad afroamericani ed ispanici. L’Nba, dopo aver ascoltato le registrazioni della telefonata, ha deciso di radiare a vita Sterling, con tanto di multa di 2 milioni e mezzo di dollari. Gara 5 allo Staples Center si è giocata in questo clima piuttosto particolare, con i tifosi ad inneggiare la squadra e, allo stesso tempo, a fischiare duramente il proprietario. I ragazzi di Doc Rivers non si deconcentrati dal caso che li ha investiti in questi giorni e hanno messo in mostra tutta la loro superiorità sotto canestro contro dei Warriors sempre più leggerini. MVP della serata DeAndre Jordan, con una prestazione da 25 punti, 18 rimbalzi e 4 stoppate. Dopo le scintille in gara 4, Curry è tornato quelle delle prime due gare, impreciso al tiro molto falloso in regia.  Con questa vittoria i Clippers si sono assicurati l’eventuale gara 7 in casa, ma ora si torna a Oakland per il sesto atto della serie. La Statistica: l’ultimo giocatore a collezionare 25 punti, 18 rimbalzi e 4 stoppate in una gara di playoff è stato Tim Duncan nel 2008.

HOUSTON ROCKETS (#4) – PORTLAND TRAIL BLAZERS (#5) (1-3)

Overtime che fioccano in questi playoff. Quattro in cinque gare in OKC-Memphis, tre in quattro partite finora disputate tra Portland e Houston. In gara 3 l’eroe inaspettato è stato il rookie Troy Daniels, con la tripla decisiva nel finale di overtime. In gara 4 per la prima volta a vincere è la squadra di casa. Serve che all’ultima azione Wesley Matthews, in raddoppio su Beverley che stava passando su un blocco, si tuffi a terra per il quarto recupero della serata, congelando il + 3 Portland ed evitando di concedere un ultimo possesso ai Rockets che avrebbero potuto prolungare ulteriormente l’incontro. Ora i Blazers, trascinati sempre da Aldridge e Lillard, hanno tre opportunità (di cui una in casa) per volare in semifinale: sarebbe il primo passaggio del turno dal 2000. I Rockets, invece, sono ad un passo dal fallimento: con la coppia Harden-Howard, quest’estate si sono fatti proclami importanti. Dovevano ricoprire il ruolo di protagonisti in questi playoff ed invece stanno per essere eliminati al primo turno dalla squadra rivelazione dell’anno. Adesso per i Rockets sono tutte partite “win-or-go-home”: la prima stanotte, davanti ai propri tifosi. La Statistica: Aldridge ha realizzato 141 punti e catturato 46 rimbalzi nella serie.

Foto: Wikimedia Commonse

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