Ingroia porta in tribunale gli ex alleati, basteranno le elezioni a calmare gli animi?

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di Pierfrancesco Demilito

La Rivoluzione Civile s’è interrotta in tribunale. Solo qualche giorno fa, infatti, l’ex magistrato Antonio Ingroia ha citato Rifondazione Comunista, i Comunisti italiani e la federazione dei Verdi chiedendo il pagamento di ben 896 mila euro, come saldo delle spese sostenute durante la campagna elettorale.

Quella competizione costò 1.566.000 euro, ma tra gli alleati l’unico ad aver saldato il conto è il partito di Di Pietro. I Comunisti Italiani avevano promesso 500 mila euro ma al momento ne hanno versato solo quattromila. I Verdi devono ancora interamente i 100mila euro assicurati e Rifondazione deve ancora 300 mila euro, dei 600mila promessi.

Verdi e Comunisti italiani non hanno partecipato alla prima udienza del processo, che si sta celebrando nel Tribunale di Roma. Era presente invece il legale di Rifondazione Comunista che non ha risparmiato bordate agli ex alleati:«Se c’è qualcuno che deve pagare – ha spiegato l’avvocato Francesco De Petris – non è certo Rifondazione. I Comunisti hanno versato solo 4 mila euro e i Verdi nemmeno un euro».

Niente, la sinistra italiana insieme proprio non ci riesce a stare. E non ci riesce non perché non paga il conto (o meglio, anche perché non paga i conti), ma soprattuto perché ha smesso di creare davvero un’offerta politica, di cercare una visione alternativa. Dall’Arcobaleno in poi abbiamo assistito esclusivamente ad accozzaglie elettorali, incentrate più sulla figura del leader che sulle proposte programmatiche, in cui l’unico progetto è riuscire ad eleggere qualche deputato. E poi, secondo un ormai tradizionale quanto sadico rituale, non appena il risultato viene mancato, inizia il fuoco incrociato tra ex alleati. Il cessate il fuoco arriva solo in prossimità delle elezioni, due mesi di campagna elettorale con le pistole riposte nelle fondine e tanti sorrisi di circostanza.

E questi attori di terz’ordine stanno per tornare in scena tutti insieme appassionatamente in vista delle prossime elezione europee, questa volta tutti ammassati intorno a Tsipras. Per l’Europa Nichi Vendola e Ferrero sono disposti a sotterrare l’ascia di guerra, i Verdi metteranno da parte i malumori nei confronti degli ex amici di Sinistra Ecologia e Libertà, Rifondazione Comunista passerà sopra i conti in sospeso con i Comunisti Italiani. In fondo bisogna sopportarsi solo fino a fine maggio. Per odiarsi c’è sempre tempo!

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