Formula 1, test in Bahrain: vola la Williams di Massa, bene Mercedes e Ferrari, la Red Bull è un mistero

A un paio di settimane dall’avvio del campionato di Formula 1, proseguono i test per le monoposto, volate in Bahrain per valutare velocità ed affidabilità.

Al termine degli “esami”, i voti migliori se li intasca Felipe Massa, il pilota più veloce del lotto che piazza la sua Williams davanti a tutti. E’ una sorpresa la Williams, pessima nell’ultima stagione, apparentemente affidabile e potente in questo 2014 appena sbocciato. Non è un caso, però, che a render meglio in queste prime uscite stagionali siano stati i motori griffati Mercedes: oltre alla Williams (motorizzata dalla casa tedesca), infatti, sono andati benissimo anche Roseberg (Mercedes “originale”), secondo, Perez (Force India) ed i piloti della McLaren, tutte vetture che montano i propulsori nati a Stoccarda. Sembra ben indirizzata pure la Ferrari, stabilmente nelle prime tre posizioni sia con Alonso che con Raikkonen, seppur staccata di ben 2 secondi (non poco) dalla vetta. Problemi per la Lotus, poco affidabile e spesso richiamata ai box, mentre per quanto riguarda la Red Bull, la scuderia campione del mondo nelle ultime 4 stagioni, inizia a sollevarsi un alone che appare sempre più vicino al mistero: la casa austriaca (sempre motorizzata Renault) è scesa in pista solo con Ricciardo che fra l’altro nei giri percorsi è andato pure discretamente, dal momento che Sebastian Vettel è sbucato fuori dai box, ha sentito la sua monoposto zoppicare e l’ha subito riparcheggiata in garage. A fine giornata si è fatto avanti Chris Horner che ha ammesso come la Red Bull sia in ritardo di una decina di giorni rispetto agli altri. Ora, se i problemi accasuati dalle lattine in queste settimane sono piccoli inconvenienti, il ritardo sarà un dettaglio, ma se per la prima volta dopo tanti capolavori meccanici, Adrian Newey avesse progettato una vettura singhiozzante, allora Vettel potrebbe iniziare a preoccuparsi. Fra due settimane a Melbourne, all’esordio mondiale, ne sapremo molto di più.

Marco Milan

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *