FORMULA UNO. Fra mercato piloti e rivoluzioni regolamentari è già iniziato il mondiale 2014

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Da neanche un mese il mondiale ha chiuso i battenti col quarto trionfo iridato di Sebastian Vettel, e già si parla del campionato di Formula 1 che partirà il prossimo marzo. A tenere banco sono le discutibili rivoluzioni regolamentari ed il mercato piloti che infiamma tifosi e scuderie, oltre alla già nota reintroduzione dei motori turbo, come da anniottantiana memoria.

Per quel che riguarda i nuovi motori, tanto per incominciare dalla fine, pare tutto ancora caratterizzato da un bel punto interrogativo. Già, perché senza neanche un metro percorso, è difficile azzardare chi, come, quando e dove avrà vantaggi o svantaggi dal ritorno ai propulsori che utilizzavano Senna e Prost. Si può però dire che Ferrari e Mercedes potrebbero partire leggermente in discesa, essendo le uniche scuderie a fornire sia i motori che i telai; difficile altresì credere che un genio come Newey si faccia trovare impreparato nel disegnare la nuova Red Bull e nel controllare l’efficienza dei motori Renault.

Capitolo regolamenti: passi per l’assegnazione libera dei numeri che i piloti porteranno sulle monoposto e che fino a quest’anno erano affibbiati automaticamente dall’1 al 22 in rigoroso ordine decrescente della classifica precedente, ma la scelta di premiare con il punteggio raddoppiato i punti guadagnati nell’ultima gara stagionale (che nel 2014 sarà quella degli Emirati Arabi e non più il gp del Brasile) ha tutto il sapore dell’assurdità. Assegnare 50 punti al vincitore dell’ultimo gran premio non appare molto sportivo, corretto e neanche meritocratico, sembra quasi che, per paura che il campionato sia noioso come due degli ultimi tre, lo si voglia tener vivo per forza. E’ come se nel campionato di calcio, le vittorie contro la Juventus (o contro chi domina in quel momento) valessero 6 punti anzichè 3. Logico che Sebastian Vettel si sia risentito ed abbia accolto la novità con evidente sdegno; del resto non è colpa sua o della Red Bull se la superiorità dimostrata in questi anni sia stata imbarazzante e non è cambiando i regolamenti che si mettono i bastoni fra le linguette delle lattine austriache, ma si dovrebbe, piuttosto, progettare vetture più competitive, e a questo non deve pensarci la FIA, ma le altre undici scuderie del circus.

Mercato piloti, per concludere: le grandi squadre hanno già tutte la loro coppia: Vettel-Ricciardo per la Red Bull, Alonso-Raikkonen per la Ferrari, Grosjean-Maldonando per la Lotus, Hamilton-Rosberg per la Mercedes, Button-Magnussen per la McLaren; si stanno ancora componendo, invece, i mosaici che definiranno le altre scuderie. Si è rinforzata molto, almeno sulla carta, la Force India, dopo l’ingaggio di Hulkenberg (un ritorno per lui) e Perez al posto dei non confermati Di Resta e Sutil. La Toro Rosso ha confermato il francese Vergne a cui sarà affiancato l’esordiente russo Kvyat, pronto a ricevere l’eredità di Ricciardo, assunto dalla casa madre Red Bull. Novità anche alla Williams dove Bottas, confermato nonostante risultati non certo sfavillanti, verrà coadiuvato e probabilmente coordinato da Felipe Massa, finalmente prima guida di un team dopo gli anni da scudiero alla Ferrari, prima con Schumacher, quindi con Raikkonen ed infine con Alonso. Posto vacante alla Sauber dove di certo c’è solo che una vettura la guiderà Sutil, ma ancora incerto è il nome del compagno di squadra del tedesco: Gutierrez (e sarebbe una conferma per il messicano) e il baby russo Sirotkin (che porterebbe parecchi soldini con gli sponsor sovietici che lo accompagnano) si giocano il sedile numero 2 della scuderia svizzera. In alto mare, infine, le piccole squadre: la Marussia non ha ancora deciso se confermare Bianchi e Chilton, la Caterham potrebbe sostituire uno fra Pic o più probabilmente Van der Garde con Kovalainen, terzo pilota del team gialloverde nel 2013 e andato a scaldare il sedile della Lotus negli ultimi due gran premi stagionali in sostituzione di Raikkonen, ma senza raccogliere altro che due pessimi quattordicesimi posti.

Marco Milan

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