Bonelli eletto portavoce dei Verdi. Il sole tornerà a ridere?

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di Pierfrancesco Demilito

Come ogni autunno, anche quest’anno l’Italia piange le vittime delle ondate di maltempo che sferzano il paese e, come ogni autunno, torna d’attualità il tema del rischio idrogeologico. E così, con le immagini della devastazione in Sardegna ancora negli occhi, apprendiamo che a Chianciano Terme, in occasione della 32ma assemblea nazionale del partito, Angelo Bonelli è stato nuovamente eletto portavoce nazionale della Federazione dei Verdi.

Già, I Verdi, un partito ormai quasi completamente scomparso dalla scena politica italiana ma di cui ci sarebbe un gran bisogno, visti gli immensi drammi e le continue emergenze che causa ogni anno il nostro territorio. Ma se il partito del sole che ride raccoglie alle elezioni percentuali da elenco telefonico non è semplicemente a causa del disinteresse degli italiani per le tematiche ambientali. Buona parte del “merito” di questo fallimento è di quei dirigenti che, nel corso degli anni, sono riusciti a frammentare un progetto politico in una miriade di micropartiti, guerreggianti tra loro.

Anche in passato, quando I Verdi, grazie all’alleanza con il centrosinistra, riuscirono ad arrivare al governo del Paese, non si registrarono particolari risultati e, anzi, l’allora segretario e Ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio, finì al centro della bufera dei rifiuti di Napoli e in un’indagine della Procura di Potenza. Quel governo era il Prodi II e a quelle elezioni la Federazione dei Verdi aveva raccolto il 2% delle preferenze alla Camera, eleggendo 16 deputati. Dopo la caduta del governo Prodi iniziò il declino e la frammentazione, tutte conseguenze pagate duramente nelle urne.

E se in Germania i Verdi sono riusciti più volte a dettare l’agenda politica, da noi dal 2006 il sole che ride è addirittura sparito dalle schede elettorali, aderendo prima all’esperienza della Sinistra Arcobaleno e poi a quella di Rivoluzione Civile, ma in entrambi i casi le coalizioni non hanno superato la soglia di sbarramento.

Dal 2010 ad oggi, la rinascita dei Verdi è stata affidata ad Angelo Bonelli e anche la nuova gestione non ha portato a casa un granché. Bonelli si è speso molto per la vicenda dell’Ilva di Taranto, impegno che però non è stato particolarmente premiato nelle urne: nel 2012 il leader dei Verdi si candidò a sindaco del capoluogo ionico, raccogliendo solo il 12% delle preferenze e non rientrando neanche nel ballottaggio. Questa cocente sconfitta non sembra avergli sbarrato la strada nella Federazione, visto che proprio ieri è stato eletto nuovamente portavoce nazionale. E Bonelli non è l’unico vincitore di Chianciano Terme. Da ormai quattro anni, infatti, i Verdi hanno deciso di affidare la leadership del movimento a due persone: un uomo e una donna. Insieme a Bonelli è stata eletta la veneziana Luana Zannella. Buon lavoro a entrambi, e di lavoro ne avranno certamente tanto. Il nostro Paese, il nostro territorio, ha bisogno di una forza politica che riporti al centro del dibattito le tematiche ambientali, quelle vere. Davvero non vorremmo dover ricordare i Verdi italiani esclusivamente per le foto di nudo di Marina Ripa di Meana.

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One thought on “Bonelli eletto portavoce dei Verdi. Il sole tornerà a ridere?

  1. I toni celestini c’ha l’Ascanio,
    il sole ride verde di Bonelli.
    Vedremo se i nipoti dello Scanio
    sapranno in mezzo ai lupi essere agnelli.

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