Regionali Basilicata, la linea del rinnovamento che ripropone le stesse facce

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di Lucia Varasano

Come poter definire le Elezioni Regionali in programma il 17 e 18 novembre in Basilicata senza aggiungere qualcosa di misto tra l’incredulità e il ridicolo.

I candidati a Presidente della Regione sono stati quasi tutti ufficializzati nell’ultimo giorno utile alla presentazione delle liste, il 19 ottobre. La data X, quella in cui finalmente si sarebbe potuto avere un quadro chiaro delle forze politiche in campo. E invece tra ricorsi e sentenze già pronunciate i lucani sono ancora in attesa di un reale censimento, che sarà possibile solo in seguito alle decisioni del Consiglio di Stato che dovrà pronunciarsi su tre liste escluse dalla competizione.

Ma andiamo con ordine. La Basilicata esce da Rimborsopoli, l’inchiesta sulle spese pazze di consiglieri e assessori che hanno portato allo scioglimento del Consiglio della Regione e al voto anticipato. La Basilicata è una regione rossa, con lo strapotere della sinistra che qui governa da quasi un ventennio. Il Pd è il partito egemone che ha dovuto fare i conti con i suoi membri coinvolti nell’inchiesta e che per questa tornata elettorale avrebbe dovuto ripulirsi perbene, spingere al rinnovamento (e questa era la linea proposta dai Giovani Democratici con in testa Piero Lacorazza) e cambiare/azzerare la classe politica dirigente.

Ha deciso dunque d’indire le primarie che da strumento democratico sono diventate l’ennesimo atto confusionario di un partito che perde colpi ma non vuol perdere i soliti compagni e dunque i soliti voti, quelli consolidati dalle pratiche clientelari. Così, alla faccia del rinnovamento De Filippo, l’ex governatore è passato da Presidente della Regione a reggente della segreteria del Pd, mentre dalle Primarie è uscito vittorioso l’ex assessore regionale alle attività produttive Marcello Pittella, oggi candidato alla Presidenza della Regione nella coalizione di centrosinistra.

Compagine che sarebbe poi la stessa con cui Scelta Civica ha tentato invano l’accordo prima di decidere la corsa alla Presidenza con Tito Di Maggio e chiudere l’alleanza con il centrodestra trovando l’ appoggio di Pdl, Udc, Grande Sud e Fratelli d’Italia. Il sostegno del partito della Meloni e quello di Casini viene giustificato qui come la scelta di “dar manforte alla discontinuità” ma è solo l’ennesima anomalia lucana.

Nella Regione stanno pesando non poco gli equilibri nazionali. Il Pdl (forse troppo concentrato sul destino del partito nelle mani del mattatore Berlusconi) per la Basilicata non è nemmeno riuscito a trovare un candidato alla Presidenza e ha preferito appoggiare il candidato di Scelta Civica annunciato lo stesso giorno in cui Mario Monti ha dato le dimissioni dal partito. Pura casualità? Probabilmente anche la Basilicata sta mutando gli equilibri nazionali e sembra che qui Scelta Civica stia strizzando l’occhio proprio alla componente alfaniana del Pdl in vista restyling del partito.

Ma non è l’unico esempio d’influenza. Per questa tornata elettorale infatti quasi tutti gli schieramenti politici hanno visto coinvolti i “big” della politica di casa nostra. Gulgielmo Epifani è intervenuto per dirimere le controversie all’interno del PD post-primarie e pre-convergenza su Pittella; Marco Pannella è sceso in prima persona a sostenere i Radicali Lucani con capolista il segretario lucano Maurizio Bolognetti che candida alla Presidenza della Regione Elisabetta Zamparutti per la “Rosa nel Pugno”, in cui Emma Bonino e “Marcolone” sono direttamente eleggibili.

Radicali che qui tra l’altro sono sul piede di guerra e continuano a denunciare le irregolarità nella raccolta delle firme, in particolare di Sinistra Ecologia e Libertà, che sarebbe avvenuta in modalità non proprio regolari. La convergenza di Sel sulla candidata a Presidente della Regione, Maria Murante, è stata molto travagliata e la portavoce del partito è subentrata alla giurista Silvana Arbia proprio nella notte tra il 18 e il 19 (termine ultimo per la presentazione delle liste).

Il Partito di Vendola, dopo lo strappo con il centrosinistra ha deciso di correre da solo, nonostante il Pd abbia aggiunto una dichiarazione d’intenti al codice etico fortemente voluta proprio da Sel e Rifondazione Comunista che per apparentarsi al Partito democratico chiedevano l’esclusione delle personalità coinvolte in Rimborsopoli.

Insomma, pochi i partiti fuori dal calderone: quelli saldi alla fede ideologica come “Il Partito comunista dei lavoratori” che candida Florenzo Doino, e la lista di “Matera si muove” con Doriano Manuello.

E poi c’è il Movimento 5 stelle che candida Piernicola Pedicini subentrato a Giuseppe Di Bello, vincitore ufficiale delle regionarie poi scartato per il processo penale in corso a suo carico (ha la fedina penale pulita ma è stato condannato in primo grado sulla vicenda del Pertusillo) e che ha creato una propria lista “Liberiamo La Basilicata” apparentata a Sel ora al vaglio del Consiglio di Stato.

In Basilicata il Movimento Cinque stelle non attecchisce ma potrebbe essere un catalizzatore del malessere, contrastato dalla lista “Regionali 2013” con Franco Grillo candidato a Presidente che potrebbe sottrarre voti ai grillini che a loro volta hanno presentato il ricorso al Consiglio di Stato definendo quella del “Movimento Grillo Lavoro e Pensioni” una lista “civetta” .

Fuori dalle considerazioni squisitamente tecniche e dall’orientamento dei partiti, la politica lucana di queste settimane è stata fin troppo preoccupata a distribuire incarichi e assegnare poltrone per riflettere invece su quella che potrebbe essere un’ondata di astensionismo. I cittadini appaiono sempre più distanti. Pochi hanno un quadro chiaro dello scenario politico, in pochi sanno chi sono i candidati e le coalizioni, tanti quelli informati che non accettano le alleanze, gli scontenti, i delusi.

Quello che è chiaro è che la Basilicata appare adesso come un grande laboratorio politico a cielo aperto  in cui si distruggono gli assetti e gli indirizzi dei partiti in virtù delle larghe, larghissime, intese che qui trovano terreno fertile e si apprestano a governare.

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One thought on “Regionali Basilicata, la linea del rinnovamento che ripropone le stesse facce

  1. Lasciate perdere! sono tutti della stessa pasta: lasciatelo dire da chi ha votato da una vita. statevene a casa e non avrete rimorsi o pentimenti!

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