Formula 1. Gp di Spa: Vettel stravince davanti ad uno straripante Alonso, terzo Hamilton, Raikkonen ko

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Il Gran Premio del Belgio va a Sebastian Vettel, dominatore dal primo all’ultimo giro sullo storico circuito di Spa. Il campione del mondo, partito secondo dietro a Lewis Hamilton, prende la testa della corsa dopo la prima curva grazie ad un maestoso sorpasso sul pilota inglese della Mercedes e non la molla più andando a mettere un altro mattoncino sul quarto titolo mondiale, ormai davvero ad un passo.

C’è poco da aggiungere allo strapotere di Vettel e di una Red Bull eccezionale, soltanto qualche numero che consacri ancora di più l’erede di Michael Schumacher: 31.ma vittoria in carriera, quinta quest’anno, seconda in Belgio, un campionato del mondo che non si capisce come possa sfuggire al biondino con il numero 1 sulla carena della macchina. A otto gare dal termine il mondiale sembra sempre più diretto verso l’alleanza Austria-Germania, ovvero Red Bull-Vettel. Alle spalle del missile travestito da lattina giunge un sontuoso Fernando Alonso, alla guida di una Ferrari di nuovo competitiva e lui, lagnoso col team di Maranello negli ultimi due gp, di nuovo cattivo, essenziale e determinato; parte come lanciato da una fionda lo spagnolo che in griglia era nono e che dopo mezzo metro di gara si ritrova quinto e poi si scatena, supera un Hamilton abulico e si porta in seconda posizione pur intuendo da subito che contrastare Vettel sarà impossibile. Alonso ha di che essere soddisfatto, in ogni caso, nonostante lo svantaggio dalla prima posizione in classifica sia aumentato e nonostante il divario dalla Red Bull resti ampio; Fernando guadagna comunque una posizione nel mondiale, tornando secondo grazie al primo ko di Raikkonen dopo 27 gare utili consecutive e bloccato a Spa da un problema ai freni, in una gara in cui, ad ogni modo, il finlandese era in difficoltà e bazzicava tra l’ottava e la decima posizione. Un Raikkonen che abdica o quasi in chiave titolo iridato. Così come Lewis Hamilton, partito in pole position e bruciato in gara prima da Vettel e poi da Alonso, per un terzo posto che non serve a nulla, in ottica rincorsa mondiale men che meno. Quarto e quinto posto per l’altra Mercedes e per l’altra Red Bull: Rosberg, anonimo ed ormai rassegnato a svolgere il ruolo di scudiero al più pimpante Hamilton, e Webber, partito in modo disastroso come spesso gli accade e poi incattivito nel tentativo di andarsi a prendere un podio oggettivamente complicato. Felipe Massa chiude settimo, senza infamia e senza lode, così come Grosjean, ottavo, a cui non è stata utile neanche la strategia di fermarsi solamente una volta ai box. Buona invece la prestazione di Jenson Button, sesto, grazie alla sua guida esperta ed aggressiva, ma anche ad una McLaren in lenta ma costante ripresa.

In classifica, come detto, Vettel saluta la truppa portandosi a quota 197 punti, 46 in più di Alonso che si porta a 151 scavalcando Raikkonen che diventa quarto, superato anche da Hamilton (139 punti per il pilota britannico, 134 per il finlandese).

E fra quindici giorni si va a Monza, ultimo gran premio europeo della stagione. Ancora due settimane e sarà di nuovo Formula 1.

di Marco Milan

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