Unione Europea: G7 non trova posizione comune sui prestiti garantiti

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di Francesco Galati

Al meeting dei ministri del tesoro del G7 si respirava un’aria pesante, soprattutto in seguito all’attacco effettuato dal ministro tedesco Schauble tramite le pagine del Der Spiegel.
La questione riguarda nello specifico il presidente della BCE Mario Draghi che è stato accusato dal ministro tedesco di essere troppo italiano, intendendo che la manovra degli abs (asset backed securities) ossia l’acquisto di prestiti garantiti da parte della BCE per aiutare i paesi in difficoltà, sarebbe una manovra voluta da Draghi quasi solamente per aiutare le economie in affanno degli stati dell’Europa del sud (PIIGS), e nello specifico per aiutare l’Italia.

Schauble c’è andato giù pesante sostenendo che l’agevolazione in questione, nel caso italiano, permetterebbe di rimborsare circa 70 miliardi di euro di crediti alle aziende coprendo con l’aiuto della BCE la mancanza di fondi e questo rappresenterebbe, secondo il ministro, “Un finanziamento di Stato nascosto”.

Secca la risposta di Draghi che ha replicato sostenendo che la BCE “non ha una posizione riguardo gli abs”.

Il discorso è poi entrato nel dettaglio: Draghi ha precisato che gli abs sono una delle manovre che sono state prese in considerazione ma non la soluzione definitiva. Infatti, mentre la raccolta per le banche sembra tornata a livelli precedenti il 2008, la questione del credito è ancora complicata e dato che gli abs si basano sugli attivi degli istituti bancari rappresentano una situazione di azzardo morale. Pertanto, la questione è ancora aperta e sono in corso studi su come affrontare il problema di scarsa liquidità che le banche forniscono ai cittadini e alle imprese.

Sembra piuttosto fuori luogo la questione sollevata da Schauble non tanto per quel che riguarda gli abs, che certamente presentano delle criticità e degli aspetti che vanno studiati e contestualizzati in maniera precisa, ma la perplessità riguardo le modalità e tempistiche in cui la critica giunge.
Se è vero che la Germania risulta essere il paese più virtuoso dell’area UE (ma bisognerebbe discutere a lungo su cosa significa essere virtuosi…) è anche vero che sembra il meno sportivo, e l’attacco a Draghi appare non solo privo di buon gusto ma anche di fondamento.

 

 

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