Somalia: le cifre della carestia lette in Italia

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di Alessandra Vitullo

Ieri, a Mogadiscio, un kamikaze si è fatto esplodere vicino a un convoglio del governo, nel quale si trovavano anche dei funzionari del Qatar, provocando la morte di 10 civili. Tra il 2010 e il 2012 l’esplosione della peggiore carestia degli ultimi 25 anni, sempre in Somalia, ha causato la morte di 258 mila persone. L’ha evidenziato un rapporto pubblicato, lo scorso 2 maggio, dalla Fao e della Food Security and Nutrition Analysis Unit for Somalia, sottolineando che tra le vittime 133 mila sono bambini al di sotto dei 5 anni.

In 2 anni, in Somalia, è quindi scomparso il 4.6% del totale della popolazione e ancora oggi circa 2.700.000 persone si trovano in pericolo di vita e necessitano di beni di prima necessità.

Abituati ad ascoltarle, tali cifre ormai non restituiscono più l’enormità della tragedia che si sta consumando in Somalia. I numeri potrebbero, forse, acquistare nuova consistenza se si pensasse che bisognerebbe aggiungere circa 7 mila persone al doppio della popolazione dell’intera Valle d’Aosta, per avvicinarsi alla cifra 258 mila persone. Neanche se contassimo tutti gli immatricolati a tutte le università di Italia nell’anno 2012, raggiungeremmo tale cifra, ne mancherebbero, infatti, altri 20 mila. Mancherebbero più di 20 mila persone anche a tutti gli abitanti di Trieste e forse ci si potrebbe arrivare con tutti gli abitanti di Campobasso, insieme alla metà della popolazione di Isernia.

Per farsi un’idea di quanto grave sia il dato della mortalità infantile, basti pensare che il numero delle nascite nel nostro Paese nel 2012 è stato di 45 mila neonati, il che vorrebbe dire che nei prossimi tre anni la natalità, in Italia, dovrebbe essere pari a zero. 2.700.000 persone che ancora vivono in stato di indigenza, sarebbero tutti gli abitanti di Torino e di Alessandria; mentre se in 2 anni sparisse il 4.6% della popolazione italiana, ci sarebbero in meno 2.600.000 persone, ossia non esisterebbero le province di Reggio Emilia, Parma, Ferrara, Bologna, Modena.

Le cause che hanno portato la terribile carestia sono da ricondurre alla coincidenza di diversi fattori. Il primo tra tutti è certamente legato alla siccità, la peggiore degli ultimi 60 anni, che, da luglio 2010 a giugno 2011, ha colpito la parte orientale del Corno d’Africa, e che, unita alle guerre civili che hanno impedito il  rapido arrivo degli aiuti umanitari, ha affamato l’intera Nazione. Ma no, del morire di fame è quasi impossibile farsi un’idea.

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