E-nclusion: fa crescere giovani cittadini europei

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di Eloisa De Felice

Celje, Slovenia – Per una intera settimana un gruppo internazionale di giovani provenienti da mezza Europa si sono incontrati per lavorare insieme in workshop teorico-pratici di social communication e strategie web. Dichiarato obiettivo: studiare le tecniche e le potenzialità di questi strumenti per il lancio e/o rilancio delle ONG o ONLUS di cui fanno parte nelle loro Nazioni. Ma non solo: cooperazione, dialogo, scambio di know how, attività di confronto con tutor esperti del settore e molto altro, perché i ragazzi/e intervenuti/e potessero acquisire competenze trasversali spendibili anche nel difficile mondo del lavoro.

Anche se fredda, la Slovenia ha saputo scaldare i partecipanti: dalla location in stile fiabesco, ex convento in cima ad una collinetta dalla quale si domina la città di Celje, al cibo locale, in particolare svariati tipi di pani deliziosi, passando per la neve che ha imbiancato, sofficissima, tutto il
paesaggio. E poi, il team e le molteplici attività proposte: dal learning by doing, ai serious games, passando per i social tools e molto altro ancora. I giovani, provenienti dalla Repubblica Ceca, dalla Germania, dalla Polonia, dall’Italia, dalla Gran Bretagna e dalla Slovenia, appunto, hanno avuto un gran bel da fare.

Il progetto E-nclusion nato nell’ambito del programma europeo Youth in Action, a cura dell’EACEA – Education, Audiovisual and Culture Executive Agency, non si propone un modello di formazione ed educazione dall’alto, ma un lavoro cooperativo che mira a rendere ciascuno non solo padrone dei potenti strumenti social online, ma anche capace di sfruttarli per fini d’inclusione e partecipazione. All’interno del più generale programma di media education al quale l’Europa lavora, la cittadinanza attiva, propositiva e interattiva sembra, infatti, il punto nodale della questione, vista anche la diffusa e difficile congiuntura economico-sociale-politica.

Giovani cittadini europei, quindi, che grazie alla conoscenza dell’inglese e dei web tools, lingue franche, possano non solo conoscersi, diventando portatori di uno spirito rispettoso delle differenze altrui, ma anche collaborare insieme, nell’ottica di costruire network e percorsi di vita comuni e condivisi. Con lo sforzo di ciascun, pian pianino, sempre più vera e trasformabile in realtà appare la frase: “l’unione fa la forza!”. Soprattutto, se uno ha l’ardore e la voglia di mettersi in gioco e provarci!

Vuoi sapere di più dei progetti e dei team di lavoro intervenuti? Puoi consultare:

– Germania: Starkmacher

– Gran Bretagna: Charisma Community Projects  

– Italia: NetOne

– Polonia: Fundacja Kultury Audiowizualnej STREFA SZAREJ

– Repubblica Ceca: Petrklíč help, o.s.

– Slovenia: Socialna akademija

 

 

Foto di Simona Osterc

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