Colpi di scena e nuove alleanze, la “telenovela” all’italiana delle elezioni

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di Valentina Verdini

Il clima che si respira ad un mese dalle elezioni politiche, è quello di una ressa collettiva. A contendersi un posto in Parlamento e la guida del paese, c’è un po’ di tutto: centristi, pidiellini, democratici, tecnici, associazioni, movimenti, sinistra, legalitari. Non è più un duello vis-à-vis ad animare quotidianamente le giornate del popolo di elettori, ma una baruffa generale che sempre più prende i toni di una telenovela. Secondo Wikipedia il serial televisivo <<ha lo scopo di tenere desta l’attenzione dei suoi telespettatori e quindi fa un assai ricco uso di colpi di scena, capovolgimenti imprevisti, indizi premonitori, rivelazioni clamorose e risolutive e fondamentale è il meccanismo a puntate>>.

Ritorni di fiamma- Dopo parole come “mai più”, “meglio soli che male accompagnati”, lunghi tira e molla, torna il sereno tra Pdl e Lega Nord. L’accordo siglato nella villa di Arcore, cela l’alleanza tra Roberto Maroni e Silvio Berlusconi. Il leader di Lega Nord mette però delle condizioni: <<Berlusconi guida la coalizione ma non sarà premier. Quest’ultimo si deciderà congiuntamente dopo il voto>>. Allo stesso tempo Maroni cerca di giustificare il ritorno al vecchio “compagno” di lotta perché finalizzato a vincere le regionali in Lombardia che si terranno insieme alle politiche del 24 e 25 febbraio. Ciò che interessa a Maroni è realizzare il tanto agognato federalismo, trattenere le tasse al Nord evitando che vengano sperperate dalla “Roma ladrona” e dal Sud lassista. Poco importa, se l’alleanza preveda anche la presenza del Grande Sud di Miccichè.

Nuovi amori- C’è poi chi <<lascia la strada vecchia per quella nuova>>, come Gianfranco Fini che sceglie di correre assieme a Pier Ferdinando Casini e Mario Monti con la speranza di raccogliere voti dall’area cattolico-liberale. Tuttavia, non è un abbandono totale dal momento che il bocconiano Monti non esclude aperture con Pd o Pdl nel post elezioni, a patto che Berlusconi lasci la guida del suo partito. L’eventualità si manifesterebbe solo per consentire la governabilità del paese, ovviamente per il solo bene del paese.

Un’infatuazione temporanea, invece, tra Marco Pannella e Francesco Storace. Il leader storico dei Radicali ha prima aderito ad un’alleanza con La Destra per le regionali nel Lazio, saltata pochi giorni dopo per motivi “tecnici”.

Antonio Ingroia, l’ex magistrato candidato premier con Rivoluzione Civile, riesce a mettere d’accordo Idv, Verdi, Prc, almeno per il momento. Sono tante le tematiche sulle quali è possibile lo scontro, una tra tutte la questione Tav la quale ha già provocato un primo strappo tra Idv, Ingroia e movimento No Tav.

Divorzi-  Celebrato anche un divorzio ufficiale, quello tra Nicola Cosentino e il Pdl, subito seguito da un melodramma in pieno stile soap opera. L’ex sottosegretario all’Economia accusato di corruzione e collusione con la camorra, dopo aver appreso dell’esclusione dalle liste, sarebbe scappato con i fogli contenenti le candidature per Senato e Camera nell’ultimo giorno utile per la presentazione alla Corte d’Appello di Napoli.

Segreti (s)coperti- In una telenovela che si rispetti, non può mancare l’elemento sorpresa, il segreto celato per anni e che per una inspiegabile fatalità, viene di colpo reso noto. In questo caso, parliamo dello scandalo derivati del Monte dei Paschi di Siena. Si parla di un buco in bilancio che ammonterebbe a circa 740 milioni di euro, di operazioni su derivati condotte dall’ex presidente Giuseppe Mussari di cui la Fondazione Mps, roccaforte del Pd senese, non è a conoscenza, di una Banca d’Italia che non ha espletato efficientemente la sua funzione di vigilanza. Eppure stando a quanto riportato dal sito web Linkiesta, Banca d’Italia già nel 2010 intuisce che qualcosa in Mps non va. L’effetto boomerang è immediato sia in Borsa, dove nei giorni scorsi il titolo senese perde l’8%, sia per il Pd accusato di avere delle responsabilità nel gruppo senese.

Insomma, gli ingredienti di una telenovela ci sono tutti. I nostri candidati sembrano somigliare sempre più ad attori latino-americani, se non fosse per l’assenza dell’abbronzatura oltreoceano che fa tanto invidia soprattutto al nostro caro B.

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