Alla tv italiana Gaza non interessa, anche la Rai spaventata dagli ascolti

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di Pierfrancesco Demilito

Nelle scorse settimane l’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America ha monopolizzato i palinsesti della televisione italiana. Nella notte dello spoglio abbiamo assistito ad una lunga diretta, praticamente a reti unificate. Ogni trasmissione, ogni Tg, ogni rete aveva un suo inviato negli States. A raccontarla così sembrerebbe che le tv nostrane siano attentissime alla cronaca e all’approfondimento delle notizie estere, ma in realtà, purtroppo, non è così. Oltre al racconto di uno spoglio elettorale che provoca sempre un brivido negli anchorman italiani e a qualche gossippata sulla corona britannica, sono davvero poche le notizie che riescono a passare le Alpi. O meglio, in poche riescono ad andare oltre il servizio di novanta secondi nei telegiornali e a guadagnarsi un vero e proprio approfondimento.

Le cose vanno diversamente nel resto d’Europa, ma è evidente che in alcuni Paesi (la Francia e il Regno Unito, ad esempio), caratterizzati da un’importante storia coloniale, la diffusione di notizie estere sia stata certamente più semplice e quasi naturale. In ogni caso, nell’era globale anche la televisione italiana, prescindendo dalla storia del nostro Paese, dovrebbe mostrare una maggiore attenzione ai fatti del mondo.

Nell’ultima settimana, ad esempio, è stato assordante il silenzio dei programmi d’approfondimento sulla vicenda Gaza. E pensare che Vespa lunedì 12 novembre, mentre su Gaza continuavano i bombardamenti, una puntata di Porta a Porta dedicata a una notizia proveniente dall’estero l’ha anche fatta. Peccato, però, non si parlasse del conflitto tra Israele e la Palestina, ma dello scandalo che ha travolto il Generale americano Petraeus. Una puntata intitolata “Tutte le donne del Generale”.

Ma Vespa non è stato l’unico a dimenticarsi di Gaza. Nessun programma di approfondimento ha dedicato una puntata al recente conflitto e persino Gad Lerner, che in passato aveva mostrato una certa attenzione alla vicenda, questa volta si è limitato a un rapido passaggio nell’apertura de L’Infedele. Neanche Enrico Mentana, che da quando è direttore del Tg di La7 non ha perso un’occasione per dar vita a speciali e lunghe dirette, ha ritenuto utile dedicare uno spazio a Gaza.

Se comprendiamo che un’emittente privata sia più attenta agli ascolti che a fornire un servizio utile al cittadino, vorremmo che almeno il servizio pubblico, in quanto tale, guardasse oltre lo share per informare e formare gli italiani.

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