Primarie Pd, Bersani e Renzi al ballottaggio

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di Pierfrancesco Demilito

E’ finito lo spoglio del primo turno delle primarie del centrosinistra e a guardare il numero dei votanti potremmo dire che il primo sconfitto è il Pdl. La grande partecipazione a questa tornata elettorale ha affossato le primarie del centrodestra che, in un mese, difficilmente riuscirà a replicare un tale successo. Berlusconi sa bene che le primarie sono per il suo partito un’arma a doppio taglio e quindi ieri ha provato a sottrarre la scena al Pd, annunciando di essere pronto per un ritorno in politica. Un impegno che potrebbe far saltare le primarie del centrodestra nonostante le resistenze della movimentista Meloni.

Quella di ieri non è stata una giornata facile neanche per Grillo, visto che da più di 3.000.000 italiani è arrivato, in un modo o nell’altro, un segnale forte contro l’antipolitica. Che abbiano votato per Bersani o per Renzi, gli italiani hanno dimostrato chiaramente di volersi interessare della politica e di voler essere protagonisti di un processo democratico.

I dati finali sono ancora ufficiosi ma dalle urne è uscito in vantaggio Bersani con il 44,9%, seguito da Renzi con il 35,5%. Saranno loro i protagonisti del ballottaggio che richiamerà alle urne il prossimo 2 dicembre gli elettori di centrosinistra. Il risultato del segretario del Pd era ampiamente previsto ma quanto raccolto da Renzi, anche se non può essere definito una sorpresa, è più di quello che in molti si aspettavano, in particolare considerando che l’establishment del partito era ampiamente schierato con Bersani.

Il sindaco di Firenze ha vinto in Toscana e in Umbria, ma anche in Emilia, pur non riuscendo a superare Bersani, ha mantenuto un distacco minimo (questa sì, una sorpresa). Bersani, invece, ha trovato nel Sud Italia il suo zoccolo duro. In Calabria, ad esempio, il segretario ha sfiorato il 60% delle preferenze.

Decisivi per il secondo turno saranno gli “apparentamenti” con i candidati che non sono riusciti ad accedere al ballottaggio. I voti più ambiti sono quelli di Vendola (15%), ma fanno gola anche quelli di Tabacci (1.2%) e Puppato (3%). I giochi sono aperti e non esiste un risultato scontato, in questa settimana toccherà a Bersani e a Renzi giocarsi le proprie chance.

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