Latina e le mafie: l’impegno di Libera. Intervista a Antimo Lello Turri

Dal canale youtube del Fatto Quotidiano

di Eloisa De Felice

Il loro “lavoro”? Costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità, ovunque in Italia. “È un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!”. E per fortuna, di noi tutti, dal primo all’ultimo, non solo sono super impegnati nel farlo, ma i risultati sono anche evidenti, viste le intimidazioni che subiscono, un giorno sì e l’altro pure. Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie è dal 1995 a lavoro su tutto il territorio nazionale. Il suo impegno nel promuovere la legalità e sollecitare la giustizia è instancabile e temerariamente portato avanti insieme ai giovani, alle scuole, alle autorità, alle altre associazioni partner e non solo. Abbiamo incontrato Antimo Lello Turri, referente del coordinamento provinciale di Latina.

Come è sorta Libera in provincia di Latina? In particolare, come è nato il giovanissimo “Villaggio della Legalità Serafino Famà” in quel di Borgo Sabotino?

Libera in provincia di Latina è nata dall’esigenza della denuncia documentata in una terra in cui la presenza delle mafie è stata per anni negata o sottovalutata. La sua genesi è dovuta alla collaborazione di svariate realtà del territorio: sindacati di polizia, associazioni locali e singoli motivati dalla convinzione che le mafie esistono, ma esiste soprattutto la Latina delle persone oneste e corresponsabili in cammino per legalità e giustizia sociale. Il bene di Borgo Sabotino è stato assegnato ad Aprile del 2011 a Libera dal Commissario Prefettizio di Latina, Guido Nardone. Si tratta di un terreno di circa quattro ettari confiscato per abusivismo edilizio, su cui sorgeva un campeggio abusivo. Ora è riutilizzato dalla rete delle associazioni aderenti a Libera ed è dedicato alla memoria di Serafino Famà, vittima innocente della mafia.

Come si declina il vostro lavoro in questa bellissima provincia che, però, nel legale come nell’illegale, purtroppo, è uno snodo tra la capitale d’Italia e la regione Campania?

Il lavoro di Libera nella provincia di Latina, rispecchiando la vocazione nazionale dell’associazione, è incentrato sul valore della testimonianza contro le illegalità e le mafie, per i diritti contro i soprusi, per il lavoro vero contro lo sfruttamento, per la parola contro la violenza. Gli incontri nelle scuole di tutta la provincia, fanno parte della nostra ferma convinzione che l’educazione alla responsabilità e alla legalità siano lo strumento adatto perché l’antimafia sociale si affianchi a quella militare e giudiziaria portata avanti con coraggio dagli uomini e le donne dello Stato. La denuncia documentata di come il sistema mafioso avvelena il territorio e la sua economia è momento fondamentale di questo cammino.

E’ più difficile spiegare la legalità e l’impegno che essa comporta ai giovani o agli adulti? C’è un episodio che l’ha profondamente emozionata, durante le  vostre iniziative nelle scuole ad esempio?

Condividere testimonianza nelle scuole e tra i gruppi di giovani non è cosa facile, perché i ragazzi pretendono, giustamente, credibilità. Se non sei credibile i ragazzi rifiutano il tuo messaggio. E la credibilità si costruisce ogni giorno, con gli sforzi e la fatica. Quello che ci sta dando forza e voglia inarrestabile di continuare a fare rete sono le parole dei ragazzi di cui non conosciamo neppure i nomi e i cui volti vediamo per la prima volta: ci fermano per strada o ci contattano via mail per dichiarare la loro disponibilità ad intraprendere la nostra strada e partecipare alle attività del Villaggio di Sabotino. Questo sta avvenendo sempre con maggiore frequenza dal giorno dopo la devastazione avvenuta nel mese di Ottobre ai danni del bene confiscato.

Ultimamente avete subito intimidazioni, sabotaggi e danni, sia al Villaggio sia alla sede di Sabaudia. Questi atti suscitano rabbia, voglia di fare meglio o cosa d’altro?

Dalle devastazioni e gli atti vigliacchi di intimidazione è inutile negare che derivi tanta rabbia. Tuttavia è importante che dall’istante dopo quella rabbia si trasformi in impegno quotidiano che duri 365 giorni l’anno. Per questo abbiamo portato avanti le attività previste già dalla sera stessa della devastazione del Villaggio. Questo è stato il nostro modo di rispondere a chi ha compiuto quegli atti di violenza. Abbiamo risposto che non si può fermare il lavoro di chi, in tanti, lavora e si impegna per la dignità, i diritti e la cittadinanza.

Questa terra, ex-palustre, è purtroppo oggi profondamente collusa con la mafia. C’è un progetto, in particolare, sul quale state già lavorando o in catiere sul lungo termine, con il quale pensate di “ribonificarla” dalla criminalità?

Dire che questa terra è collusa con la mafia sarebbe un offesa per la valanga di onestà che inarrestabile sta dimostrando di esistere. Le persone vere di questa provincia sono stanche delle mafie e chi le sostiene. Le mafie tradizionali e quelle autoctone hanno contaminato parti consistenti del nostro territorio asfissiando i nostri commercianti, avvelenando valli fertilissime con bidoni tossici, ucciso e minacciato, comprato alcuni uomini politici, d’affari o presunti tali. Talvolta le vittime si sono trasformati in carnefici. L’impegno che Libera si propone di rafforzare è quello degli incontri, della sensibilizzazione, della denuncia. Per questo con i ragazzi del coordinamento di Latina abbiamo realizzato un documentario sulle mafie della nostra terra che da oltre un anno sta facendo il giro delle scuole, delle sedi istituzionali e associazionistiche. Stiamo preparandone un altro che sia il prosieguo di questa attività.

Utopia o realtà. Un “domani” l’Italia è tutta restituita alla legalità. In che anno siamo? Come ci siamo definitivamente riusciti?

Ci siamo riusciti se tutti facciamo la nostra parte senza delegare ad altri, senza aspettare che qualcuno lo faccia per noi. Tutti, nessuno escluso, dobbiamo sentirci corresponsabili di quanto accade senza ricorrere a facili semplificazioni.

Latina, come provincia, ma in definitiva tutta la Nazione, sta vivendo profondamente la crisi economico-sociale di questi tempi: fabbriche che chiudono, giovani senza lavoro, operai in cassa integrazione. In questo contesto cosa vuole dire il referente del coordinamento provinciale di Libera ai suoi conterranei e connazionali. Quale slogan pro-legalità?

Lo slogan è quello che Libera propone in tutta Italia: “E tu da che parte stai?”

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