Blitz a Cortina. Befera fa incassare più del cinepanettone

di Emiliana De Santis

È cominciato tutto nell’inverno del 1983. Carlo Vanzina aveva appena finito di girare Vacanze di Natale, commedia ambientata a Cortina d’Ampezzo. L’Italia intera andava al cinema per vedere quello che già in molti vedevano ma che con gli anni è diventato sempre più lampante e grottesco. Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha fatto una scoperta che ha il sapore della minestra riscaldata: a Cortina (e non solo) ci sono gli evasori fiscali, i possessori di auto di lusso dichiarano redditi da cassintegrato e la maggior parte degli esercizi commerciali non emette scontrini né ricevute fiscali. Altro che befana, è arrivato Befera a portare il carbone per tutti.
ANCHE I RICCHI PIANGONO Niente fughe rocambolesche dal bagno del ristorante o tra i fumi della sauna. Due ispettori fuori ad ogni porta. È così che avvenuto il miracolo: il 30 dicembre, sulla Perla delle Dolomiti, i bar e gli alberghi hanno battuto scontrini tre volte superiori a quelli dello stesso giorno del 2010, raddoppiando perfino gli incassi del giorno precedente. I negozi di lusso hanno accresciuto del 400% il loro fatturato. Diversamente da Portofino, dove il blitz era atteso, annunciato e quasi “rituale”, a Cortina si è gridato allo scandalo. Tra recriminazioni – il sindaco che paventa la scomparsa dei turisti e il vescovo che plaude la Santa Inquisizione – il tam tam dei pro e dei contro fa il giro del web. L’Agenzia delle Entrate, col fido cavalier Equitalia, non ha intenzione di fermarsi, sostenuta dal furor di popolo. Sulla lista anche Chiavari, Santa Margherita e, perché no, la Costa Smeralda e Capri. D’altronde Monti è stato chiaro, la fase due del decreto Salva Italia ha nella lotta all’evasione uno dei punti cardine, e i soldi con essa recuperati serviranno a finanziare i provvedimenti per la crescita e il lavoro.
BEFERA Un tempo era Robin Hood. Oggi si chiama Attilio Befera, amministratore delegato dell’Agenzia delle Entrate e controllore di Equitalia. Troppo potere nelle mani di un solo uomo? L’onorevole Stracquadanio polemizza e parla di “pizzo di Stato”. Al pari della mafia, anche le agenzie statali deputate alla riscossione, strozzano i creditori con metodi investigativi polizieschi, violando la privacy. Befera si difende, l’ironia che ostenta lo rende quasi più simpatico. E cresce  il suo ego tanto che Robin Hood sta trasformadosi nello sceriffo di Nottingham, mentre il Governo risale negli indici di gradimento. Austero e scolastico, questo Monti piace di più da quando attacca gli spendaccioni. Nell’era dei media, un buon trailer può far vincere l’Oscar al festival della politica di Roma.
I PACCHI BOMBA Da dicembre un susseguirsi di pacchi bomba indirizzati alle sedi di Equitalia. Perché, se ci può essere una pubblicità che li definisce parassiti, se la politica gli fa i conti in tasca, gli evasori si attrezzano. I poveri di lusso e i ricchi nullatenenti hanno imparato a fabbricare bombe nei garage a 5 stelle e ad inviare lettere minatorie al profumo di patchouli. Il cittadino comune, che in tempi non troppo recenti avrebbe egli stesso portato il pacco sotto il cancello, dopo il blitz a Cortina se ne fa una ragione. Il 2012 sarà un anno di sacrifici ma almeno, forse, ci renderà tutti uguali di fronte al tribunale delle tasse. Resteranno – ahimè – sempre alcuni “più uguali degli altri”, come in ogni Fattoria che si rispetti.

Fonte foto: Francesco Federico on Flickr

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