Tv 2.0: i social network nei programmi televisivi

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di Pierfrancesco Demilito

I media si rincorrono. A suo tempo la fotografia fu superata dal cinema. L’invenzione dei fratelli Lumière venne superata dalla radio, che permetteva di trasmettere la voce in diretta a distanza di centinaia di chilometri. E la radio passò in secondo piano quando nelle case degli italiani arrivò la televisione. Oggi Youtube, i social network e internet muovono il loro attacco alla televisione.

Questa volta però non siamo di fronte ad una resa incondizionata. La tv non ha affatto intenzione di farsi sottrarre dalla rete una fetta di mercato e dunque tenta una strenua difesa. Come? Inglobando internet. Sono sempre più frequenti le trasmissioni che permettono al telespettatore di interagire col programma durante la diretta attraverso i tweet, i commenti su Facebook o addirittura collegandosi in diretta da casa propria grazie a Skype.

Già dalle prime ore del mattino, infatti, la trasmissione Rai Agorà consente ai suoi telespettatori di commentare la discussione e porre domande agli ospiti attraverso la pagina Twitter. E non solo, nel dibattito intervengono come opinionisti alcuni spettatori che si collegano in audio e video attraverso Skype; può capitare che la qualità del video non sia eccellente, o che l’audio arrivi asincrono, ma il concetto resta: il telespettatore entra nel programma rimanendo sul divano di casa sua.

Un’idea che, naturalmente, non è sfuggita a Sky Italia, da sempre molto attenta all’interazione con la rete (quest’estate è stata lanciata Sky go, che permette di vedere alcuni programmi della piattaforma satellitare direttamente dai tablet o dagli smartphone).

Nel programma di punta attualmente trasmesso dalla rete di Murdoch, X Factor, si invita più volte il pubblico a seguire il programma anche attraverso gli aggiornamenti pubblicati sui profili Twitter e Facebook, è possibile votare gratuitamente dal proprio smartphone i cantanti in gara attraverso un’applicazione scaricabile (anche questa gratuitamente) dal market Android e durante la trasmissione che segue lo show, Extra Factor (una sorta di dopo festival), gli spettatori possono porre domande a giudici e ospiti attraverso Skype o Twitter.

In alcuni casi è Twitter a diventare una tv. Fiorello, ad esempio, ogni mattina pubblica sul suo profilo una rassegna stampa girata nell’edicola sotto casa in cui non mancano i commenti dell’edicolante o degli avventori che quotidianamente si recano dal giornalaio per acquistare un quotidiano. Ma lo showman siciliano non si è fermato qui e ha trasformato in un hashtag il titolo del suo ultimo programma: #ilpiugrandespettacolodopoilweekend. Da qui a breve, dunque, ci troveremo a parlare di Tv 2.0, dovremo solo capire chi ha vinto la guerra tra televisione e internet, sempre ammesso che ci sia un vincitore.

Fonte foto: Gavin Llewellyn on Flickr 

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