Sport e solidarietà, le piccole società “Insieme per vincere”

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di Cristiano Checchi

L’EVENTO – Si è svolta il 17 novembre la conferenza stampa, patrocinata dalle politiche per lo sport del comune di Roma, dell’iniziativa “Insieme per Vincere”. L’iniziativa è basata sulla collaborazione di molteplici attori sociali, non solo sportivi, i quali lavorano per arrivare a migliorare la condizione sportiva, agonistica e sociale della molte realtà romane che partecipano al progetto. L’iniziativa è arrivata al secondo anno d’attività, dopo un primo anno di assestamento. In questo secondo anno è stata rinnovata la partnership con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Gli obiettivi finali da raggiungere, come spiegato da Fabio Leonardi, di Centro Suono Sport sono ancora lontani, ma la strada della collaborazione è quella da perseguire per arrivare all’obiettivo primario: considerare le singole società come un unico polo all’interno del mercato delle sponsorizzazioni. È questo il grande problema di queste società storiche della Capitale, ma poco conosciute a grandi livelli. L’iniziativa sta però crescendo e lo dimostra l’aumento del numero di partecipanti al progetto. Alla M.Roma Volley, Lazio Rugby 1927, Butterfly H.C si sono aggiunte la De Sisti Roma e la Libertas San Saba, prima squadra femminile; le ultime due società sono tra l’altro entrambe campioni d’Italia in carica nell’Hockey, maschile e femminile.

PRESTIPINO E COCHI – La missione di queste società è quella di non essere più considerate piccole realtà singole, schiacciate dalla disparità economica con altri sport, ma appunto far fronte comune; un fronte vincente anche nel sociale e nella beneficenza. Questa unità d’intenti è stata sottolineata dall’Assessore alla Provincia di Roma per le politiche nello sport, Patrizia Prestipino, la quale ha elogiato le società partecipanti e la natura del progetto, ponendo però l’attenzione sulla situazione economica che si sta vivendo. La Prestipino ha infatti spiegato che «c’è il rischio il prossimo anno di avere poco più che zero sulla spesa corrente, sarebbe un colpo durissimo a quelli che sono gli incentivi e le promozioni sportive, non solo nelle scuole ma anche nell’associazionismo di base». Il problema economico è stato sottolineato anche dal Delegato allo sport di Roma Capitale, Alessandro Cochi, il quale ha inoltre lanciato una provocazione verso le società di altre discipline che non hanno ancora aderito: «vedremo se c’è stata poca comunicazione, anche se Centro Suono e altre radio hanno creato quella sinergia propedeutica per la riuscita dell’iniziativa,  ma mi si permetta di dire che sbaglia chi non aderisce». Cochi ha sottolineato poi l’importanza dei un’altra iniziativa, promossa da “Insieme per vincere”: la collaborazione con le Università, iniziativa che porterà «215 mila studenti, tra romani e fuori sede, a vedere per la loro prima volta una disciplina a loro sconosciuta, perché non c’è solo il calcio».

LO SGUARDO RIVOLTO AL 2020 – Anche altri interventi hanno battuto sulla mancanza di aiuti dalle istituzioni. Enzo Corso ad esempio, presidente della De Sisti Roma, ha specificato come la Regione Lazio «faccia troppo poco» per queste realtà. Anche il portavoce della Lazio Rugby ha battuto ancora sulla necessità di aiuti istituzionali: «è difficile andare avanti i problemi sono grandissimi, le istituzioni devono fare qualcosa, per arrivare al 2020 più agguerriti». È chiaro anche come la preoccupazione di tutti gli addetti ai lavori è che proseguendo su questa strada le possibilità di riuscire a ricevere l’organizzazione delle Olimpiadi del 2020 vanno sempre più riducendosi. Senza fondi e senza investimento nei giovani e nelle strutture, Roma rischia seriamente di vedere sfumato il sogno olimpico.

IMITARE IL MODELLO STRANIERO – C’è stato anche un invito fatto dal Presidente della Libertas San Saba alle società stesse e ai media: «è importante trovare gli sponsor, ma la cosa importante è che la fusione in questo progetto di tutte queste società crei anche una nuova immagine dello sport. E’ importante avere visibilità sui media e  promozione sulla stampa, un po’ più di visibilità aiuterebbe moltissimo. Dobbiamo inoltre ristrutturare anche il funzionamento e l’organizzazione delle società, prendendo esempio dai modelli stranieri».

 


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