Incidente nucleare in Europa? Forse si, forse no

Manifestazione antinucleare di Legambiente

di Roberto D’Amico

Solo 8 mesi fa l’incidente alla centrale di Fukushima, avvenuto in seguito al terremoto che ha devastato il Giappone, rimetteva sotto gli occhi dell’opinione pubblica mondiale il problema del nucleare. I governi di tutto il pianeta hanno vacillato seriamente sulla questione atomo e in molti casi, vedi la Germania, si è optato drasticamente verso una graduale uscita da questa fonte di energia. Nel nostro paese il 12 e 13 giugno gli italiani hanno espresso nuovamente il loro dissenso nei confronti di questa tecnologia rischiosa, non conveniente e dannosa per l’ambiente e soprattutto per le generazioni future. Giusto il tempo quindi di provare a gridare vittoria e dall’IAEA (l’agenzia dell’Onu per l’energia atomica) è arrivata la notizia che nessuno voleva ricevere.

LA NOTIZIA – Attraverso un comunicato stampa l’agenzia ha fatto sapere che nei cieli europei sono stati registrati “bassi livelli” di Iodio 131, uno dei prodotti principali della fissione dell’uranio e del plutonio. Si certo, si parla di livelli non preoccupanti, di nessun rischio per la saluta e di tante altre cose belle ma l’unico dato di fatto è che nel nostro continente, o in qualche paese confinante, è avvenuto o è in corso un incidente nucleare. Come mai tanta incertezza? Semplice. Nessuno si è ancora addossato la provenienza di queste emissioni.

L’ “ILLUSTRE” PRECEDENTE – Incredibile ma vero. Ciò che è peggio e che l’ultimo episodio di “incidente ignoto” risale ironicamente alla catastrofe di Chernobyl del 1986 a causa della quale, secondo i dati di Greenpeace International, morirono oltre 1 milione di persone. La popolazione mondiale si accorse infatti dell’incidente solo per la presenza di elevatissime radiazioni nell’atmosfera. Solo in un secondo momento si venne a sapere ciò che realmente era successo.

LE POSSIBILITA’ – Per il momento i paesi che con maggiore probabilità possono essere la causa di questa alta concentrazione di Iodio 131 sono la Repubblica Ceca, che ha negato immediatamente ogni responsabilità, l’Austria e l’Ungheria, ovvero tutti quegli stati dove ne è stata registrata una quantità maggiore. Non è ancora esclusa la pista che porterebbe direttamente ai vecchi impianti dismessi dell’ex Unione Sovietica, in molti casi ridotti a veri e propri ruderi. Sta di fatto che, nell’eventualità che questo incedente sia avvenuto realmente, serve immediatamente una presa di coscienza oltre che di posizione, da parte di chi ne è colpevole. Aiuti umanitari e di soccorso devono partire immediatamente e questa volta deve essere definitivamente messa la parola fine sulla tecnologia che, insieme alla bomba atomica, detiene il primato di “carnefice scientifico” della storia dell’umanità.

 

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