Amarcord: Cowans e Rideout, due inglesi a Bari

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Provate a chiedere a qualche giovane tifoso di oggi chi siano Gordon Cowans e Paul Rideout. Probabilmente vi guarderanno con aria interrogativa, senza avere la minima idea di chi voi stiate citando. Eppure Cowans e Rideout sono icone viventi in Inghilterra, soprattutto a Birmingham (sponda Aston Villa), ma hanno lasciato un pezzetto di cuore anche a Bari dove a metà degli anni ottanta hanno scritto una piccola ma pur sempre significativa pagina di storia.

Il Bari che nell’estate del 1985 si appresta a disputare la sua prima stagione in serie A dopo 15 anni di attesa ed una doppia promozione dalla serie C grazie alla guida burbera ma efficace di Bruno Bolchi, è una squadra consapevole di dover recitare un ruolo difficile nel campionato che si appresta ad iniziare, con probabili sofferenze ed una salvezza complicata da raggiungere. Ma il pubblico è eccitatissimo, ritrova la serie A e non vuole pensare ad altro, almeno fin quando non cominceranno le partite e si dovrà fare i conti con la classifica; stesso discorso vale per il presidente Vincenzo Matarrese, convinto che il suo Bari si possa salvare e deciso ad allestire un organico in grado di competere con le dirette concorrenti per la permanenza in serie A. Dall’Arezzo (serie B) arriva un giovane terzino sinistro molto promettente, Amedeo Carboni, mentre dal Torino ecco il centrocampista d’ordine Claudio Sclosa. E’ dall’Inghilterra, però, che Matarrese mette a segno i due colpi rivoluzionari del calciomercato barese, due nomi che innalzano il livello qualitativo della squadra e fanno parlare giornali e televisioni.

Dall’Aston Villa, infatti, il Bari annuncia l’acquisto del centrocampista Gordon Cowans e del centravanti Paul Rideout, per un costo totale di un miliardo e mezzo di lire. Non sono due nomi sconosciuti al grande pubblico, anzi, Cowans è un regista di centrocampo molto tecnico e soprattutto molto esperto avendo vissuto la splendida epopea dell’Aston Villa campione d’Inghilterra nel 1981 e addirittura campione d’Europa l’anno dopo. Rideout è invece il classico attaccante inglese, alto, magro e con tecnica non sopraffina ma dotato di un senso del gol non indifferente, in perenne rivalità con Mark Hateley (all’epoca centravanti del Milan) per il ruolo di prima punta della nazionale inglese. Non gli ultimi arrivati, insomma, forse non i calciatori più forti d’Europa, ma senz’altro potenzialmente utili ad una compagine come il Bari che più della salvezza non può certo chiedere al nuovo campionato. Cowans e Rideout vengono accolti con entusiasmo dai tifosi pugliesi che fanno trovar loro all’aeroporto sciarpe e cartelloni di benvenuto, rigorosamente con scritte rosse su sfondo bianco, i colori del Bari.

I due inglesi sono un po’ imbarazzati, il carattere è tipicamente britannico, lasciano trasparire poche emozioni, sorridono educatamente e fanno immediatamente capire di non comprendere neanche mezza parola di italiano. Si installano entrambi nell’elegante quartiere Santo Spirito, una schiera di villette a poca distanza dall’aeroporto Palese ed a poco a poco iniziano a prendere confidenza con le abitudini del nuovo paese e soprattutto con gli allenamenti di Bolchi. Durante il ritiro estivo dimostrano di essere professionisti seri e scrupolosi: bevono sì il cappuccino a pranzo insieme agli spaghetti, ma sono molto attenti alle linee guida del tecnico e ai carichi di lavoro; sanno che da loro il Bari si aspetta molto, la squadra biancorossa è giovane, neopromossa e reduce da 15 anni fra serie B e C, è plausibile che un gruppo con così poca esperienza possa aggrapparsi agli unici due elementi che abbiano maturità e vantino svariate presenze anche nelle coppe europee.

L’esordio per entrambi è in Coppa Italia ad Ascoli il 25 agosto 1985. Un debutto agrodolce per la coppia inglese di Bari: Rideout rispetta le consegne di bomber e porta in vantaggio i pugliesi dopo un quarto d’ora di gioco, giusto il tempo di vedere il suo compagno e connazionale Cowans subire un bruttissimo infortunio alla caviglia che lo terrà fermo per oltre due mesi. Il campionato inizia così con il duo dimezzato e per il Bari l’avvio è tutt’altro che incoraggiante: i pugliesi perdono all’esordio in casa contro il Milan e poi a Genova con la Sampdoria, presentandosi alla vigilia della terza giornata al vecchio stadio Della Vittoria contro la Roma con zero punti in classifica e la necessità di portare a casa almeno un pareggio. E’ la grande giornata di Paul Rideout che quel 22 settembre abbatte la Roma con una doppietta nel secondo tempo che regala alla sua squadra i primi punti della stagione e fuga i dubbi sulla sua effettiva resa in Italia dopo le due prime balbettanti uscite. E Rideout, non contento, si ripete anche la settimana successiva quando segna nuovamente nella sfida contro il Como, terminata 1-1, e in quella dopo ancora, a Pisa, altro pareggio per 1-1.

Quattro gol in tre partite per un centravanti che lavora molto e che sta risultando anche efficace in un Bari che stenta ma che, a conti fatti, sembra potersela giocare con le concorrenti in zona salvezza. Il 27 ottobre 1985 si disputa a Bari il primo storico derby pugliese fra i padroni di casa ed il Lecce, all’esordio assoluto in serie A; un derby sentito fra due tifoserie per nulla amiche e fra due squadre in lotta per non retrocedere. Al 32′ minuto Rideout sblocca la partita, poi l’altro attaccante Bergossi raddoppia e per il Bari è una festa favolosa, doppiamente importante, così come per il centravanti britannico che sigla la sua quinta rete in campionato, un bottino di tutto rispetto se si pensa che il torneo è solamente alla giornata numero 8. Da qui in avanti, però, la vena realizzativa dell’inglese si inceppa e Rideout non ne indovina una per tre mesi, tanto che il pubblico inizia a spazientirsi, a chiamarlo Piangeout, giocando sul cognome, e chiedendosi come mai la società nel calciomercato autunnale non abbia comprato un altro attaccante, visto che anche Bergossi e Bivi non la buttano dentro quasi mai.

Nel frattempo il Bari è piombato nei bassifondi della classifica vincendo solamente alla vigilia di Natale in casa contro l’Udinese, una partita che verrà ricordata per il gol di Bivi al 44′ e per l’assedio friulano nel secondo tempo, sventato solamente da interventi prodigiosi del portiere barese Pellicanò. Intanto è tornato Cowans, ristabilitosi dall’infortunio e finalmente in grado di portare qualità al centrocampo biancorosso. Il 26 gennaio torna al gol Rideout a Como, l’ultima rete del suo campionato, partito bene e terminato con sterilità, un po’ come tutta la squadra, retrocessa a causa del penultimo posto in classifica e di un attacco tutt’altro che prolifico. In estate va via Bolchi, ma non i due inglesi, convinti a rimanere per riportare immediatamente il Bari in serie A. In panchina arriva Enrico Catuzzi, i pugliesi sono tra le favorite per la promozione, ma l’annata sarà molto al di sotto delle aspettative. Alla quarta giornata, il 5 ottobre 1986, Cowans realizza la sua prima rete in maglia biancorossa decidendo su calcio di rigore la sfida contro il Pisa, poi si ripeterà a Parma (sconfitta per 2-1) e nel 3-0 casalingo contro il Modena. Rideout, invece, di reti ne metterà a segno 10 fra cui la doppietta dell’Arezzo del 1 marzo 1987, siglata in un minuto e diventata la più veloce del calcio italiano. Gol che tuttavia regalano al Bari un semplice e deludente nono posto con promozione rimandata.

Nell’estate del 1987 diversi club inglesi bussano alla porta di Matarrese per chiedere i due calciatori, magari desiderosi di tornare a giocare in patria, ma mentre il presidente sarebbe pure disposto ad ascoltare le offerte, sono proprio loro a rifiutare: “A Bari ci divertiamo – rispondono – e vogliamo riportare la squadra in serie A”. Per il campionato 1987-88, dunque, i due inglesi di Bari partono ancora assieme al gruppo biancorosso per affrontare la seconda stagione consecutiva in serie B, la terza da quando sono in Italia. In panchina c’è ancora Catuzzi, ma le cose non vanno bene neanche stavolta: il Bari chiude settimo e prolunga ancora l’attesa per quella serie A sfuggita per il secondo anno di fila, inoltre Cowans e Rideout si rivelano meno utili del solito, il centravanti segna solo 7 reti e non è neanche il capocannoniere della squadra, titolo che si aggiudica il centrocampista Carlo Perrone, autore di 8 marcature. A Bari si avverte aria di rivoluzione, la tifoseria è scontenta, la società pronta ad investire su facce nuove per centrare quella promozione che effettivamente giungerà al termine del successivo campionato quando però i due inglesi saranno ormai lontani. Cowans e Rideout lasciano Bari e l’Italia a giugno del 1988: il primo farà ritorno all’Aston Villa dove diventerà primatista nelle coppe europee con 31 presenze, il secondo girovagherà per un po’ in patria (Southampton, Swindon Town e Notts County), prima di chiudere la carriera in Scozia ai Glasgow Rangers e poi in Cina e negli Stati Uniti.

Il ricordo dei tifosi del Bari è quasi unanime: non hanno fatto tanto, ma abbiamo visto di peggio. Cowans non è mai riuscito a caricarsi sulle spalle il centrocampo barese, Rideout ha comunque realizzato 23 reti in 99 presenze, con troppi alti e bassi e pochissima continuità. La cadenza dell’italiano alla Stanlio e Ollio, la nostalgia di un calcio che ormai non c’è più e il ricordo dei primi due stranieri a Bari dopo la riapertura delle frontiere, rende tutto più leggero, quelle facce un po’ sperdute e quell’aria interrogativa davanti alle orecchiette alle cime di rapa (“What is this green pasta?“), stupiti dal colore verde della pasta alle verdure. In campo sarebbe potuta andare meglio. Pazienza.

di Marco Milan

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