Duets: tutti cantano Cristina D’Avena

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Cristina D’Avena pubblica il primo album con la Warner e duetta con grandi nomi della canzone italiana. Dalla Bertè a Emma, da Elio a J-AX “tutti cantano Cristina”

cristina d'avena ospite al festival di sanremoPrendete sedici cantanti italiani, anzi diciassette, altrettante cover degli anni 80 e 90 e una delle più longeve interpreti della musica italiana, che vanta al suo attivo 228 album e 743 singoli. Loro, i diciassette cantanti, sono colonne portanti della storia musicale nostrana o star più recenti, provenienti dal mondo dei social e dei talent. Le cover sono quelle dei cartoni animati più amati, come Sailor Moon, È quasi magia Johnny e Nanà supergirl. Lei, l’interprete, è l’inossidabile, intramontabile e impareggiabile Cristina D’avena. Mixate il tutto e quello che otterrete sarà Duets, un album che potrebbe essere la vera sorpresa delle vendite natalizie.

Dal 1982, Cristina D’Avena è la regina indiscussa delle sigle dei cartoni animati. Lei le ha cantate tutte, riuscendo a portare queste canzoni addirittura sul palco di Sanremo, mandando in visibilio il pubblico, i cantanti e anche i maestri dell’orchestra. Adesso, dopo il bagno di folla dell’Ariston, centinaia di concerti, quasi mille fra album e singoli incisi, Cristina D’avena ha potuto fare quello che solo le vere star possono fare, ossia prendere un gruppetto di colleghi, trascinarli in studio e farli cantare le sue canzoni, quelle dei cartoni, con cui tutti loro sono cresciuti.

Cristina d'Avena con Cino Tortorella
Cristina d’Avena con Cino Tortorella

Il risultato di questa scommessa è appunto Duets, un album che vede mostri sacri, come Loredana Bertè ed Elio, cantare rispettivamente Occhi di gatto e Siamo fatti così, e teen idol come Michele Bravi e Francesca Michielin cimentarsi in classici quali I puffi sanno e L’incantevole Creamy. E il sottotitolo dell’album, “tutti cantano Cristina”, non fa altro che sottolineare ulteriormente la forza di questo lavoro, che teoricamente abbraccia un pubblico vastissimo. Certo, il merito va ricercato anche nel cambio di etichetta discografica. Dopo 3 decenni di collaborazione con RTI Music, Cristina D’Avena è entrata a far parte della grande famiglia Warner Music Italy, che ha deciso di scommettere su un progetto coraggioso, ma potenzialmente di enorme successo.

Fra i duetti più riusciti, non possiamo non citare quello con Emma Marrone, la cui interpretazione di Jem è riuscita a rendere il pezzo molto più rock. Straordinarie anche le versioni di Una spada per Lady Oscar, cantata con Noemi, e di Pollon, in cui J-AX è riuscito a inserirsi perfettamente con la sua anima rap. Una delle perle di questo album è sicuramente la cover di Piccoli problemi di cuore, in cui Cristina D’Avena duetta con Ermal Meta. Se già il brano originale può sembrare tranquillamente una canzone vera e propria, in questa versione il pezzo riesce a ottenere una forza emotiva e interpretativa che lo rendono capace di raggiungere anche coloro che il cartone non l’hanno mai visto.

cristina d'avena ai tempi di love me licia
Cristina d’Avena ai tempi di Love me Licia

C’è chi pensa che questo continuo revival degli anni 80 e in generale del passato che fu sia un modo per schiacciare il moderno, appiattendolo e relegandolo in un angolo. In realtà passato e presente possono andare tranquillamente d’accordo. Le mode un po’ old fashion, così come i vecchi film, le canzoni un po’ datate e le serie TV dal sapore vintage rappresentano una parte importantissima della nostra cultura. Le sigle TV sono il lascito di uno dei periodi più sfavillanti della nostra televisione, anni in cui i bambini aspettavano i cartoni animati come si aspettano i regali di Natale. C’era meno scelta certo, forse c’erano meno risvolti pedagogici in quelle serie animate, ma probabilmente c’era una maggiore qualità dal punto di vista della trama e dei disegni. Avete idea di quanti bambini si sono avvicinati allo sport grazie a Holly e Benji e Mila e Shiro? Sapete quanti si sono appassionati alla storia vedendo Lady Oscar o le avventure di Cristoforo Colombo? Per non parlare di tutti i medici cresciuti a pane e Siamo fatti così.

Dunque lunga vita ai cartoni che furono e anche alle loro sigle meravigliose e alla straordinaria Cristina D’avena, che hanno fatto da colonna sonora all’infanzia di molti di noi.

(di Christopher Rovetti)

 

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