La Francia non cede agli estremismi: Macron è nuovo presidente

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Marine Le Pen ha perso. La notizia di rilievo è questa. Emmanuel Macron, eletto Presidente della repubblica francese a 39 anni, diventa il capo dello stato più giovane della storia del Paese

chi-e-emmanuel-macron-profilo-orig_mainNon c’è allineamento con gli Usa di Trump, la Gran Bretagna populista che ha scelto la Brexit e quella conservatrice che resta sulla difensiva, l’Italia salviniana che plaude la stirpe del Front National. La Francia ha vinto, contro la paura, il terrorismo, la chiusura, le barricate, i muri.

A farla vincere è stato Emmanuel Macron, eletto Presidente della repubblica francese a 39 anni, diventando il capo dello stato più giovane della storia del Paese. Al suo arrivo sul palco allestito sulla spianata del Louvre, si è presentato sulle note dell’Inno alla gioia, non la Marsigliese, inno nazionale, ma quello europeo, un segnale fortissimo e controcorrente negli ultimi tempi.

Centrista e liberale, vede la Francia inserita in un’Europa più forte e marca una linea di confine al dilagare in del messaggio populistico e nazionalistico dell’estrema destra.

Ha dichiarato Macron: “Il nostro compito è immenso, ci impone di costruire già da domani una vera maggioranza, una maggioranza forte, questa maggioranza di cambiamento è ciò a cui aspira il paese e ciò che il paese merita, questa maggioranza di cambiamento, io me l’aspetto da voi fra sei settimane, perché avrò ancora e ancora bisogno di voi”.

Macron ha vinto con oltre il 65% dei voti espressi a fronte di una Marine Le Pen che si ferma al 34% circa. Questa percentuale tuttavia, non deve essere sottovalutata, il FN ottiene in ogni caso un risultato storico per l’estrema destra, che raddoppia i propri voti rispetto al duemila due quando Jean Marie Le Pen sfidò Jacques Chirac.

Il prossimo appuntamento sarà rappresentato dalle legislative del mese seguente. Macron si presenta come un presidente debole, perché oltre dodici milioni di elettori si sono astenuti o hanno votato scheda bianca o nulla.

Come scrive Bernard Guetta sulle colonne di France Inter: “Le difficoltà arriveranno, e anche le delusioni. Arriveranno presto e saranno numerose, ma queste elezioni, oltre a darci un nuovo presidente, sono un grande avvenimento per la Francia, l’Europa, il mondo intero – La Francia ha avuto l’audacia di fare una scommessa folle. La Francia che si inabissava nel pessimismo e nella disperazione, la Francia che aveva dimenticato il suo rango di quinta potenza economica del mondo, che non credeva più in se stessa e sembrava non volere altro futuro se non quello della chiusura delle porte e delle finestre, questa Francia che il mondo stentava a riconoscere, ha scelto di eleggere come presidente un giovane di 39 anni che un anno fa si è messo in testa di ridisegnare lo scacchiere politico nazionale e di assumere il comando del paese restituendogli coraggio, autostima ed energia con una campagna basata sull’unità europea”.

Per il momento, ad ogni modo, l’immagine della Francia ne esce rinnovata, una Francia che torna ad essere quello che nell’immaginario collettivo francese e mondiale è sempre stata, un baluardo della libertà e dei diritti civili.

Nel suo discorso della vittoria Macron ha dichiarato: “Questa sera si apre un nuovo capitolo nella nostra lunga storia, vorrei che fosse di speranza e di rinnovata fiducia”. Inoltre, il nuovo presidente francese ha aggiunto: “Difenderò la Francia e l’Europa”, perché “bisogna stringere i legami tra l’Europa e i popoli”.

Le difficoltà arriveranno, di certo, Bernard Guetta ha ragione. Per il momento però uno sguardo di speranzosa fiducia verso il prossimo futuro è possibile.

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